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Garanzia Giovani Lombardia “L’unica garanzia? Si rimane senza lavoro”

I metalmeccanici lombardi della Cgil commentano amaramente i dati diffusi dalla Regione sul programma Garanzia Giovani: “Crea precariato diffuso, un autentico flop, in quando stabilizza situazioni di costante e crescente precarietà”.

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“Osservando i dati, con Garanzia Giovani Lombardia l’unica garanzia è che si rimane senza lavoro”: è questo l’amaro commento della Fiom lombarda sui dati del programma diffusi in questi giorni dalla Regione dove emerge che, su 55mila iscritti, solamente il 2% si colloca stabilmente.

Regione Lombardia ha diffuso il report relativo ai giovani iscritti al programma di attuazione Garanzia Giovani: complessivamente sono 54.493 (29.351 maschi e 25.142 femmine), di cui 37.200 hanno completato l’attivazione, attraverso la selezione dell’operatore, mentre la quota di quanti sono stati presi in carico scende a 24.311. Il primo colloquio è stato sostenuto da 29.096 giovani, il 35% del totale, quelli presi in carico sono per l’appunto 24.311 (44%), ancor meno quelli “attivati” nel mercato del lavoro: 19.099 (35%). Dei 19.099 giovani inseriti nel mercato del lavoro in Lombardia, poco più della metà, 9.792 sono tirocinanti (51,2 % in totale, ovvero 17% degli iscritti), 6.556 sono occupati a tempo determinato (12% degli iscritti, vale a dire il 34,32 degli attivati), 1.430 dispongono di un contratto di apprendistato (appena il 2% degli iscritti, e solo il 12,9% degli attivati).

Su 54.493 iscritti al programma Garanzia Giovani, appena il 2% riesce a conseguire un posto di lavoro stabile.

“Dati alla mano dunque, – sottolinea la Fiom Cgil Lombardia – si può concludere che il programma crea precariato diffuso, è un autentico flop, in quanto stabilizza situazioni di costante e crescente precarietà”.

“I dati pubblicati dalla Regione, non opinabili dunque – aggiunge Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia – confermano il fallimento in Lombardia di Garanzia Giovani. Se si continua ancora con quello strumento l’unica garanzia di questa iniziativa è che i giovani rimangono disoccupati. Questa situazione va radicalmente modificata, perché è inutile stanziare ingenti risorse per uno strumento che non avvia, né ricolloca praticamente nessuno, e serve soltanto a dare esplicito vantaggio economico alle società di formazione e collocazione, che in questi anni sono state collegate a questa iniziativa”.

“A tal proposito – conclude il segretario dei metalmeccanici lombardi della Cgil – è ancora più importante e urgente che, da parte della Regione, si provveda in tempi contenuti, i più rapidi possibili, a dare un reddito a sostegno di tutti quei giovani e non solo giovani che sono alla ricerca di un lavoro o che sono sottopagati e sfruttati e si preveda di far fronte seriamente al problema diffuso della povertà giovanile”.

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