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Simone, da Cividate alla Thailandia per fare il giornalista

Per realizzare il suo sogno ha dovuto andare lontano. Ed è arrivato fino in Thailandia, dove è riuscito a fare il giornalista. Simone Cattaneo, 29enne di Cividate al Piano, da due anni e mezzo vive a Bangkok, dove ha iniziato la sua avventura nel campo dell'editoria.

 Per realizzare il suo sogno ha dovuto andare lontano. Ed è arrivato fino in Thailandia, dove è riuscito a fare il giornalista. Simone Cattaneo, 29enne di Cividate al Piano, da due anni e mezzo vive a Bangkok, dove ha iniziato la sua avventura nel campo dell’editoria. Un viaggio partito da lontano: "Mi sono prima diplomato come perito elettronico a Bergamo, -racconta Simone a Bergamonews – poi, sempre in città,m i sono laureato per la triennale in Lettere e per la specialistica in Filologia Moderna con il massimo dei voti. La tesi per la specialistica riguardava il pensiero linguistico ciceroniano e oltre la lode ho ricevuto anche la ‘menzione per la stampa’".

Da lì Simone inizia a capire che quel sogno chiamato giornalismo non più irrealizzabile: "Ho iniziato a lavorare a un articolo che avrei dovuto pubblicare, ma nel maggio 2012 dopo aver ricevuto un’offerta per un tirocinio sono partito per la Malesia, dove ho lavorato come traduttore e guida turistica per un’agenzia di viaggi".
Ma il viaggio del giovane bergamasco in giro per il mondo è solo all’inizio: "Nel settembre dello stesso anno ho preso un aereo da Kuala Lumpur a Bangkok per fare un altro tirocinio all’Ufficio consolare dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok. Ero stato in Thailandia diverse volte come viaggiatore, ma mai avevo pensato alla possibilità di trasferirmi qui. Tuttavia, dopo l’esperienza in Ambasciata, quando sono rientrato in Italia nel dicembre 2012, ho cominciato a maturare l’idea di trasferirmi in Thailandia e cercare lavoro".

E nel giro di pochi giorni Simone saluta amici e famiglia, e riparte per quel Paese che ssentiva ormai suo: "Nel gennaio 2013 sono ritornato a Bangkok. Dopo aver lavorato come insegnante di lingua italiana, per lo più lezioni private e qualche supplenza alla Kasetsart University, ho vinto un concorso come contrattista in Ambasciata. Nel settembre 2013 sono ritornato in Ambasciata e ho lavorato lì fino al settembre 2014. Per via del tipo di contratto col quale ero stato assunto, non è stato possibile prolungare questa collaborazione lavorativa. Dopo aver conosciuto Padre Giovanni Contarin, un missionario che da circa 30 anni vive e lavora in Thailandia, ho deciso di mettermi a studiare la lingua thai. Che ora, dopo otto mesi di scuola studiando 4 ore al giorno, parlo, leggo e scrivo discretamente".
Grazie proprio all’incontro con Padre Giovanni, Simone inizia la sua avventura giornalistica: "Parallelamente allo studio della lingua, ho iniziato a lavorare come caporedattore per la rivista "InThailandia" (Che potete leggere cliccando QUI). L’idea di fare una rivista in lingua italiana da distribuire in Thailandia è nata nel corso dello scorso anno. Da una parte volevamo supplire una vistosa lacuna: ovvero l’assenza di una rivista in lingua italiana in Thailandia (mentre non è così per le altre lingue). Dall’altra abbiamo sentito il bisogno di creare uno strumento che aiutasse ad aggregare la comunità italiana in Thailandia e che aiutasse gli italiani a capire meglio la cultura thailandese. Lavorando in Ambasciata ed essendo amico di padre Giovanni ho infatti potuto riscontrare tutti i problemi che derivano da un approccio errato alla realtà thailandese. Ovviamente la rivista non è stata solo un’idea mia. Il vero pilastro attorno al quale ruota l’iniziativa è proprio Padre Giovanni. Oltre a lui ci sono altri collaboratori che come me lavorano per il giornale. Siamo un bel gruppo, tutti uniti dal sogno del giornalismo. Che io ho potuto realizzare qua". 

La vita in Thailandia rispetto all’Italia? "Una differenza è il costo della vita. Nonostante tutto, la Thailandia costa meno. Questo è vero se si segue il modello di vita thailandese, con cibo thai ecc. Ma per chi crede di trovare qui gli stessi servizi e benefici che ci sono in italia, io stereotipo del costo della vita basso si rivela un illusione. In compenso, qui ci si diverte di più". 

Commenti

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  1. Scritto da Mattia

    Solo lui sI diverte con poco !!