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Sequestrata cava di Strozza Venivano smaltiti rifiuti speciali: 6 indagati

Sequestrata l'ex cava tra il Monte Botto e il Monte Castra dove sono stati smaltiti oltre 100mila metri cubici di rifiuti speciali: perquisizioni a carico di 6 indagati. L'operazione Waste Phantom è stata disposta dalla Direzione Distrettutale Antimafia della Procura della Repubblica di Brescia.

Oltre 50 Agenti del Corpo Forestale dello Stato sono intervenuti nell’ambito di un’operazione di Polizia Giudiziaria denominata Waste Phantom (rifiuti fantasma) disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Brescia. L’obiettivo è stato il sequestro dell’area dell’ex cava di Strozza della superficie complessiva di circa 200 mila metri quadrati compresa tra il Monte Botto ed il Monte Castra per la maggior parte situata nel territorio comunale di Strozza ed in parte nel territorio comunale di Almenno San Salvatore che, dopo oltre 70 anni di escavazioni, doveva essere oggetto di recupero ambientale e dove sono stati, invece, smaltiti rifiuti speciali.

Dopo gli esposti del Comitato spontaneo di cittadini No alla discarica del Monte Castra e le indagini del Corpo Forestale dello Stato, la Magistratura competente ha disposto le operazioni per chiarire i motivi dei mancati controlli in merito allo smaltimento di oltre 100 mila metri cubici di materiali da scavo provenienti dall’esterno che, secondo le normative vigenti, se non caratterizzati sono da considerare rifiuti, come rilevato dai campionamenti dell’ARPA dai quali sono stati evidenziati superamenti dei limiti di legge di alcune sostanze rinvenute nei materiali di scavo. La Magistratura vuole approfondire anche i motivi del mancato recupero ambientale e chiarire se ciò è collegato con l’intenzione della ditta proprietaria dei terreni di realizzare una discarica di 1 milione e 700 mila metri cubici di rifiuti speciali, contrastata dal Comitato dei cittadini.

Per tale motivi sono scattati i provvedimenti riguardanti, oltre al sequestro dell’area, anche una serie di perquisizioni a carico di 6 indagati, tutti amministratori della ditta indagata, e l’acquisizione di documentazione presso gli Enti territoriali (Comuni e Provincia).

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Difendere o giustificare chi fa cose illegali mi viene da pensare che non ne usciremo mai. In quest’Italia di mafia e tangenti perchè anche a questo c’è chi li difende e giustifica, in galera non ci vanno o ci restano poco. Rassegnamoci ???

  2. Scritto da Pisgiù

    Il progresso è che queste cose non succedano mai più. il progresso è preservare l’ambiente, l’aria che respiriamo, quello che mangiamo. Il progresso è smettere di morire di cancro a causa dell’inquinamento. SVEGLIA, perbacco.

  3. Scritto da Boris

    A leggere sti commenti…certo che il bergamasco medio è proprio ottuso. Sembra abbia piacere e sia fiero di respirare aria tossica, vivere sopra a materiali quantomeno “discutibili”, coltivare e mangiare i prodotti cresciuti su un terreno dove sotto vi sono materiali tossici,bere acqua di falde contaminate. Il tutto in nome del progresso..sicuramente non quello di voi che scrivete a vanvera.

  4. Scritto da trab

    questo e` terrorismo psicologico: bisogna accertare perche` per le leggi idiote di arpa e c smaltire un camion di forati e malta senza averlo prima trattato equivale a un rifiuto speciale… allora dovremmo rimuovere tutto il sottosuolo delle citta visto che sono costruite sulle rovine precendenti! per capirci: se abbattete un tavolato a cada vostra e gettate le macerie nel vostro giardino per fare il piano per il tavolino aveye creato una discarica abusiva… ahahah

    1. Scritto da pedro

      commento a dir poco imbarazzante.

    2. Scritto da preciso

      Leggere bene e non scrivere qualcosa tanto per scrivere: Arpa ha rilevato nelle campionature dei valori di inquinamento sopra i limiti. Se nelle macerie del tavolato di casa tua che smaltisci in giardino ci fossero inquinanti le getteresti ancora li?

  5. Scritto da Padania Celtica

    Fosse successo a Posillipo avremmo per 15 gg saviano a tritarci le molliche in diretta nazionale (a reti unificate,cvsd). Siccome questo accade nel granducato di polentonia (pardon:Padania,quella che una volta parlava di queste cose,ovvero di mafia,mentre oggi parla solo di persone arrivate col barcone:straordinErio allarme sociale verrebbe da dire. Per non parlare degli acari che si annidano nei tappeti e di quelli che parcheggiano l’auto sulle striscie).

  6. Scritto da A.Z. BG

    Definire i materiali si scavo o di macerie, rifiuti speciali è demenziale. Se poi ci fossero veleni è un’altra questione, ma le macerie non possono essere rifiuti speciali, altrimenti le nostre case, in piedi lo sarebbero altrettanto. In USA ein tanti altri paesi le macerie vengono normalmente utilizzate per i fondi delle strade in costruzione, mentre qui è venuto fuori un casino. Certo all’estero lavorano, noi no. Gli unici che lavorano sempre sono i comitati del no a tutto, a prescindere!

    1. Scritto da Andrea

      “le macerie non possono essere rifiuti speciali, altrimenti le nostre case, in piedi lo sarebbero altrettanto”…. ha mai sentito parlare di bonifica di vecchi stabili demoliti in quanto presentavano nella loro costruzione materiali fuorilegge??

  7. Scritto da 081

    Strozza. Provincia di Caserta, giusto?

    1. Scritto da Boris

      Io non amo particolarmente la mentalità del bergamasco medio ATTUALE, ma tu pensa alla tua Campania, alle montagne di rifiuti per strada, alla Terra dei Fuochi, a Scampia ecc…e magari tornaci a dare il tuo contributo anzichè sbeffeggiare la terra che ti ospita e che, probabilmente, ti dà da vivere…