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Speed check a Treviglio, il sindaco è soddisfatto: “Meno velocità, più sicurezza”

Dopo le polemiche dei giorni scorsi il sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni torna a parlare degli speed check installati sul territorio comunale. Il primissimo bilancio, secondo il primo cittadino, è positivo su molti fronti

Dopo le polemiche dei giorni scorsi il sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni torna a parlare degli speed check installati sul territorio comunale. Il primissimo bilancio, secondo il primo cittadino, è positivo su molti fronti:

“Gli autovelox, o meglio gli speed-check, hanno fatto parlare parecchio di sé, in questi giorni; in molti, dopo le iniziali perplessità, hanno segnalato riduzioni significative della velocità nelle vie in cui questi dispositivi sono stati installati (evitando i dossi rallenta-traffico). Questo è un primo, e concreto, risultato.  Ma gli speed-check sono solo una minima parte degli interventi di sicurezza stradale previsti ed in corso di realizzazione e completamento: nuovi attraversamenti pedonali, isole spartitraffico, illuminazione dei punti più critici. Lo ricordo: su un programma da 700.000 euro complessivi per la sicurezza stradale, gli autovelox incidono per circa 20.000 euro. E, ricordiamo anche questo, il programma è stato finanziato da Regione Lombardia con un contributo a fondo perduto di 350.000 euro, uno degli importi più alti erogati ai beneficiari del bando cui abbiamo partecipato. La scelta degli speed-check, posizionati nei punti a più alta incidentalità, è stata valutata positivamente ed è stato avviato un monitoraggio che, tra un anno, dirà il grado di efficacia di questa misura e di tutte le altre in corso di attuazione. Che non possono avere né hanno come fine – come invece afferma, abbastanza disinformato, qualcuno – il desiderio di fare cassa. Gli speed-check fanno notizia; il resto, purtroppo, meno. Ma a noi interessa soprattutto che non ci siano più notizie di investimenti e incidenti”.

Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Un Paese normale ha pochissimi limiti di velocità. Nel land tedesco più vicino all’Italia, ad esempio, i limiti sono DUE : 50 e 90 km/ora. L’autostrada non ha limiti. Nel paese della pubblica amministrazione italiana possiamo normalmente avere 5 o 6 limiti di velocità differenti lungo tre km della stessa strada provinciale o statale. La segnaletica mostra la gamma completa dai 20 ai 130 km/ora. Visto che manca, suggerisco ai normatori frustrati di pretendere la “Zona 10 km/ora”.

  2. Scritto da Andrea Baldelli

    …..ma la Bre.be.mi nn doveva far diminuire il traffico? Meglio assumere qualche agente in più.

  3. Scritto da roberta

    Ai sensi delle normative vigenti questi contenitori non possono essere utilizzati per ospitare (lungo le strade urbane) apparecchi rilevatori di velocità non presidiati fisicamente da agenti.
    Quindi in quanto tali sono inutili.
    Si auspica esposto alla corte dei conti per potenziale danno erariale.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Pensi un po’: io auspico invece un cambiamento delle norme vigenti, in modo che non serva più il presidio degli agenti.

      1. Scritto da Marco Valli

        Io auspico che li paghino il valore reale, non 20 volte di più perché tanto usano i soldi nostri. Poi li legalizzino pure a rilevare la velocità senza gli agenti presenti: la cosa non può che far piacere a chi ama il rispetto delle regole

        1. Scritto da lori

          E intanto tutti quelli già installati chi fa restituire i soldi ai sindaci per aver sprecato così i soldi pubblici? Che repubblica da quarto mondo

  4. Scritto da Luigi

    In Svizzera e Germania non hanno bisogno di queste costosissime carnevalate arancio (che ovviamente vanno ad arricchire qualcuno) per far rispettare i limiti di velocità! Saranno extraterrestri?

    1. Scritto da mario pellerey

      appunto, cui prodest? ‘sti bombolotti arancione mi ricordano i tempi della DDR che appostava le Lada con il dispositivo rileva velocità appena dopo le deviazioni, protetta da un cartello inusuale, chiunque capiva, almeno chi viaggiava per professione come me, che dietro il cartello c’era il succhia demark pro DDR…..

  5. Scritto da il polemico

    fino a venerdi ,sti famosi scatolotti arancioni erano ancora sprovvisti dell’indicazione di velocità che si deve tenere,però spendere 80mila euro per 23 postazioni,quando un servizio delle iene quantificava un preventivo di circa 150 euro ogni singolo pezzo,vabbe che poi si devono mettere 23 cariolate di malta per fare il fondo,però. ……mahhhh