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Dolomiti Extreme Trail: il bergamasco Angelo Busi vince il 20 K

Nel Dxt 20 K vittoria per il bergamasco Angelo Busi davanti ai bellunesi Martino Ploner e Federico De Col. In gara anche l’alpinista Simone Moro: «Posti fantastici, un ottimo allenamento in vista della spedizione di novembre sul Nanga Parbat. Tanta gente si cimenta negli sport di fatica? E’ ritorno romantico alla natura, è voglia di esplorare e esplorarsi».

Dolomiti Extreme Trail in Val di Zoldo, provincia di Belluno, 800 i runner provenienti da 29 nazioni si sono confrontati in una delle cornici naturalistiche più belle del mondo. Nella gara sui 53 km della Val di Zoldo, la vicentina è autrice di una gara tutta in recupero che le permette di raggiungere e poi superare l’altoatesino Peter Kienzl e lo statunitense Rick Floyd, finiti nell’ordine.

Nel Dxt 20 K vittoria per il bergamasco Angelo Busi davanti ai bellunesi Martino Ploner e Federico De Col.

In gara anche l’alpinista Simone Moro: «Posti fantastici, un ottimo allenamento in vista della spedizione di novembre sul Nanga Parbat. Tanta gente si cimenta negli sport di fatica? E’ ritorno romantico alla natura, è voglia di esplorare e esplorarsi».

Anche se il successo è donna. E si chiama Federica Boifava. L’atleta vicentina, infatti, domenica 13 giugno ha vinto la Dolomiti extreme trail, evento sui sentieri della Val di Zoldo che, all’ombra di San Sebastiano e Civetta, Moiazza e Pelmo, proponeva un tracciato di 53 chilometri per 3800 metri di dislivello positivo e 3710 metri di dislivello negativo. E se l’anno scorso si era “accontentata” di vincere la graduatoria femminile, questa volta ha vinto quella assoluta. In 600 sono partiti, alle 5.30, da Forno di Zoldo. Qualche timore legato al meteo ma il cielo ha retto.

Subito, in testa lo statunitense Rick Floyd, con un leggero margine sull’altoatesino Peter Kienzl e il lituano Jonas Zakaitis. Poco più dietro, Boifava. Federica recuperava gradualmente e attorno al trentesimo chilometro raggiungeva la testa della corsa. Poi, accelerava e, in prossimità di Forcella Staulanza (trentasettesimo chilometro), rimaneva sola. Aumentando poi progressivamente il vantaggio che, sul traguardo di Pieve di Zoldo, superava gli 8’ nei confronti di Kienzl e sfiorava il quarto d’ora nei confronti di Floyd.

(Nella foto, il podio assoluto: Federica portata in trionfo da Peter Kienzel e Rick Floyd)

«Viste le ultime prestazioni, potevo immaginare di fare una bella gara e poi stamattina, visto che alcuni atleti forti avevano dato forfait, ho sperato anche in qualcosa in più – commenta Federica Boifava -. Ho cominciato a sperare di vincere dopo aver staccato Kienzl e Floyd: mi giravo e non li vedevo, allora mi sono detta che avrei potuto arrivare sola. E oltre alla soddisfazione della vittoria, ho avuto anche la soddisfazione di aver fatto finalmente il Tivan (il suggestivo tratto di sentiero sotto la maestosa parete del Civetta ndr): da solo vale la gara intera».

A mettere d’accordo i 200 concorrenti che si sono confrontati nella Dxt 20 K, novità di quest’anno, gara sui 20 chilometri con partenza da Forcella Staulanza e arrivo a Pieve di Zoldo (790 i metri di dislivello positivo, 1500 quelli di dislivello negativo), è stato il bergamasco Angelo Busi. Il portacolori del Team Valetudo Skyrunning, classe 1991, ha fatto gara solitaria fin dalle prime battute. I bellunesi Martino Ploner e Federico De Col lo hanno tenuto nei primi chilometri ma Busi si è presto dimostrato nettamente superiore, ampliando il margine di vantaggio soprattutto in discesa e chiudendo la propria fatica in 2h04.55. Sul podio anche Ploner e De Col, a oltre 10’.

(Nella foto: Tamara Lunger e Simone Moro)

Nella gara femminile, arrivo appaiato per le bellunesi Stefania Satini e Martina Brustolon, con la padovana Tina Sbrissa sul terzo gradino del podio. In gara anche nella Dxt 20 k anche Simone Moro, buon settimo.

«Una faticaccia, anche perché sono arrivato qui in Zoldo nella notte, dormendo solamente un’ora prima di partire – spiega l’alpinista bergamasco, celebre per le sue prime invernali su tre ottomila, ospite di Dxt 2015 insieme all’alpinista altoatesina Tamara Lunger -. Posti fantastici, e questo già lo sapevo, e gara fantastica. Ho forzato nel finale e sono arrivato al gancio. Sono contento. Anche perché ho messo in archivio un bell’allenamento in preparazione alla spedizione di fine novembre sul Nanga Parbat».

«Sempre più gente partecipa a gare dove la fatica e la resistenza la fanno da padrone – dice ancora Moro – Il motivo? Possiamo parlare di un ritorno romantico alla natura. Credo che le persone vogliano tornare alla natura perché sono nate nella natura. E poi sta rinascendo la voglia di esplorare: gare come queste sono un’esplorazione di montagna ma anche di se stessi».

In gara, poi, anche i più piccoli: in sessanta, tutti con il pettorale numero 1, a correre per 1 chilometro a Pieve di Zoldo, nella Micro Dxt. Impegno, fatica e divertimento per i runner del futuro. Soddisfatto il bilancio dell’organizzazione.

«Anche questa terza edizione ha rappresentato per noi un momento di crescita – commenta Paolo Franchi, coordinatore dell’organizzazione -. Abbiamo avuto complessivamente 800 concorrenti, provenienti da 29 paesi. Molti hanno soggiornato qui e si fermeranno per qualche giorno: segno che abbiamo centrato l’obiettivo di valorizzare le Dolomiti di Zoldo attraverso lo sport».

Dxt 53 km femminile: 1. Federica Boifava 6h48.30; 2. Annemarie Gross 8h09.42; 3. Antje Benz (Germania) 8h23.13; 4. Stefania Zanon 8h47.28; 5. Angela De Poi 8h53.24.

Dxt 53 km maschile: 1. Peter Kienzl 6h56.41; 2. Rick Floyd (Stati Uniti) 7.02.44; 3. Alfred Psenner 7h04.32; 4. Jonas Zakaitis (Lituania) 7h12.03;5. Massimo Andolfato 7h13.59.

Dxt 20 k femminile: 1. Martina Brustolon 2h30.59; 2. Stefania Satini 2h30.59;3. Tina Sbrissa 2h31.42; 4. Cristina Carli 2h31.56; 5. Francesca Pegolo 2h41.20.

Dxt 20 k maschile: 1. Angelo Busi 2h04.55; 2. Martino Ploner 2h14.59; 3. Federico De Col 1h16.08; 4. Germano Corazza 2h17.37; 5. Tullio Corazza 2h18.08.

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