BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Brebemi, a velocità folle per salvare il figlio: ma il bimbo muore in grembo

La Polizia Stradale ha fermato una Fiat Croma nel tratto tra Romano e Ospitaletto: al volante un uomoche stava cercando di raggiungere l'ospedale a tutta velocità per salvare la vita del figlio che la moglie portava in grembo. Nonostante la scorta degli agenti fino al Civile di Bresca, il bimbo è morto.

Quando gli agenti della Polizia Stradale hanno fermato quella Fiat Croma lanciata a tutta velocità sulla Brebemi nel tratto tra Romano e Ospitaletto, hanno immediatamente capito che la situazione era gravissima: al volante un uomo, accanto la moglie incinta sofferente, che viaggiavano in direzione degli Spedali Civili di Brescia per tentare di salvare la vita al bimbo.

L’auto è entrata nell’occhio elettronico dell’autovelox, in dotazione agli agenti della Polstrada di Chiari , che non hanno potuto far altro che fermare la vettura: agenti che subito dopo hanno deciso di smontare la postazione mobile e di scortare la coppia a sirene spiegate fino in ospedale.

La donna, al sesto mese di gravidanza, soffre di una complicazione clinica che, oltre alla vita del bimbo, mette in pericolo anche la sua: i medici sono riusciti a salvare lei, non il bimbo che portava in grembo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Marco

    Commenti più sensati ed intelligenti no?
    Forse è troppo difficile per l’italiano medio…

  2. Scritto da mari

    Tutti bravi a giudicare su quello che bisognerebbe fare o meno….ma vorrei vedere voi dentro quelle situazioni!!!!

    1. Scritto da Daniele

      Dieci anni fa mio padre ebbe un lieve attacco cardiaco durante la notte, fui svegliato da mia madre che si apprestava ad accompagnarlo in ospedale in auto.. l’ho fermata ed ho chiamato il 118. In 5 minuti sono arrivate ambulanza ed auto medica dotati di strumenti di controllo, medico, defibrillatore e strumenti per intubare. Se fossero andati in auto ci avrebbero impiegato non meno di 20/25 minuti, oltre al tempo per l’accettazione. Ecco, ora mi hai visto dentro a quelle situazioni.

  3. Scritto da Alessandra

    Ma nessuno di voi è riuscito a pensare solo a quella creatura salita in cielo e a recitare un “Gloria” ?

  4. Scritto da ugo

    e chiamare un elicottero del 118…no?

  5. Scritto da Daniele

    Trasportare le persone in ospedale guidando ad alta velocità è sempre la scelta sbagliata. qualsiasi protocollo di primo soccorso impone di chiamare il 112 ed esporre i sintomi nel modo corretto. In pochi minuti la donna sarebbe stata raggiunta da un’ambulanza e da un’auto medica che avrebbero potuto prestare i primi, immediati soccorsi. Se la donna fosse andata in arresto cardiorespiratorio durante il trasferimento in auto non avrebbe avuto scampo.

  6. Scritto da lavoratore

    e poi invece ci sono quelli che, all’alt di una pattuglia, non si fermano ed investono una decina di persone, senza assicurazione e senza patente.

    1. Scritto da sara

      guarda un po..il ragazzo era un marocchino….. e ora come la mettiamo signor ”lavoratore”???

  7. Scritto da memoria!!!!!

    Prendiamolo ad esempio, questo potrebbe capitare pure in valbrembana dopo la chiusura del punto nascite a S. Giovanni Bianco……… Autovelox a parte, W le testoline pensanti in fatto di sanità regionale!

    1. Scritto da roberta

      Invece di tenere aperti inutili punti nascita periferici (inutili per i motivi spiegati da Narno Pinotti e da me in altri commenti), sarebbe più efficiente tenere un’ambulanza pronta in ogni paese per portare le partorienti a Bergamo (in caso di urgenza, ovviamente). Costerebbe UN DECIMO e aumenterebbe drasticamente l’efficienza e le statistiche di parti a buon fine.

    2. Scritto da Narno Pinotti

      A proposito di testoline pensanti, è già così: dai dati, l’83% delle donne di San Giovanni Bianco e dintorni che hanno partorito sono andate a farlo altrove. E hanno fatto bene, perché un reparto di ostetricia sottosfruttato è presidiato da medici poco esperti, non motivati ad aggiornarsi e non abituati alle emergenze.

      1. Scritto da roberta

        Esatto, Narno Pinotti. E aggiungo che oltretutto tali punti nascita periferici non sono attrezzati con reparti di neonatologia o terapia intensiva neonatale; perciò nel malaugurato caso di qualche complicazione madre e bambino devono essere trasferite a centri come Bergamo con ospedali e ambulanze. E allora è assolutamente meglio esserci già dall’inizio, in tali centri attrezzati.

  8. Scritto da mario59

    Ed ora speriamo almeno che non ci pensi la burocrazia a metterci la ciliegina sulla torta…non mi stupirei più di tanto se nei prossimi mesi a quel signore gli venisse contestata l’infrazione del superamento del limite di velocità.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Purtroppo la velocità non è servita a salvare suo figlio. In compenso la velocità ha messo a repentaglio la vita del figlio, della madre, del padre e di altri automobilisti su quel tratto: tanto è vero che la polizia ha fatto scorta con sirene e lampeggianti per tutelare tutti. Appunto, sirene e lampeggianti: proprio come l’autoambulanza che non è stata chiamata.