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Arturo Sandoval Sextet Ore di pura adrenalina al Vicenza Jazz

Due ore di pura adrenalina e di grande spettacolo dove le musiche arrangiate di “O sole mio” si sono mischiate a “Every day think of you” dedicata a Gillespie e dove oltre alla immensa bravura di Sandoval e al collaudato collettivo, spiccavano in particolare Kemuel Roig con i suoi brillanti assoli sulle tastiere e un agitatissimo ma travolgente Marius Preda al cymbalon.

E’ sempre intrigante e pieno di sorprese il cartellone di Vicenza Jazz. Ho assisto al concerto dell’ Arturo Sandoval sextet di lunedì 11 maggio al Teatro Comunale ed è stato subito amore. Que viva Cuba, verrebbe da dire, dimenticando la rivoluzione castrista raccontata ormai in qualche ritratto sbiadito sui muri dell’Havana Vieja, ma pensando alle trascinanti ritmiche caraibiche che hanno invaso il mondo in ogni latitudine. E che anche sull’isola sono il simbolo di un popolo che non puoi non amare, dove un sorriso smagliante ti illumina da un balcone fatiscente o dove una vecchia signora canta spensierata o dove una rumba all’improvviso ti avvolge inondandoti di piaceri antichi.

Questo ho pensato ascoltando il sestetto di Sandoval.

Arturo Sandoval è una delle leggende della musica cubana (pur avendo svolto, come non pochi suoi connazionali, gran parte della sua carriera nelle vesti di emigrato). Pupillo del leggendario Dizzy Gillespie, Sandoval è nato nel 1949 a Artemisa, una cittadina alla periferia di L’Avana, Cuba. E’ stato il primo musicista a portare influenze latine nel jazz americano. Sandoval ha iniziato a studiare la tromba classica all’età di dodici anni, ma non ci volle molto per essere catturato dalle emozioni del mondo del jazz. E ‘uno degli artisti più dinamici e vivaci del nostro tempo, ha ricevuto 10 Grammy Awards e nominato ben 19 volte. Ha anche ricevuto 6 Billboard Awards ed un Emmy Award. L’ultimo CD di Arturo Sandoval ha per titolo “Eternamente Manzanero”. Un atto d’amore per la musica bolero del pianista-cantante-compositore messicano Armando Manzanero, oggetto di vera e propria venerazione.

Membro fondatore dei mitici Irakere, dai primi anni Ottanta Sandoval inizia una carriera da solista senza sacrificare nessuno dei suoi numerosi talenti. Come jazzista lo si ascolta al fianco di Woody Herman, Woody Shaw, Michel Legrand, Stan Getz, Tony Bennett, mentre non sono da meno le collaborazioni pop e crossover: Frank Sinatra, Paul Anka, Rod Stewart, Alicia Keys, Céline Dion, John Williams.

Nel frattempo fa man bassa di ogni possibile premio dell’industria musicale ed entra nel mondo del cinema (con le colonne sonore per Havana e Mambo Kings e addirittura con un film dedicato alla sua vita con Andy Garcia: The Arturo Sandoval Story). In aggiunta, non trascura la sua formazione di musicista classico, esibendosi come solista con le più importanti orchestre sinfoniche. Tra un tour e l’altro, nel 1990 Sandoval ha ottenuto asilo politico dagli USA, ricevendone la cittadinanza nel 1999. Dopo un lungo legame con l’etichetta discografica GRP, l’attività più recente di Sandoval è documentata dalla Concord, label da sempre particolarmente sensibile al jazz latino. Le incisioni di questi ultimi anni si sono focalizzate su una serie di omaggi: a Dizzy Gillespie, Rafael Méndez e, come già ricordato, Armando Manzanero.

In scena con Arturo Sandoval (tromba, tastiere e percussioni), al Teatro Comunale di Vicenza c’erano Kemuel Roig al pianoforte, John Belzaguy al basso, Alexis Arce alla batteria, Ricardo “Tiki" Posillas alle percussioni, Marius Preda al cymbalom.

Due ore di pura adrenalina e di grande spettacolo dove le musiche arrangiate di “O sole mio” si sono mischiate a “Every day think of you” dedicata a Gillespie e dove oltre alla immensa bravura di Sandoval e al collaudato collettivo, spiccavano in particolare Kemuel Roig con i suoi brillanti assoli sulle tastiere (di grande impatto l’esecuzione di “Smoke gets in your eyes”) e un agitatissimo ma travolgente Marius Preda al cymbalon.

Dario Guerini

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