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Progetto Cuore Chagas test al femminile per proteggere i nascituri video

Impedire che le mamme possano trasmettere il morbo durante la gravidanza, questa la missione dell'ambulatorio inaugurato sabato 6 giugno all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Lo screening coinvolgerà le donne latinoamericane dai 17 ai 45 anni.

Nel 2014 sono state dieci le donne gravide risultate positive al test per il morbo di Chagas, su oltre 80 latinoamericane che hanno partorito all’ospedale di Bergamo. L’ambulatorio inaugurato oggi al Papa Giovanni XXIII ha come obiettivo quello di individuare le donne che hanno contratto l’infezione prima della gravidanza. Per questo propone uno screening alla popolazione femminile sudamericana fra i 17 e i 45 anni.
Realizzato con il contributo dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli onlus, e probabilmente unica realtà di questo genere realizzata finora in un ospedale pubblico italiano, l’ambulatorio si avvarrà della collaborazione di infettivologi, cardiologi e microbiologi con una formazione specifica, e grazie alla presenza di un’infettivologa spagnola, le utenti potranno essere accolte nella loro lingua madre.

 

Il Progetto Cuore Chagas, partito ad aprile, come ha spiegato il direttore generale Carlo Nicora, “è un ulteriore frutto dell’amicizia con l’Associazione, presieduta da mons. Luigi Ginami. Abbiamo creato una collaborazione fra diversi specialisti per evitare che i nascituri possano ammalarsi”. “Questa è infatti la sola forma di contagio possibile in Italia – ha sottolineato il direttore sanitario Laura Chiappa -, per una malattia che in America Latina ha dimensioni endemiche e si diffonde attraverso le punture di cimici che in Europa non sono presenti”.

 

 

Il morbo di Chagas è una malattia capace di restare silenziosa anche per decenni. Una volta contratta, può mantenersi per tutta la vita, portare a gravi complicanze cardiache o intestinali e manifestarsi quando ha già causato gravi danni all’organismo della persona infetta. La presenza a Bergamo dei latinoamericani è importante, basti pensare che qui vive la più numerosa comunità di Boliviani all’estero, con 14 mila persone. Per loro e con loro, ha ricordato mons. Ginami, “è nato questo progetto: sono loro i veri ospiti d’onore di oggi”, in risposta al ringraziamento della signora Isidora, a nome della popolazione latinoamericana. All’inaugurazione erano presenti anche l’agente consolare della Bolivia e Maurizio Zancanaro, amministratore delegato di Banca Aletti e sostenitore dell’Associazione.

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