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Gruppo Metalmeccanici: insieme per ridurre costi e potenziare l’export

Il presidente Roberto Zappa delinea obiettivi e strategie dopo la presentazione dell’analisi UBI-Confindustria sul settore.

Lavoratori a testa bassa, concentrati sulla produzione, senza visione e strategie di lungo termine. Sembrava questa l’immagine non molto lusinghiera degli imprenditori bergamaschi.

“Oggi indagini e statistiche dicono l’esatto contrario – rileva Roberto Zappa, presidente del Gruppo Imprenditori Metalmeccanici di Confindustria Bergamo – e delineano aziende proattive, che hanno saputo affilare le armi in questa lunga crisi per competere fuori confine puntando sulla creazione di valore. E’ un vero riscatto storico. Da sola la meccanica bergamasca esporta ben 8 miliardi di euro su un totale dell’economia provinciale di 13,5 miliardi. Un risultato già buonissimo che può ulteriormente migliorare, ma occorre capire bene come si articola questo eterogeneo comparto, per elaborare le migliori strategie”.

L’occasione di questa riflessione è stata la presentazione dei risultati dell’analisi del campione di 122 imprese realizzata in collaborazione con UBI Banca Popolare di Bergamo e illustrata in un incontro nella sede di UBI Academy di via Fratelli Calvi.

“La meccanica bergamasca è un sistema forte – conferma Osvaldo Ranica, direttore generale della Banca Popolare di Bergamo – dove la catena del valore non presenta anelli deboli, che hanno individuato strategie vincenti che giustificano aspettative di risultati ancora più importanti nei prossimi anni. Noi abbiamo promosso e condiviso questa elaborazione che aiuta a mettere meglio a fuoco sfide e strategie. Il nostro impegno nei confronti del mondo delle imprese è testimoniato dall’ammontare delle erogazioni: 1 miliardo e mezzo nel 2014 e 1 miliardo e 100 milioni nel 2015 fino ad oggi, con una tendenza in netta crescita, ma vogliamo essere di ulteriore supporto”.

“Questo lavoro – ha aggiunto Roberto Zappa – è solo una parte di un progetto che punta a rafforzare anche la nostra identità di Gruppo, nonostante la forte eterogeneità delle diverse lavorazioni e vuole spingere alla cooperazione e collaborazione fra imprese che, peraltro, le stesse aziende identificano come una delle strategie vincenti, sia per proseguire nel processo di internazionalizzazione, sia per ridurre i costi. Va in questa direzione anche il progetto di realizzare i nostri Consigli direttivi in sei diverse zone della provincia”.

“Il cluster della filiera – rileva Pio De Gregorio responsabile Business Analysis UBI – si presenta come una nebulosa di aziende che collaborano in modo armonico, come conferma la distribuzione del valore, inteso in senso strettamente economico, come misurazione del ROI, cioè del rapporto fra costi e profitti netti”.

Il quadro di sintesi riferito al 2013 evidenzia un ROI che varia dal 7,60% del cluster lavorazioni, al 4,11 del cluster metallurgia, con piccole variazioni per i componenti complessi (7,41%), componenti semplici (6,56%), prodotti finiti (5,07%).

“Non abbiamo rilevato il temuto cannibalismo da parte delle aziende capofila, quelle che raccolgono gli ordini e hanno le maggiori capacità progettuali – evidenza Pio De Gregorio – e il risultato è una sostanziale equalizzazione, anche se il livello è un po’ basso, ma non dobbiamo dimenticare che il settore ha attraversato una crisi epocale che ha costretto gli imprenditori a riposizionarsi completamente”.

Rossana Pecchi

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