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La riscossa dell’industria I numeri confermano: ripresa e occupazione fotogallery

La crisi? Alle spalle. Parola di Confindustria Bergamo. Ottimisti? "No, realisti" rispondono gli industriali riuniti all'Assemblea Generale di Confindustria Bergamo che si è svolta alla Fiera di Bergamo. Export e Job Act tra gli ingredienti della ricetta per la ripresa. "Per il 2017 pronta la nuova sede al Kilometro Rosso".

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Un’assemblea fiume quella di Confindustria Bergamo che si è svolta alla Fiera venerdì 5 giugno. E a valle sono arrivati i dati che dimostrano una geografia economica di tutto rispetto.

La crisi è alla spalle. Lo dimostra l’analisi della Fondazione Edison in collaborazione con Fondazione Symbola poi sfociata nell’elaborazione "Bergamo Manifattura d’Europa". Lo dimostrano i dati sull’occupazione bergamasca, che sono in crescita grazie al jobs act e all’export. Lo dimostrano i laboratori di ricerca e di sviluppo all’interno delle aziende.

"Bergamo ha bei progetti, c’è molto coesione tra le aziende e guardiamo al futuro con grande positività: i numeri danno ragione al territorio bergamasco" commenta Roberto Zappa, presidente dei Metalmeccanici di Confindustria. Ottimista? "No, realista" risponde Zappa. "Ora dobbiamo guardare alla riforma Pesenti, alla nuova sede e al prossimo presidente di Confindustria".

Bergamo guarda al dopo Squinzi con attesa. Lo conferma Mario Mazzoleni, già presidente di Confindustria Bergamo e Assolombarda. "Confindustria Bergamo è la più efficiente d’Italia, siamo tra i primi posti a livello nazionale – rimarca Mazzoleni – mi sembra naturale che possa e debba giocare un ruolo di primo piano. Abbiamo personalità e imprenditori di tutto rispetto e Bergamo deve rivendicare questi suoi primati, male che vada deve avere una vicepresidenza".

Alla domanda se ha già un nome in tasca, Mazzoleni risponde: "Gianfelice Rocca".

Che i numeri diano ragione agli industriali, lo ha rimarcato anche il presidente Ercole Galizzi in assemblea: "Il manifatturiero è centrale per lo sviluppo del territorio. Lo dimostra la ricerca della Fondazione Edison, la recente fiera IVS delle valvole, oltre ai primati bergamaschi dei nostri distretti". Galizzi guarda anche alla riforma Pesenti che vede Bergamo già in pista con le assemblee congiunte di Metalmeccanici e Servizi. C’è anche un capitolo sulla nuova sede che pare ormai proiettata la Kilometro Rosso. Galizzi ha avuto il mandato dall’assemblea di definire i dettagli di un’operazione molto importante. Entro il 2017 la sede si sposterà da via Camozzi al Kilometro Rosso. "Un luogo nel baricentro del territorio bergamasco, nel cuore della ricerca e dello sviluppo di un parco scientifico che saprà anche catalizzare le piccole e medie imprese" sottolinea Guido Venturini, direttore generale di Confindustria Bergamo. 

Nel corso dell’assemblea sono stati confermati i vicepresidenti: Matteo Zanetti per le relazioni sindacali, Monica Santini per la competitività e Gianluigi Viscardi per Innovazione, più Giancarlo Losma per la Piccola Industria, Marco Manzoni in qualità di Presidente dei Giovani di Confindustria, e nella prossima giunta il prossimo 20 giugno riproporrà Cristina Bombassei all’Education, Giovanna Ricuperati al Marketing Strategico e ci sarà un cambio: Giovanni Grazioli diventando presidente della BCC di Treviglio lascia il suo incarico e al suo posto enterà Olivo Foglieni, imprenditore trevigliese, che si occuperà nella giunta di Confindustria di Credito e Finanza. 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da fm

    L’ora più fredda è quella prima dell’alba.
    Dopo 7 anni di crisi gli effetti della ripresa (in atto) sono lenti a manifestarsi e saranno lentissimi sull’occupazione. Molte imprese sono andate perse. Quelle nuove hanno bisogno di tempo per svilupparsi. Le imprese più grandi hanno aumentato la produttività. La ripresa c’è, ma è debole. E quindi ha bisogno di incentivi per essere sostenuta e accellerata, trasformandola in ripresa dei consumi e avviando il circolo virtuoso.

  2. Scritto da Klaus

    E’ deprimente che il titolare di un’officina meccanica, sostenuto dalle leggi attuali fatte dai governanti, arrivi a preferire di assumere a rotazione settimanalmente sempre nuovi dipendenti incompetenti, piuttosto che stabilmente alcuni operai specializzati da formare e crescere in base alle sue esigenze. E’ demenziale! Preferisce l’opzione del poterli lasciare a casa quando vuole, piuttosto che la qualità lavorativa offerta da un operaio esperto, formato, stabile e affidabile.

  3. Scritto da il polemico

    all’inizio settimana cera articolo che annunciava altre 1600 nuove persone finite in mobilità nella bergamasca in pochi mesi,oltre a quelli licenziati senza mobilità,ora si afferma che c’è la ripresa?il job act pare che faccia assumere persone per colmare vuoti creati con i licenziamenti dovuti al jobact e alle agevolazioni fiscali.da operaio e da quello che vedo e sento,più che ripresa,si va sempre più verso il fondo

  4. Scritto da Luigi

    Designati per le relazioni sindacali, per la competitività e per Innovazione… tutte fanfaluche, senza gli assist del governo a disumanizzare i lavoratori, col cavolo che riprendereste. Non vi hanno sburocratizzato niente, vi hanno solo dato strumenti per fare come volete sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.

  5. Scritto da Aldo

    Sì, più occupati con contratti settimanali, mensili o a tempo indeterminato visto che lo stato che paga 8000 euro all’anno purché li si assuma…… Vediamo a quanti di questi lavoratori poi le banche concederanno mutui per la casa o finanziamenti per cambiarsi l’auto….. Ridono e ripartono le aziende, non i lavoratori. Nuova schiavitù moderna

  6. Scritto da Evviva

    Come si concilia tutto ciò con le fabbriche che chiudono?
    questi industriali somigliano al Berlusconi d’altri tempi quando ci si scandalizzava alla sua affermazione sui ristoranti pieni.
    Comunque i dati che parlano di incrementi con l’ zero virgola davanti fanno sorridere