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“Ho un figlio disabile senza lavoro, qualcuno lo aiuta a trovarlo?”

Riceviamo e pubblichiamo l'appello disperato di una mamma di Mapello, la 55enne Cinzia, che racconta la difficoltà di suo figlio disabile nel trovare un lavoro e i relativi problemi economici con cui deve fare i conti lei, separata dal marito e con un altro figlio da mantenere.

Riceviamo e pubblichiamo l’appello disperato di una mamma di Mapello, la 55enne Cinzia, che racconta la difficoltà di suo figlio disabile nel trovare un lavoro e i relativi problemi economici con cui deve fare i conti lei, separata dal marito e con un altro figlio da mantenere. 

"Buongiorno,

vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione la mia storia. Sono certa che situazioni e storie come la mia ce ne sono a migliaia e non vi chiedo di sostenere la mia a spada tratta ma vi chiedo, se possibile, un atto di buon cuore pubblicando questa lettera al fine che qualcuno che la legga mi possa tendere una mano.

Sono una donna, una mamma Italiana di 55 anni che da sola ha cresciuto un figlio che ora ha 32 anni.

Questo ragazzo non ha mai avuto la fortuna di avere l’affetto del padre tant’è che ha adottato a 18 anni il mio cognome non riconoscendosi in un cognome che per lui era solo vuoto.

Mio figlio nella scuola non é stato un ragazzo brillante perché gli fu diagnosticata una dislessia, disgrafia e discalcolia. Erano gli inizi degli anni ’90 e non eravamo preparati nelle scuole a fronteggiare bene queste situazioni. Mi fu consigliato di avviarlo al mondo del lavoro.

Crescendo questo problema fu classificato come piccola invalidità civile. Mi dissero che così sarebbe stato iscritto nelle categorie protette e sarebbe stato più facile inserirlo nel mondo del lavoro. Così non é stato.

Se non fosse per una parentesi di pochi anni in cui ha lavorato come rifornitore di banco e scaffalista in un grande supermercato potrei dire che non ha mai lavorato. Purtroppo il contratto fini e non gli fu rinnovato per esuberi sul personale.

Sono 5 anni che non trova nulla, la volontà e la voglia di lavorare non gli mancano. Certo non può fare lavori di concetto o pericolosi per lui come la guida di macchine industriali ma non credo che esistano solo quelli.

Mi sono rivolta a tutte le istituzioni, ho consumato km per consegnare domande e curriculum. Abbiamo risposto a milioni di inserzioni, si é iscritto in tutti i centri per l’impiego anche come categoria protetta. Il risultato é zero. Zero chiamate, zero opportunità.

La mia situazione é gravissima, separata con un coniuge che mi da pochissimo vivo anche con un secondo figlio di 10 anni. Ho perso il lavoro 10 anni fa e non ho trovato più nulla e alla mia età (ora ho 55 anni) é molto difficile trovare un inserimento lavorativo.

Viviamo con 500 euro al mese che sono la somma della pensione di invalidità e quanto da il mio ex marito. Ho perso tutto, sogni speranze, fiducia e dai miei occhi non scendono più nemmeno lacrime, ho finito anche quelle.

Sto per perdere la casa se non mi metto in regola con gli arretrati ed ho un ultimatum. Non chiedo elemosina. Mi appello al buon cuore di qualcuno che mi legge se può dare l’opportunità di un lavoro a mio figlio. Un lavoro semplice dove, come certificato dalla sua invalidità, sia ripetitivo e senza responsabilità e senza uso di macchine. Se qualcuno che legge può ridarci la dignità avrà la mia riconoscenza per sempre. Autorizzo voi della redazione a fornire il numero di telefono per un eventuale contatto. Posso provare che tutto ciò che dico é vero. Il mio ISEE é di 0,00. 

Cinzia".

Commenti

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  1. Scritto da Pietro

    Possibile che la grande azienda multinazionale di Mapello che produce freni non possa darle una mano ?
    Non è una polemica ma un suggerimento.

  2. Scritto da Lucky

    Intanto bisognerebbe dare maggior risalto al caso e aprire una colletta SUBITO per le immediate esigenze. Pubblicate l’IBAN.

  3. Scritto da Gianfranco

    Credo che la notizia non debba retrocedere così velocemente sul sito. E’ proprio così difficile tenerla tra quelle in evidenza per almeno una settimana?

  4. Scritto da Fabio Gregorelli

    Le parole molte volte non servono e pesano sembrando sola retorica ma capisco il suo problema e le sue preoccupazioni.
    Una società civile ed evoluta dovrebbe essere strutturata per cercare di risolvere anche queste difficoltà.

  5. Scritto da Francesco

    Cara Signora ha avuto coraggio a far conoscere la sua storia. Spero che qualcuno le dia un aiuto. Ha provato ad andare nei centri per il lavoro o dal suo sindaco?

  6. Scritto da Giangi

    Mi sono venute le lacrime. Possibile che nessuno aiuti una donna in questa situazione.? Non voglio essere polemica o politica ma hanno ragione quando dicono che si aiutano più gli stranieri che i nostri connazionali. Spero che qualcuno di dovere si passi una mano sulla coscienza

  7. Scritto da maurizio

    Ringraziamo la socialità dello Stato e di tutte le Istituzioni che lo rappresentano. Purtroppo l’Italia sta diventando peggio della Grecia, altro che Paese industrializzato e qualcuno ci ha ridotto così (e sa benissimo di averlo fatto). Condivido una situazione analoga (ho un figlio autistico) anche se fortunatamente l’aspetto economico, almeno attualmente, non è paragonabile (… ma aspettiamo e vedremo). Tanti auguri di cuore, sicuramente maggiri della speranza.