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Belpietro a Bergamo per lanciare ‘Fare Città’: “Ripartiamo da voi”

Il direttore di Libero ha "battezzato" la nuova associazione spiegando da quali punti fermi deve ripartire il centrodestra: "Le rivoluzioni non si fanno chiedendo il permesso, bisogna portare idee, progetti e voglia, ma sopratutto consensi e voti. Altrimenti non si va da nessuna parte".

"La rivoluzione del centrodestra si fa senza chiedere il permesso". Ci ha pensato Maurizio Belpietro, direttore di Libero, a lanciare la nuova associazione "Fare Città" nata a Bergamo con l’intento di rilanciare il centrodestra in un momento di particolare difficoltà. Con l’avvocato Stefano Rovetta e Danilo Minuti (rispettivamente presidente e vicepresidente) a fare gli onori di casa, Belpietro ha tenuto una vera e propria lezione di politica per i tantissimi presenti che mercoledì 3 giugno hanno affollato l’ex Sala Consiliare di via Tasso: "Poche ore fa ho ricevuto la lettera di un esponente di Forza Italia di Pordenone – ha spiegato Belpietro – che denunciava il mancato ascolto dei vertici alle piccole frazioni come la sua, che spesso rimangono inascoltate. Questa cosa mi ha stupito: io non ho mai sentito parlare di rivoluzioni fatte chiedendo ‘permesso’. Le rivoluzioni si fanno con il carisma, con la voglia, con la forza. Pensate che Bossi all’inizio degli anni ’90 sia arrivato chiedendo il permesso? No, Bossi è arrivato e si è fatto spazio con autonomia e aspirazioni. Ha distrutto i partiti tradizionali senza porsi problemi, chiedendo solo di essere ascoltato dalle basi, le sue. Lui si è fatto ascoltare, lui ha trovato il suo spazio con convinzione, portando tesi che ai tempi erano strane e bizzarre e che invece oggi sono di attualità. Anche quando è sceso in campo Berlusconi non ha chiesto il permesso a nessuno, quando ha capito che nessuno voleva ascoltare i suoi appelli ha deciso di scendere in campo e di metterci la faccia per una rivoluzione liberale che nessuno aveva mai fatto se non a parole. Lo dico ai giovani: pensate che senza rischiare e senza mettersi in gioco le cose possano cambiare? Per essere ascoltati non si devono cercare i vertici ma le basi, servono i consensi, le idee e le opinioni. Rivoluzione non significa cacciare via tutti e ripartire da zero, vuol dire sedersi al tavolo coi rappresentanti del centrodestra portando dietro a sé i consensi. E i consensi si prendono partendo dal basso".

"Non poteva esserci battesimo migliore per la nostra associazione – ha commentato raggiante Franco Tentorio – che nasce con l’obiettivo di far tornare la politica vicino ai cittadini, alla base, come diceva il direttore Belpietro. Noi teniamo accesa la fiamma in attesa dell’arrivo di qualcuno che possa tornare a trascinare il centrodestra. Quelle di Belpietro sono parole sante: non dobbiamo aspettare l’arrivo del Messia dall’alto, serve organizzazione, servono idee, serve confronto. In Liguria e in Veneto abbiamo vinto grazie a questi ingredienti. Mi auguro che la strada che ci è stata indicata dal direttore Belpietro sia il futuro del centrodestra".

Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Trovo che questa associazione sia una buona idea, bisogna iniziare subito a lavorare per questa città prima che Gori la rovini del tutto!

  2. Scritto da bassaiolo

    quale è la fiamma che Tentorio dichiara di voler tenere accesa? Se è quella del MSI in cui ha militato nella Prima Repubblica c’è poco di liberale ,con tutto il rispetto per le idee di tutti.

  3. Scritto da Gigi

    Ben venga chi ha voglia di lavorare x Bergamo!

  4. Scritto da Edo

    Io ho sentito un ottimo giornalista che ha fatto un’analisi interessante della situazione e delle prospettive del centrodestra ed è venuto per supportare delle persone che hanno voglia di lavorare per Bergamo

  5. Scritto da Come No

    La destra italiana la rivoluzione liberale non ha la più pallida idea di cosa sia . La distanza è siderale .

  6. Scritto da si si

    ah allora siamo messi bene

  7. Scritto da enrico

    La rivoluzione liberale di bossi e berlusconi: depenalizzare il falso in bilancio e far rientrare i soldi trafugati in svizzera grazie a una ridicola multa. Belpietro, il nostro stipendio non arriva da arcore, possiamo permetterci di non credere a queste balle. Nemmeno questo è liberale, ma libero sì.

  8. Scritto da Michele Rota

    Parla uno che ha sempre chiesto permesso a B, ovviamente essendo stato un suo dipendente. Poi magari randella Fitto, e se supporta questi è perchè sa che non metteranno mai in dubbio B e l’azienda di famiglia. Rivoluzione liberale? Buahahah!

    1. Scritto da Gianni

      Dipendente di B come la famiglia Gori-Parodi?