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Legambiente, ricorso a Mattarella per difendere il Castello di Zorzino

Legambiente pronta a presentare ricorso al Presidente della Repubblica per salvaguardare la costa del lago d'Iseo e il Castello di Zorzino di Riva di Solto: la costruzione che dovrebbe sorgere nel prato adiacente “comprometterebbe irrimediabilmente la bellezza e deturperebbe ulteriormente il paesaggio del lago”.

“La costa del lago d’Iseo e il Castello di Zorzino di Riva di Solto sono minacciati”: a lanciare l’allarme è la Legambiente Basso Sebino che spiega come la costruzione che dovrebbe sorgere nel prato adiacente “comprometterebbe irrimediabilmente la bellezza e deturperebbe ulteriormente il paesaggio del lago”.

Legambiente sta presentando ricorso al presidente della Repubblica: “Abbiamo prima cercato, attraverso un sereno confronto, di scoraggiare l’amministrazione comunale di Riva di Solto dal concedere il permesso a costruire questo progetto – spiega Dario Balotta, presidente del circolo di Legambiente del Basso Sebino – L’alta torre, in mezzo a tutto il nuovo costruito che già grava al suo intorno, perderebbe definitivamente la sua identità e non sarebbe più percepita come elemento generatore del nucleo storico di Zorzino. Concedendo l’edificabilità su quest’area, il Comune non ha tenuto conto della presenza di segni, la cui rilevanza storica è stata recentemente messa in luce nelle pagine dal noto studioso Francesco Macario. Un edificio di questo genere necessita di uno spazio libero, di un’area di rispetto intorno per preservarne l’identità”.

Il ricorso di Legambiente, redatto dall’avvocatessa Emanuela Beacco, del foro di Monza accusa il Comune di aver autorizzato la costruzione nel contesto “più interessante ed ambientalmente rilevante di tutta la sponda del lago del Sebino, di un nuovo edificio residenziale di ben due piani fuori terra, dell’altezza complessiva di oltre sette metri, con relativa ampia piscina esterna, autorimessa interrata e strada di accesso”.

Secondo la legale di Legambiente sarebbero violati i vincoli posti dagli art. 17 e seguenti del Piano Territoriale regionale, approvato con delibera del Consiglio VIII/951 del 19 gennaio 2010. Il Piano Territoriale regionale  riconosce l’alto valore dei grandi laghi lombardi in quanto “costituiscono individualmente e nel loro insieme, per estensione particolare connotazione, una specificità del paesaggio di Lombardia di rilevanza sovraregionale”, ha individuato, al fine di salvaguardarne le connotazioni paesaggistiche specifiche e l’attenta valorizzazione delle rilevanze naturalistiche e culturali, un ambito di salvaguardia paesaggistica del lago e dello scenario lacuale imponendo al pianificatore locale,  tramite i P.G.T., di perseguire questi obiettivi "disattesi dall’amministrazione di Riva di Solto".

Commenti

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  1. Scritto da BERGHEM

    L’amministrazione di Riva di Solto ha dato dimostrazione di poca lungimiranza, scarsissima sensibilità’ al territorio e alla sua storia. In Svizzera, o in altre regioni vicine alla nostra, una cosa del genere non sarebbe mai accaduta. Il sindaco si dovrebbe dimettere. Di fatto ha legalizzato una speculazione del territorio. Invece di assomigliare ad una parte di Europa, civile e consapevole del proprio ambiente, assomigliamo sempre di più’ ad alcune aree del sud italia.