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Accoglienza dei profughi “Basta, chi li mantiene?” “Ok, ma intervenga l’Europa”

Le polemiche sull'accoglienza dei profughi non sono destinate a scemare, perché nei prossimi giorni sono previsti nuovi arrivi e la Lega Nord è pronta ad alzare ancora la voce. Cosa ne pensano i bergamaschi?

Il dibattito sul tema dell’immigrazione continua a infuriare a colpi di tweet e provocazioni, mentre sulle coste della Sicilia continuano gli sbarchi. Il premier Matteo Renzi si è scagliato contro la posizione contraria di Regioni come Lombardia, Veneto e Liguria, schierate contro la possibilità di ospitare altri migranti. Secondo il presidente lombardo Maroni, invece, il piano d’azione per l’emergenza sbarchi non funziona. Domenica l’esponente leghista ha deciso di lanciare una proposta molto provocatoria: tagliare i fondi ai Comuni disponibili ad accogliere nuovi immigrati. La polemica non è destinata a scemare, perché nei prossimi giorni sono previsti nuovi arrivi e la Lega Nord è pronta ad alzare ancora la voce.

Cosa ne pensano i cittadini bergamaschi? Per Armando (nella foto a destra), edicolante del centro, “non possiamo ospitare cinquecentomila persone. Chi li mantiene? Cosa fanno? Sono d’accordosui profughi veri, quelli che scappano dalle guerre, quelli che hanno bisogno d’aiuto, per loro l’accoglienza dovrebbe essere obbligatoria, ma il resto no. Non possiamo mantenerli”.

Marco Gritti spiega invece che “non può essere solo un problema italiano o greco o spagnolo. La questione deve essere supportata da impegni e risorse a livello europeo. Le politiche attuate fino ad oggi evidentemente sono insufficienti. L’immigrazione dovrebbe essere considerata un fattore naturale nel contesto globale, in quanto legato a eventi di rilevanza come guerre o condizioni di vita non confinabili o totalmente controllabili. Bisogna portare avanti una politica sociale che faccia diventare l’immigrazione una risorsa. Il problema dovrebbe essere ridistribuito su tutto il territorio europeo. Si potrebbero trovare delle soluzioni efficaci anche sul luogo di provenienza degli immigrati. È facile criticare la loro presenza stando seduti comodamente in poltrona, mentre queste persone muoiono a migliaia nel nostro mare per cercare di salvare se stessi e le loro famiglie da dei disastri di cui comunque noi europei non possiamo ritenerci estranei”.

Due universitari invece la pensano così: “In Italia non è facile perché siamo in un paese di persone piuttosto chiuse – spiega Luca Dal Canto (nella foto a sinistra)-. Manca secondo me la volontà politica di portare avanti un progetto che scontenti della gente a scapito di altra”.

“Quanti sono disposti ad accogliere persone estranee di cui non conoscono niente? – si chiede Giorgio Frigeni – Prima di accoglierli a braccia aperte, dovremmo aiutarli nel loro paese dandogli la possibilità di non dover scappare dalle proprie case”.

Andrea Moretti – stagista del liceo Lussana

Mercoledì mattina vi proporremo un reportage con le testimonianze di alcuni migranti ospiti nell’ex Gleno. Il loro viaggioin cerca della libertà e la speranza di riuscire a vivere con dignità in Italia.

Commenti

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  1. Scritto da Luis

    Salvare dalla morte in mare è doveroso e giusto, mantenere a vita senza alcuna prospettiva è la solita umiliante farsa assistenzialista, l’inchiesta di “Mafia Capitale” dimostra che sulla pelle dei migranti si sta speculando, infatti le regioni del sud l’hanno capito e dietro le retorica dell’accoglienza e della finta generosità stanno lucrando sul dramma, per loro senza industrie e progetti il futuro si regge sull’eterna emergenza, pagata da NOI!