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Gli assistenti educatori protestano: la scuola finisce, i problemi no

"Per gli assistenti educatori un altro anno scolastico finisce, ma i soliti problemi rimangono!" così affermano i sindacati che hanno indetto un presidio di protesta di fronte al Comune di Bergamo per venerdì 12 giugno alle 10.

"Per gli assistenti educatori un altro anno scolastico finisce, ma i soliti problemi rimangono!" così affermano i sindacati che hanno indetto un presidio di protesta di fronte al Comune di Bergamo per venerdì 12 giugno alle 10. Gli assistenti educatori svolgono un delicato ed importante servizio per i minori diversamente abili all’interno della scuola, ma a loro vengono negati i più elementari diritti.La retribuzione è oraria, ed è piuttosto scarsa.

L’assistente educatore deve stare a casa, non retribuito, tutti i giorni in cui il minore è assente, nonché in tutti i giorni di chiusura della scuola, per vacanze, gite ed assemblee. Infine, al termine della scuola, l’assistente educatore non percepisce più uno stipendio fino a settembre, quando l’assistenza del minore potrebbe venirgli riconfermata.

Eppure all’assistente educatore vengono richieste competenze relazionali e pedagogiche, necessarie per svolgere il compito di seguire il minore nel suo percorso scolastico. Spesso l’assistente educatore è un importante riferimento per il minore e la sua famiglia, ed è un trait d’union tra la scuola e la famiglia del minore.

Commenti

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  1. Scritto da Elisabetta

    La figura educativa dovrebbe essere vista nella totalità del suo intervento e della sua funzione, non in un rapporto di uno ad uno con il soggetto che viene assistito solo in ambito scolastico ma in ogni ruolo attivo che ricopre nella sua quotidianità. Nella speranza che i prossimi incontri in cui le parti firmatarie valutano e definiscono dei correttivi vengano coinvolte le parti tecniche e gli attori protagonisti. Grazie

  2. Scritto da Elisabetta

    Questo problema appare quasi come tormentone estivo ma come tale e poi destinato a scemare con l’avvio di un nuovo anno scolastico. Credo che per affrontare seriamente il problema bisognerebbe interpellare tutti gli attori coinvolti in questa partita, ovvero amministrazioni comunali, asl, cooperative e famiglie dove ad ognuno si richiede un impegno di continuità e progettualità che non può e non deve ricadere solo sull’operatore o sulle aziende…