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Lavoro, Bergamo cresce: 6.436 assunti in più +23% a tempo indeterminato

L'analisi del report trimestrale sui flussi del mercato del lavoro nel primo trimestre in provincia di Bergamo mette in risalto risultati ben auguranti: saldo positivo di oltre 6mila unità tra avviamenti e cessazioni e una crescita netta dei contratti a tempo indeterminato.

L’Ocse ha indicato la strada, il Modello Bergamo ha saputo incassare consigli e critiche e si è messo subito al lavoro per rilanciare l’economia della provincia: l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aveva chiesto a Bergamo una struttura di governance a livello locale che applicasse in modo coordinato, secondo una visione comune, determinati interventi prioritari necessari per uscire dalla crisi e tornare a crescere.

Una prima risposta operativa arriva dal report trimestrale sui flussi del mercato del lavoro che permetterà agli attori presenti attorno al tavolo del Modello Bergamo di analizzare i dati incrociati di Camera di Commercio, Provincia e Inps al fine di avere una fotografia più fedele possibile alla realtà e avanzare proposte concrete per politiche attive del lavoro.

Nei dati emersi dal report sul mercato del lavoro nel primo trimestre 2015 in provincia di Bergamo, risalta il saldo positivo di 6.436 unità tra nuove assunzioni e uscite: 35.768 gli avviamenti (+7,7% sul 2014), 29.332 le cessazioni (+4,2%) per una crescita di oltre 5mila unità rispetto allo stesso periodo del 2014.

Un dato che comunque non pareggia la gravissima perdita (-10.235) dell’ultimo trimestre del 2014 e che può essere influenzato da diversi fattori quali la stagionalità, il fatto che solitamente gli avviamenti si concentrano nella prima parte dell’anno e l’entrata in vigore dei primi provvedimenti del jobs act.

Le tipologie contrattuali cresciute maggiormente rispetto al primo trimestre 2014 sono i tirocini (1.052, +40,5%), contratti a tempo indeterminato (8.793, +23,2%) e i contratti di somministrazione (7.415, +17,8%): restano la forma più diffusa i contratti a tempo determinato (13.125), in aumento solo dell’1,9%. In flessione i contratti di lavoro parasubordinato (1.541, -26,4%) e gli avviamenti dell’apprendistato (916, -16,8%). In forte aumento le trasformazioni e le proroghe dei contratti in corso.

Nel primo trimestre il saldo è positivo in tutti i settori, di poco nell’agricoltura (+622) e pochissimo ma significativo nelle costruzioni (+219, primo risultato positivo degli ultimi 3 anni), mentre sono più consistenti quelli nel commercio e servizi (+2.592) e nell’industria (+2.717). I contratti a tempo indeterminato fanno segnare un saldo positivo di 4.989 unità, in marcato progresso rispetto al 2014: i lavoratori complessivamente avviati nel primo trimestre 2015 sono stati 32.431 (+8,7%), 26.704 quelli cessati (+4,5%), con un saldo positivo di 5.727 e una dinamica più favorevole per gli uomini rispetto alle donne mentre si attenua ma prosegue il calo tendenziale degli avviati stranieri. Aumentano, nel confronto su base annua, gli avviati giovani, 11.253 pari al +12,2%.

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