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Il dottor Kantar all’American Cough Congress sulla tosse

Il dottor Ahmad Kantar tra i relatori dell’American Cough Congress 2015 sulla tosse nei bambini.

A cura dell’Ufficio Stampa IOB

Il dottor Ahmad Kantar, responsabile dell’unità di pediatria del Policlinico San Pietro e pediatra di Corpore Sano Smart Clinic, parteciperà come relatore all’American Cough Congress 2015, in programma il 5 e 6 giugno a Washington, importante congresso che ogni due anni riunisce i massimi esperti internazionali di tosse in età pediatrica.
Il dottor Kantar, in particolare, terrà una relazione sulle ultime novità nella cura di questa patologia (che colpisce circa il 10% dei bambini ed è spesso fonte di grande preoccupazione da parte dei genitori) di cui si occupa da molti anni. Lo specialista è, infatti, tra i promotori del primo gruppo italiano di studio sulla tosse cronica, nato circa due anni fa con l’obiettivo di stilare documenti e raccomandazioni sull’argomento.
La tosse cronica è una patologia che ha un grande impatto non solo sulla qualità di vita del bambino che ne soffre, ma anche sulla sua sfera famigliare e sociale. Come emerso da uno studio australiano, quasi la metà dei bambini con tosse cronica è ricorso a dieci visite in un anno e circa un terzo è stato visto da quattro o più specialisti. Oltre all’aspetto sociale c’è poi quello che riguarda la famiglia per la quale la tosse, soprattutto quando cronica, è motivo di ansia e di forte preoccupazione.
"Una delle maggiori preoccupazione dei genitori è la causa" sottolinea il dottor Ahmad Kantar. "Temono che sia sintomo di malattia seria, che possa provocare soffocamento, che danneggi i polmoni e che disturbi il sonno".

 
Ma cosa si intende per tosse cronica?
"Si parla di tosse cronica quando dura per più di quattro settimane. Se invece ha una durata minore di due settimane viene definita acuta. Ci sono poi anche altre forme di tosse: specifica quando è associata a una patologia particolare, ad esempio tosse da tubercolosi; non specifica quando non è associata a nessuna patologia; psicogena (o nervosa, sintomo di un disagio psicologico). In ogni caso, anche se è indotta da cause diverse e si manifesta con diverse modalità, alla base c’è sempre l’eccitazione dei ricettori per opera di stimoli meccanici o fisici ed è caratterizzata da tre fasi: una iniziale inspiratoria; una in cui avviene uno sforzo espiratorio verso la glottide chiusa; l’ultima con l’apertura della glottide e una rapida espulsione dell’aria".

 
In quali casi ci si deve preoccupare?
"Quando c’è tosse cronica associata a dispnea (difficoltà respiratorie), rumore respiratorio, stridore, febbre, perdita di peso, difficoltà ad alimentarsi, vomito. In questi casi è bene rivolgersi al medico che diagnosticherà di quale forma di tosse si tratta e la cura più appropriata".

 
E quali sono le cause?
"La tosse acuta, nella maggior parte dei casi, è dovuta a un’infezione virale acuta delle alte vie aeree, il così detto raffreddore. In alcuni casi può però essere spia di patologia seria, come un’ infezione batterica o inalazione di corpo estraneo. Un’infezione delle vie aeree può causare una tosse che può durare oltre la fase acuta, la cosiddetta ipersensibilità dei recettori della tosse, causata da un’alterata funzione del muco ciliare indotta dall’infezione o da un’infiammazione che causa ipersecrezione del muco. Queste manifestazioni sono evidenti nei bambini in età prescolare che frequentano una comunità, dove per un meccanismo back-to-back scambiano tra loro le infezioni. Un bambino sano può avere una media di undici colpi di tosse in 24 ore che aumentano fino a 100 durante un periodo infettivo".

 
E quella cronica da cosa può dipendere e soprattutto come si può curare?
"A differenza che negli adulti in cui dipende spesso da asma, rinosinusite e reflusso gastro-esofageo, nel bambino, specialmente in età prescolare, la cause principale è la bronchite batterica protratta. Questa patologia è caratterizzata da una tosse catarrale in assenza di indicatori di causa alternativa specifica. La maggior parte di questi bambini risolve il problema con terapia antibiotica mirata e prolungata".

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