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Italia Corner, la startup nata tra Bergamo e Varese esporta italianità nel mondo fotogallery

Dall'idea del bergamasco Riccardo Quagliarella e del varesino di origine iraniana Karim Shahir Barzagar nasce Italia Corner, una startup che si propone di esportare l'eccellenza enogastronomica italiana in aree con economie in forte espansione, rivolgendosi a una clientela medio-alta.

Boutiques di prodotti enogastronomici eccellenti, 100% italiani, da aprire nelle duty-free areas degli aeroporti internazionali, nei grandi centri commerciali o nei luxury hotels in continenti e paesi con economie in forte crescita: è questa l’idea di Italia Corner, una startup lombarda nata dalla volontà del varesino di origini iraniane Karim Shahir Barzegar e del bergamasco Riccardo Quagliarella, 30enne di Luzzana che si occupa di green energy, reduci tra le altre cose dal 45esimo Convegno Giovani Imprenditori di Confindustria a Santa Margherita Ligure. 

Sul progetto, ad oggi, hanno investito 35mila euro di tasca propria, tra viaggi, rendering e sviluppo della startup: ora l’obiettivo è quello di fare il grande salto, di trovare nel giro di cinque mesi uno o più investitori interessati a investire circa 600mila euro per l’apertura di due “Corner”, punto di partenza per sviluppare un franchising.

Le città individuate per le prime aperture di Italia Corner sono Abidjan, principale città commerciale della Costa d’Avorio, e Luanda, capitale dell’Angolo molto ricca di materie prime e frequentatissima da visitatori business: in entrambe le città Italia Corner può già contare su italiani residenti in loco che potrebbero fare da store manager. Per quanto riguarda il Medio Oriente, invece, il primo obiettivo è Doha, capitale del Qatar.

I mercati di riferimento sono quello africano e quello mediorientale, dove Italia Corner ha già avviato contatti e può contare su canali privilegiati, oltre a non dover fare i conti con alcun competitors: in Asia c’è già Eataly, anche se con un target diverso, negli Stati Uniti serve un certificato che frena i produttori mentre l’Europa è un mercato al quale si penserà in ultima battuta, anche se l’interessa per la Russia era forte ma smorzato dall’embargo imposto su determinati prodotti.

“Per ora sono già 76 i fornitori contattati e con i quali abbiamo già accordi dormienti – spiega Riccardo Quagliarella che per Italia Corner si occuperà di finance e della costruzione della struttura – L’idea è nata circa un anno fa, durante in viaggio in macchina tra Bologna e Milano, in compagnia di Karim e di ritorno da una fiera sul food: vogliamo esportare l’eccellenza enogastronomica italiana e l’italianità nel mondo. I nostri prodotti in quelle zone sono molto apprezzati e ricercati, nessuno al momento si è proposto nelle nostre aree di interesse”. 

La pasta e tutti i suoi surrogati di livello, sughi e conservi, vino, olio, aceto, tartufo: prodotti eccellenti scelti girando le fiere del settore di tutta Italia, privilegiando il produttore più piccolo e ricercato ma comunque in grado di produrre con certi numeri.

Il target al quale si rivolge Italia Corner è quello di medio e alto livello delle capitali mondiali e delle città a vocazione business: gli store, dai 50 ai 220 metri quadri di superficie, sono stai disegnati dall’architetto Angelo Del Corso accostando un materiale tradizionale come il legno ad un altro innovativo come il Corian, riprendendo i colori del veliero Amerigo Vespucci.

All’interno della boutique, oltre alla vendita di prodotti enogastronomici eccellenti, anche un angolo gelateria e caffetteria per garantire un flusso maggiore di clienti, proponendo due prodotti italiani universalmente riconosciuti. Non solo: assecondando la tendenza delle città a vocazione business, sarà possibile anche il take away con delle lunch-box.

Secondo le stime fatte analizzando anche i numeri dei principali competitors mondiali, annualmente ogni boutique arriverebbe a un utile lordo del 45% e a 450mila euro di margine operativo lordo.

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