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Ordinanza anti-ebola, nuova modifica al testo La sentenza il 27 giugno

Rinviata al 27 giugno la sentenza definitiva sull'ordinanza anti-ebola a Telgate: intanto il sindaco Fabrizio Sala l'ha revocata in autotutela e ne ha emessa una nuova, con altre modifiche al testo. Con le associazioni ricorrenti l'accordo è vicino.

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La sentenza definitiva sulla discussa ordinanza “anti-ebola” del Comune di Telgate ancora non c’è ma un altro passettino verso la risoluzione del contenzioso tra l’amministrazione comunale e le 4 associazioni che avevano presentato ricorso (Asgi, Cooperativa Ruah, Cgil di Bergamo e Anolf Cisl) è stato fatto: se il giudice del Tribunale di Bergamo ha rinviato il giudizio a sabato 27 giugno, il sindaco di Telgate ha revocato in autotutela l’ordinanza numero 52 del 26 novembre 2014 e ha emesso un nuovo provvedimento, sulla scia di quello precedente e con alcune correzioni nelle premesse.

“Provvedimento non è il frutto di un siffatto accordo tra le parti perchè ogni tentativo dell’amministrazione di pervenire a un testo condiviso è stato rifiutato dalla controparte, senza una concreta proposta alternativa – sottolinea Sala -. Ciò nonostante, con l’interesse di tutti coloro che si trovano sul territorio comunale di Telgate a qualsiasi titolo, si è ritenuto di approntare un nuovo provvedimento a tutela della salute pubblica”.

Dopo aver modificato una prima volta il testo, su invito del prefetto che aveva consigliato di eliminare la parte relativa alla minaccia all’incolumità pubblica e alla pubblica sicurezza che erano costate a un’ordinanza simile emessa dal sindaco di Padova Massimo Bitonci la bocciatura da parte del Tar, il primo cittadino di Telgate è andato ulteriormente incontro alle richieste delle associazioni apportando ulteriori migliorie indirizzate al “perseguimento della effettiva tutela del diritto alla salute pubblica in armonia con i principi di non discriminatorietà, libertà e dignità della persona”.

Ecco quindi che il provvedimento dà nuove disposizioni: consegna di un opuscolo informativo sulla prevenzione e profilassi delle malattie infettive a tutti coloro che presentano comunicazione di ospitalità o cessione fabbricato se gli ospitati o cessionari non sono già iscritti al Servizio Sanitario Nazionale; se non iscritti, saranno invitati e sollecitati a recarsi all’Asl competente per effettuare la richiesta della tessera sanitaria e dal medico di base assegnato per la dichiarazione di presa in carico che dovrà essere consegnata alla polizia locale entro 5 giorni; divieto di dimora per tutti coloro che non dispongono di un regolare permesso di soggiorno; in caso di persone con permesso di soggiorno scaduto, qualora sia stata presentata richiesta di rinnovo, in luogo della dichiarazione di presa in carico da parte del medico competente, sarà sufficiente esibire tale richiesta. In caso di mancata richiesta o richiesta di permesso di soggiorno rigettata, si procederà all’accompagnamento in questura.

Per quanto riguarda la richiesta di risarcimento avanzata dalle ricorrenti, l’accordo è molto vicino sulla base di circa tremila euro come compensazione delle spese legali ma manca ancora il sì di due associazioni.

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Commenti

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  1. Scritto da Pinocchio

    Fa più morti il traffico delle nostre strade che l’ebola…

  2. Scritto da Curius

    oltre ai costi per la compensazione delle spese legali dei ricorrenti (vedi articolo), per le spese legali del comune di quanto parliamo ? Chi paga ?