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“Fu un muratore polacco a uccidere Yara E Bossetti era presente”

A sostenere questa tesi è il contenuto di due lettere anonime arrivate alla redazione del settimanale "Oggi". Lettere poi consegnate alla procura di Bergamo. Secondo l'anonimo che le ha scritte, in un italiano non privo di errori grammaticali, il «vero» assassino sarebbe un muratore polacco, che beveva troppo e quando era ubriaco diventava violento.

Emergono nuove rivelazioni sulla morte di Yara Gambirasio. La ragazzina di Brembate Sopra sarebbe stata uccisa da un muratore polacco alla presenza di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello che sarà processato a inizio luglio come presunto assassino.

A sostenere questa tesi è il contenuto di due lettere anonime arrivate alla redazione del settimanale "Oggi". Lettere poi consegnate alla procura di Bergamo. Secondo l’anonimo che le ha scritte, in un italiano non privo di errori grammaticali, il «vero» assassino sarebbe un muratore polacco, che beveva troppo e quando era ubriaco diventava violento.

L’uomo sarebbe poi stato ucciso dai complici in un cantiere, dove avrebbero simulato un infortunio sul lavoro facendolo cadere da un ponteggio. Complici, favoreggiatori e testimoni dell’omicidio ora, con l’arma del terrore, costringerebbero al silenzio Massimo Bossetti.

Il muratore di Mapello avrebbe assistito impotente all’omicidio, sarebbe stato male e poi sarebbe scappato terrorizzato: "Certo che signor Bossetti non potrà mai dire tutta la verità visto cosa hanno fatto sorella, piena di botte poveretta", scrive l’anonimo nella prima lettera.

E nella seconda aggiunge: "Nessuna meraviglia qualcuno se la prenda con sorella di Massi. Lui non può, non deve proprio parlare ok? (in trappola)… Il Massi ricordo che è scappato dalla spavento… certo eravamo in diversi e voi non lo capite. La Yara l’abbiamo portata in campo e abbandonata come un sacco di patate. Si può dire? Vergogna, si … Abbiamo vomitato nel fare io sono pure svenuto se può interessare o forse no, si figuri il Massi…".

Scrive l’anonimo: "La Yara era conosciuta brava ragazza davvero, anche sua sorella. Ciao ciao diceva. Punto e basta, poco di più… e poi quella brutta sera maledetta. Yara dunque in primo momento è stata in casa di una brava signora, eravamo in diversi e nessuno poteva pensare male. Un certo momento si è innervosita e voleva andare via tornare a casa l’aspettavano i genitori".

E continua: "Il polacco ubriaco ha cominciato a smaniare, a comportarsi male e molto. Non sapevamo che fare. La bimba gridava pure noi poi il vuoto, il nero, un buio…".

Le lettere, afferma "Oggi", hanno il timbro postale di Padova e l’indicazione che provengono da Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova. Nelle 59 mila pagine dell’inchiesta c’è una sola persona che proviene da Santa Giustina. È Roberto Benozzo, il datore di lavoro di Fikri, il piastrellista fermato, una settimana dopo la scomparsa di Yara, su un traghetto diretto in Marocco e prosciolto dopo due anni.

"Dall’inchiesta Roberto è uscito pulito ma distrutto dai sospetti", hanno confidato a "Oggi" la mamma e la sorella di Benozzo, affermando, riguardo alle lettere: "È un mitomane che vuole attirare la vostra attenzione". Sta alla magistratura adesso verificare se si tratti di mitomane o se la segnalazione porterà a nuove indagini.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    i cani da subito puntarono verso il cantiere di mapello,ma poi vennero sbugiardati dagli investigatori.la traccia polacca è da anni che si sapeva,o come il fikri che prega allah riferendosi alla yara,per mio parere non è cosi innocente come si crede.e il furgone di fikri non è mai stato perquisito…..si troverà la soluzione?per gli inquirenti c’è gia il colpevole,ma solo il dna che può provare la presenza di bossetti con la vittima,non dimostra che l’abbia uccisa lui

    1. Scritto da gigi

      Fikri e’ stato completamente scagionato dalla procura, non e’ che riapriamo le indagini perche’ lei crede che…E se facessimo cosi’ per il suo amico Silvio, cioe’ riaprire l’istruttoria per i casi in cui e’stato definitivamente assolto/prescritto ?

      1. Scritto da il polemico

        qui si parla di omicidio,non di festini con donne,se poi per te la situazione è identica,che ti posso dire??..nulla

      2. Scritto da alessandro

        ci furono 3 interpreti esperti gia’ usati in altre operzioni di polizia sulla droga e per il comandante mura dei cc costretto al trasefrimento e’ lui il colpevole …poi ci sono i cani molecolari. chi copre fikri ?uno delle cooperative rosse io ho letto questo sito israelesaccheggiaitalia.weebly.com e mi ha convinto

  2. Scritto da dino

    Un Veneto o uno stranieronon avrebbe scritto in quel modo. Secondo me la letters è stata scritta da un berganasco.

  3. Scritto da arrestate il mitomane

    Agghiacciante farsi pubblicità sulla morte di una bambina. Bossetti avrebbe potuto benissimo dirlo senza farlo sapere se fosse vero.

    1. Scritto da Re Bus

      La seconda parte del tuo commento è un enigma assoluto!

  4. Scritto da gigi

    Urge legge che vieti alla stampa di pubblicare o dare notizia di lettere anonime prima del riscontro positivo delle stesse, altrimenti si rischia emulazione e tutti possono incolpare tutti senza controllo.

    1. Scritto da Ein Audi

      In Italia, per fortuna, c’è la libertà di stampa, il diritto di replica o rettifica, la responsabilità personale del direttore di giornale nel bene e nel male, la possibilità di ricorso al giudice per ipotesi di reato o danno a mezzo stampa.

      1. Scritto da gigi

        Lei si immagina se mille persone contemporaneamente inviano lettere anonime ai giornali, accusando Pinco o Pallino di questo o quel caso ? Chi decide cosa pubblicare e perche’ ? N.B. Nella rubriche lettere al giornale di tutti i quotidiani si avvisa che le lettere anonime verrano cestinate.

      2. Scritto da Ale

        vero ma tutto questo non va confuso con la pubblicazione di articoli fatta solo per vendere copie in più!!!!

      3. Scritto da Lella

        Bravi la libertà di stampa è un diritto!!!

  5. Scritto da typer

    Io non ci trovo nessun riscontro oggettivo: nome e nomi, luoghi, tempi, modalità, reperti, convergenze testimoniali, riscontro di confluenze di muratori, auto e cellulari nella stessa luogo in quel ristretto tempo. Lo scenario Interno della casa di “raduno del dopolavoro” dei muratori, con signora a gestire ambiente e convenuti, adulti e minorenne, pieno di possibili particolari ricordabili è totalmente scavalcato nello scritto. Tante parole, tante inutilità, purtroppo.

  6. Scritto da mario59

    Beh credo che non sia così impossibile per la magistratura, risalire a tutti quelli che lavoravano con Bossetti….ammesso che non lo abbiano già fatto da tempo..dopo di che se nelle lettere c’è della verità, interrogando coloro che sono stati citati, qualcuno potrebbe lasciarsi andare o contraddirsi fino a essere costretto a vuotare il sacco.
    Personalmente sono più convinto che quelle lettere le abbia scritte un mitomane, o al massimo qualcuno con l’intento di depistare le indagini.