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Unità sindacale: la Cgil di Bergamo approva e rilancia

Alla conferenza di organizzazione territoriale, la Cgil di Bergamo si interroga sul futuro del sindacato alla luce dei cambiamenti del mondo del lavoro. Il segretario generale provinciale Luigi Bresciani: “Dobbiamo spostare il baricentro delle nostre iniziative sul territorio e sui luoghi di lavoro”. E lancia l’assist all’unità sindacale.

Unità sindacale: la Cgil di Bergamo approva e rilancia.

L’invito a riprendere un percorso di dialogo e di impegno comune tra le diverse sigle sindacali arriva direttamente dalla conferenza di organizzazione territoriale dell’organizzazione. L’iniziativa, intitolata “Cambia il lavoro, cambia la Cgil”, ha visto rappresentanti, attivisti e operatori sindacali confrontarsi e interrogarsi sul futuro e su come possa ridisegnare il proprio ruolo per rispondere alle nuove sfide del mondo del lavoro.

Una discussione più che mai necessaria, considerando che negli ultimi decenni il lavoro è cambiato molto e tuttora è in rapida evoluzione. A evidenziarlo è il segretario organizzativo della Cgil di Bergamo, Giuseppe Mascioli, che evidenzia: “Con l’incontro di oggi diamo il via a una stagione di cambiamento e di rinnovamento, per rispondere ai nuovi bisogni del mondo del lavoro. L’obiettivo è accorciare il filo che ci lega ai lavoratori, anche in vista di una futura legge sulla rappresentanza. In altre parole, dobbiamo tornare a parlare utilizzando il ‘noi’, ripartire dai territori e dai luoghi di lavoro, rendere più espliciti i vantaggi per chi si iscrive. Ripartire ‘dal basso’ è la via per ampliare la partecipazione e per continuare a dare risposte efficaci a tanti. Per farlo, rivedere l’organizzazione è fondamentale, snellendo le strutture verticali per contare su organigrammi funzionali”.

Per affrontare le nuove sfide del mondo del lavoro, un elemento strategico è rappresentato dall’unità sindacale. Il segretario generale provinciale Luigi Bresciani sottolinea: “Nel nostro Paese si sta verificando una lenta e graduale demolizione della democrazia di massa, con una forte centralizzazione del potere. Tutta la politica attacca i corpi itnermedi, come i sindacati, volendosi rivolgere direttamente al popolo. Si tratta di una profonda mutazione del modo di fare politica rispetto al passato. E in questo contesto diviene necessario spostare il baricentro delle nostre iniziative sul territorio e sui luoghi di lavoro. Non va dimenticato, infatti, che non siamo solo un sindacato, ma un soggetto sociale di cambiamento, con delle idee sul mondo e dei valori. Da un lato, dunque, diviene necessario puntare sulla confederalità ed evitare le divisioni, e dall’altra proseguire su un percorso di unità sindacale, con le altre sigle sindacali, con Cisl e Uil”.

L’importanza del dialogo tra le parti sociali viene rimarcata anche dal segretario organizzativo della Cgil nazionale, Nino Baseotto, intervenuto all’assemblea: “Ritengo sia fondamentale riscoprire il dialogo tra le parti sociali, con l’ascolto e il rispetto tra le parti”. Un invito al dialogo rinnovato anche al presidente del consiglio, Matteo Renzi: “Si è sempre dichiarato europeista, e il dialogo è proprio un elemento su cui si è fondata la costituzione della Comunità Europea”.

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