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Pasti, farmaci, lenzuola trasportati in ospedale da 30 robot telecomandati

L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è come una città, ma chi trasporta i carichi pesanti all'interno della struttura sanitaria? Siamo andati a vedere e abbiamo scoperto che da diciotto mesi a trasportare pasti, farmaci, lenzuola e rifiuti sono 30 robot telecomandanti: svolgono il lavoro di quasi 100 persone.

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L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato spesso paragonato per la sua architettura ad un’astronave. Pochi conoscono l’avveniristico sistema di trasporto interno di materiali pesanti. Pasti, farmaci, lenzuola, rifiuti e il materiale per la centrale di sterilizzazione, tutti materiali che servono ai reparti vengono trasportati da 30 robot telecomandati che funzionano ad energia elettrica. Viaggiano nel piano interrato dell’ospedale e poi salgono ai piani grazie ai montacarichi. Ogni robot – sembrano delle futuristiche tartarughe – può trasportare fino a 400 chilogrammi. Il materiale viene raccolto in uno dei seicento carrelli che dispone l’ospedale e poi trasportato da questi robot arancioni che viaggiano in autonomia e segnalano con suoni e luci il loro percorso.

 

Il sistema funziona ad energia elettrica dalle 6 fino alle 22 e sostituisce di fatto il lavoro pesante di cento persone. A seguire e coordinare il sistema è l’ingegner Stefano Parimbelli e uno staff di una decina di tecnici. Ogni robot si carica alla centrale elettrica di notte e in alcune ore del giorno, poi parte per caricare il materiale e portarlo in reparto fino al quarto piano. (qui video carrelli)

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Commenti

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  1. Scritto da dellostia

    I robots sono agv e sono prodotti in Svezia. Costano 45.000 euro cad e ce ne son 35. Al costo iniziale va aggiunto circa 2000 euro per batterie e messa in moto più 60.000 euro al programmatore svedese che le ha fatte funzionare.

  2. Scritto da Nicoletta

    Poi non mangiano, non bevono,non dormono, non poltriscono, non si lamentano , non chiedono aumenti di stipendio, non hanno bisogno della liquidazione per andare in pensione, basta fare gli schiavii?

  3. Scritto da Giacomino di Sorisole

    Dire che fanno il lavoro di 100 persone è oltremodo semplicistico. Qualcuno deve comunque caricarli, programmarli, manutenderli. E hanno un costo anche in termini di gestione e ammortizzamento dell’investimento superiore al costo di 50 persone. è solo moda. Ha ragione il Complimenti.

  4. Scritto da Giacomino di Sorisole

    Dire che fanno il lavoro di 100 persone è oltremodo semplicistico. Qualcuno deve comunque caricarli, programmarli, manutenderli. E hanno un costo anche in termini di gestione e ammortizzamento dell’investimento superiore al costo di 50 persone. è solo moda

  5. Scritto da Complimenti

    30 robot lavorano per 16 ore (anzi meno, visto che si devono ricaricare) ma si dice che fanno il lavoro di 100 (dicesi CENTO) lavoratori. Il giornalista non poteva chiedere come è stato fatto questo calcolo?
    E poi: non poteva chiedere QUANTO COSTANO i robot (costo d’acquisto, di manutenzione, ricambi, costo dei dieci tecnici, dei montacarichi dedicati, costi di ricarica, vita media e costi di riacquisto, etc etc) e se effettivamente c’è convenienza rispetto all’utilizzo dei lavoratori?

    1. Scritto da Federico

      Almeno non vanno in perenni finte malattie, non rimangono in gravidanza, non devono essere sostituiti e se fanno straordinario non si lamentano! e soprattutto… niente tfr a fine contratto! se fosse per gente come te… andremmo ancora in giro a cavallo.

      1. Scritto da marisa

        Certe affermazioni prima di farle richiedono almeno una connessione !

  6. Scritto da ivan

    alcuni lavoratori della markas gli hanno decurtato lo stipendio di 200 euro perchè gli han tolto alcuni carichi pesanti

  7. Scritto da stefano

    Cento persone in meno che si lamentano per il mal di schiena….ottimo…

  8. Scritto da Gaetano Bresci

    complimenti! altri cento posti di lavoro in meno (e stranamente non c’entrano gli immigrati) . Mi aspetto folkloristiche proteste anti.tecnologiche contro l’invasione asiatica (presumo).