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Sindacati: Palafrizzoni intervenga su Carisma per i 35 lavoratori

Un presidio dei sindacati e dei lavoratori fuori da Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, e una lettera alle istituzioni cittadine perché intervengano su Carisma (la Fondazione che gestisce la casa di riposo del Gleno) e sulla Cooperativa Monterosso per evitare il licenziamento di 35 persone.

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Mancano solamente 15 giorni, poi dal 1° luglio scatterà il licenziamento di 35 dipendenti della Cooperativa Monterosso che per anni hanno alla casa di riposo di via Gleno. I rappresentanti sindacali di Funzione pubblica Cgil e Fisascat-Cisl con alcuni lavoratori hanno manifestato nel pomeriggio di lunedì 15 giugno davanti a Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo. 

"Dopo vari tentativi chiediamo un’attenzione da parte del Comune di Bergamo perché intervenga convocando le parti, al fine di giungere ad una soluzione che tuteli le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa Monterosso che per anni hanno prestato servizio alla Casa di Riposo di via Gleno" afferma Leopoldo Chiummo di Funzione Pubblica Cgil Bergamo. "Chiediamo questo all’Ammininistrazione comunale anche in qualità di soggetto pubblico che rappresenta la storia di questa casa di riposo. Non chiediamo altro che l’internalizzazione di questi lavoratori all’interno della Rsa Carisma. E’ una soluzione non solo possibile, ma auspicabile. Stiamo parlando di 28 Asa e sette liberi professionisti". Anche se Carisma avrebbe aperto alla possibilità di assunzione per alcune delle 35 persone, mentre la Cooperativa Carisma avrebbe dimostrato l’impossibilità di tenere in organico questi dipendenti avendo avuto la revoca dal contratto da Carisma.

"E’ bene ricordare alla cittadinanza che questi lavoratori non hanno mai fatto mancare la loro professionalità, non ci sono mai stati disguidi garantendo agli ospiti della casa di riposo una tranquillità e una serenità che considerando i soggetti deboli di cui stiamo parlando non è poco" aggiunge Giovanna Bettoni della Fisascat Cisl. "Ad oggi, purtroppo, dopo diversi incontri con i soggetti coinvolti, le posizioni rimangono molto distanti – aggiunge Bettoni – con il risultato che chi ha un posto di lavoro rimarrà disoccupato, mentre altri lavoratori che oggi il lavoro non ce l’hanno, saranno assunti". 

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