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Fiamme alla casa per disabili di Fiobbio: intossicati gravemente in 2

Fiamme nella serata di domenica alla comunità alloggio per disabili di Fiobbio di Albino, la Deinos: due ospiti sono rimasti intossicati in modo grave e sono stati trasferiti al Niguarda e al Città di Brescia, un'altra ventina è stata portata all'ospedale di Bergamo per controlli.

Fiamme nella serata di domenica alla comunità alloggio per disabili di Fiobbio di Albino, la Deinos: una ventina di ospiti sono rimasti intossicati e due di questi in modo grave mentre la struttura è stata evacuata.

Non erano ancora le 9 della sera, domenica, quando un incendio è scoppiato nella casa che ospita un gruppo di persone diversamente abili, gestita dalla cooperativa sociale Chimera in via San Benedetto nella frazione di Fiobbio: più di venti persone, dai 20 ai 62 anni, sono state fatte uscire e per prudenza portate al pronto soccorso degli ospedali della zona per un controllo, mentre per due di loro si è reso necessaro un ricovero e il trsferimento al Niguarda di Milano e al Città di Brescia perché sono rimasti intossicati e ustionati.

Nel dettaglio la situazione lunedì mattina si presentava così, come comunica l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo:

A seguito dell’incendio nella struttura per disabili a Fiobbio di Albino, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII sono stati valutati complessivamente 26 pazienti adulti, di cui 2 codici rossi e 24 codici gialli.

I due codici rossi sono stati intubati, stabilizzati e trasferiti per trattamento iperbarico all’Ospedale Niguarda di Milano e all’Ospedale Città di Brescia.

Dei 24 codici gialli, 16 sono stati tenuti in osservazione per sospetta intossicazione.

Al momento non si ravvisano situazioni cliniche che richiedano il ricovero ed è probabile che vengano tutti dimessi nelle prossime ore.

L’Ospedale Papa Giovanni per far fronte all’emergenza ha attivato il cosiddetto PEMAF, il Piano di emergenza per massiccio afflusso di feriti, aggiungendo ai 7 infermieri già in servizio il Coordinatore Infermieristico, 4 infermieri e prolungato la presenza in servizio di altre due unità fino alle 3 di questa mattina.

In shock room invece erano al lavoro due anestesisti – rianimatori, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici rossi, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici gialli e verdi, un tossicologo, un chirurgo, uno psichiatra e il medico reperibile della Direzione Medica di Presidio. Il PEMAF è stato attivato alle 21.30 e la fase gestionale di primario inquadramento diagnostico terapeutico è terminata all’1.30 di questa mattina.

Al momento dell’allarme al Pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII si trovavano in attesa di valutazione e trattamento 19 pazienti (5 codici gialli e 14 codici verdi), molti dei quali, informati della situazione, hanno preferito allontanarsi.

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