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Bergamo più accessibile Comune “adotta” manifesto anti barriere architettoniche

Una Bergamo più Accessibile, Accogliente e Attrattiva, affinchè nessuno si senta escluso a causa di qualsiasi forma di disabilità, permanente o temporanea: è questo l'obiettivo finale del manifesto presentato all'attenzione dell'amministrazione comunale da un gruppo di cittadini supportato dal Comitato Provinciale per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

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Una Bergamo più Accessibile, Accogliente e Attrattiva, affinchè nessuno si senta escluso a causa di qualsiasi forma di disabilità, permanente o temporanea: è questo l’obiettivo finale del manifesto presentato all’attenzione dell’amministrazione comunale da un gruppo di cittadini supportato dal Comitato Provinciale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Un manifesto che ha lo scopo di sensibilizzare la comunità e di impegnarla ad affrontare e risolvere i problemi quotidianamente vissuti da parte di alcuni dei suoi componenti, favorendone migliori condizioni di vita e rimuovendo tutte le limitazioni alla loro reale inclusione, di ricordare i diritti contenuti nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione universale dei diritti umani, nei trattati dell’Unione Europea.

Un manifesto che voleva mandare un chiaro segnale all’amministrazione comunale e al sindaco Gori che si è assunto l’impegno di farne un ordine del giorno da sottoporre al consiglio comunale per farlo diventare condiviso anche dal mondo politico oltre che da quello delle associazioni, delle reti sociali e dei comitati: “Credo sia un manifesto innovativo perchè non si ferma al principio ma si spinge a immaginare un percorso che non scarichi tutti gli oneri sull’amministrazione. Il problema rimane quando dobbiamo rendere accessibile ciò che è già stato realizzato, non sarà un percorso di poche settimane”.

Il progetto vuole mettere in capo interventi mirati all’utilizzabilità e all’accessibilità della città per tutti: sono stati definiti quattro macro obiettivi, abolire ogni forma di barriera, aumentare la vivibilità e il potere attrattivo di Bergamo, far conoscere e valorizzare Bergamo e inserirsi in canali alternativi di promozione turistica, da raggiungere tramite la partecipazione di Bergamo al concorso europeo Access City Award, con lo sviluppo di mappe, cartine e piante della città in base all’interesse dei target a cui sono destinate, con la sensibilizzazione dei cittadini con campagne mirate e con il coinvolgimento di associazioni e reti sociali per evidenziare situazioni di favore o di criticità.

“Il pensiero che ci ha accomunati nella stesura del manifesto – ha sottolineato Annalisa Colombo, presidente del comitato provinciale per l’abbattimento delle barriere architettoniche – è stato l’obiettivo alto di pensare alla nostra città come città inclusiva. Per essere vera, l’inclusione non può prescindere da alcuni concetti come l’accessibilità in tutte le sue forme, fisica, emotiva, razionale e burocratica. E’ importante che sia il contesto ad adattarsi alle persone con disabilità e non il contrario: vogliamo garantire pari opportunità per tutti, vogliamo sottolineare il nostro impegno continuo in questo senso e ci piacerebbe che l’amministrazione riconoscesse il nostro lavoro e ci coinvolgesse nelle azioni future. C’è ancora molto da fare a Bergamo e in passato, se ci avessero interpellato, forse si sarebbero evitati alcuni errori madornali come alla stazione”.

Il 23 giugno il progetto verrà presentato a tutte le associazioni, gli enti e i cittadini interessati a mettersi in gioco in prima persona per il raggiungimento degli obiettivi che verranno sviluppati con un piano di investimenti triennale: in quella sede verrà creato un comitato di progetto, aperto a tutti, che sarà responsabile della definizione del piano d’azione e dei rapporti con l’amministrazione.

“Amministrazione che avrà il suo ruolo – ha sottolineato Maurizio Betelli, presidente di InNOVA Bergamo – ma che non dovrà creare necessariamente una commissione ad hoc, non vogliamo caricare tutto il peso sulle sue spalle, l’abbiamo coinvolta perchè può fare da cassa di risonanza e da raccordo: bisogna fare rete e mettere a sistema tutto ciò che si sta già facendo per arrivare a un welfare generativo”.

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