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“La violazione c’è stata” La commissione trasparenza tira le orecchie a Cobe

Un mese di tempo per rispettare la legge. E' la richiesta della commissione trasparenza a Cobe, società di Palafrizzoni che si è occupata della riapertura dell'accademia Carrara.

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Un mese di tempo per rispettare la legge. E’ la richiesta della commissione trasparenza a Cobe, società di Palafrizzoni che si è occupata della riapertura dell’accademia Carrara e della gestione del patrimonio artistico negli ultimi due anni. Da molto tempo la società non rispetta le leggi in termini di trasparenza pubblica, illustrate dal consigliere di Forza Italia Stefano Benigni, che ha chiesto di andare fino in fondo alla questione: “Vogliamo aiutare la maggioranza a rispettare il suo programma elettorale che parlava del Comune come “casa di vetro” – spiega -. Mi sono sentito in dovere di chiedere una commissione semplicemente per un motivo basilare. A mio modo di vedere questa società non rispetta gli obblighi di legge. Sono chiarissimi: devono essere pubblicati i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica di amministratore, nonché gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici, i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti, gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti. Non dimentichiamo che l’articolo 22, dice che nel caso di mancata trasparenza è previsto il divieto di erogazione di somme da parte dell’amministrazione comunale interessata. Noi l’anno scorso abbiamo dato a Cobe 143 mila euro”.

La violazione c’è stata e la conferma arriva direttamente dalle parole del segretario comunale Daniele Perotti: “Non è stato consentito ai cittadini avere le informazioni. Il problema c’è e c’è anche l’inadempimento. Non stiamo parlando di un delitto, per carità. Ma per essere chiari: non c’è differenza tra violazione di legge e inadempimento”.

L’amministratore unico di Cobe, Gianpietro Bonaldi, si giustifica così: “Mi è sempre stato detto che Cobe era prossima alla chiusura e quindi ho deciso di non fare il sito web – spiega ai commissari – . In realtà poi la società viene utilizzata perché è efficiente, veloce, capace, snella. Non c’è nessun problema: da parte nostra c’è la massima volontà a pubblicare i dati. Voglio anche chiarire sul tema dell’indennità (20 mila euro lordi, ndr): la giudico, dal punto di vista etico, insufficiente. Io percepisco mille euro al mese scarsi. Dedico alla partita Cobe ogni giorno della settimana”.

I consiglieri, che percepiscono un quinto del compenso di Bonaldi, rispondono per le rime: “Noi prendiamo 150 euro al mese e subiamo le critiche – interviene Simone Paganoni, Patto civico -. Non abbiamo rimborsi per benzina, auto, telefono. Nessuno mette in dubbio le attività di Cobe, ma non sono soddisfatto del fatto che non è stato adempiuto un obbligo di legge”. ”Diciamo che l’errore è stato fatto in buona fede – spiega Alberto Ribolla, Lega Nord -, però mettiamo a posto questa situazione visto che la trasparenza è una cosa importante”. Niccolò Carretta, lista Gori, chiede a Bonaldi di provvedere anche a “pubblicare rimborsi spese, rimborsi di viaggio. E’ un invito a fare il più, il massimo, con l’obiettivo di recuperare”. Per Massimiliano Serra, Pd, “la violazione da parte di Cobe sembra palese. Rimango fermo sul fatto che a un obbligo di legge bisogna dare una risposta immediata, soprattutto in un periodo in cui i cittadini richiedono trasparenza”. Al coro di richieste si aggiunge anche la voce di Fabio Gregorelli, Movimento 5 Stelle: “Mi sembra che Bonaldi sia in carica da due anni. Il segretario comunale ha inviato più solleciti. Stasera mi aspettavo dei dati e invece non ne abbiamo. Bisogna rimediare”.

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Commenti

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  1. Scritto da líghel sö

    La violazione c’è stata…non c’è differenza tra violazione di legge e inadempimento… conferma… il segretario comunale;
    l’errore è stato fatto in buona fede – spiega Ribolla, Lega Nord.
    Quindi,basta dichiarasi in buona fede per far passare per fessi i cittadini e farla franca! Braö Ribola te set ü canù!

  2. Scritto da usiamo il cervello

    La “trasparenza” per il Comune di Bergamo è un optional…Pur essendo azionista di rilievo di SACBO, da anni risponde picche a chi chiede di avere i dati di dettaglio del rumore registrato dalle centraline (e in tempo reale come succedeva quando queste erano gestite dalla Provincia), invece delle “medie mensili” con “indici di correlazione” da cui si può ricavare tutto e il contrario di tutto. A parte poi tutte le varie prescrizioni di legge non ottemperate da oltre dieci anni

  3. Scritto da leo cat

    Oggi si può leggere un articolo di Rizzo e Stella illuminante su quanto avviene nei comuni italiani. Con regole certe e senza eccezioni e controlli puntuali, avremmo a disposizione un vero e proprio tesoro. Certo, occorrerebbe “perdere” un po’ di tempo a controllare gli “scontrini”.

    1. Scritto da giggi

      gli scontrini non si controllano perchè ti fidi di chi li fa, è il tuo amico che hai messo lì te. hai presente lusi? faceva quello che voleva con i soldi del partito, nessuno gli chiedeva niente perchè si fidavano “è nostro amico”.