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Sesto appuntamento con Art Up alla Popolare di Bergamo: in mostra Darren Almond

Incontri ravvicinati con la collezione d’arte di Banca Popolare di Bergamo a cura di Enrico De Pascale: il sesto appuntamento, dal 1 al 30 giugno, è con un'opera di Darren Almond, uno dei più significativi esponenti della scena artistica internazionale.

Banca Popolare di Bergamo promuove il progetto ART UP, un’iniziativa culturale finalizzata alla conoscenza del proprio patrimonio artistico. Ogni mese, un’opera d’arte diversa facente parte della collezione della Banca, viene esposta al pubblico nell’atrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8. Non una semplice presentazione, ma un vero e proprio “invito” alla lettura e alla fruizione tramite schede storico-critiche illustrate e collezionabili, realizzate per l’occasione dallo storico dell’arte Enrico De Pascale, Curatore responsabile della collezione. Con il progetto ART UP vengono così rese visibili opere d’arte antica e contemporanea normalmente “inaccessibili” perché ubicate negli uffici, nelle filiali, nei caveaux della Banca.

La collezione d’arte della Banca, che assomma diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

Dal 1 al 30 giugno 2015 prende avvio il sesto appuntamento del progetto Art Up – dichiara Osvaldo Ranica, Direttore Generale di Banca Popolare di Bergamo –, con l’esposizione di un’opera di Darren Almond, uno dei più significativi esponenti della scena artistica internazionale. Considerato tra i massimi fotografi contemporanei, l’artista si è imposto all’attenzione del pubblico per le sue ricerche sul mondo naturale, indagato con una immaginazione visionaria e un sentimento del Bello che sono in perfetta continuità con la tradizione del paesismo romantico inglese, da Constable a Turner a Cozens”.

DARREN ALMOND

Fullmoon@Svartifloss

(2007 – cm 150 x 120 – C-print)

L’opera è parte di un celebre ciclo fotografico intitolato Fifteen Minute Moons che l’artista ha realizzato a partire dal 1998 in diversi luoghi del pianeta. Si tratta di un suggestivo progetto che ha come protagonista il paesaggio naturale, il quale è fotografato nelle ore notturne sfruttando unicamente la luce della luna piena e con un tempo di esposizione di 15 minuti. Ne derivano immagini di una bellezza clamorosa, quasi irreale, nelle quali i paesaggi risultano immersi in una luce insolitamente chiara, tanto che la notte sembra essersi trasformata in giorno. Fullmoon@Svartifloss fa parte di questa straordinaria serie e rappresenta una celebre cascata ubicata in Skaftafell National Park (Islanda). Grazie alla tecnica adottata dall’artista, il violento getto d’acqua si tramuta in una specie di raggio di sole (o di luna) che trasfigura l’intero paesaggio circostante. Almond si colloca nel solco dell’illustre tradizione dei paesisti romantici del XVIII e XIX secolo – da Crome a Cozens, da Constable a Turner a Friedrich – realizzando immagini di misteriosa suggestione, frutto di una contemplazione del paesaggio quasi religiosa, certamente commossa.

DARREN ALMOND

(Wigan GB, 1971)

Formatosi alla Winchester School of Art di Londra, Almond utilizza la fotografia, il video, l’installazione e la scultura per indagare i temi del tempo, della memoria e del viaggio. Come un pioniere romantico interessato agli aspetti più nascosti della geografia e della storia, ha percorso le strade sconosciute di remoti villaggi inglesi, ha solcato i mari meno battuti, visitato i luoghi più impervi del pianeta. I suoi lavori sono il frutto di una ricerca maniacale per la bellezza e l’equilibrio formale nascosti nell’universo naturale. Dall’orologio digitale che ha attraversato l’oceano nel container di una nave commerciale al reportage sulle miniere del Kazakhstan; dal video Traction sugli incidenti di lavoro alla serie di foto scattate con la luna piena, la sua opera intreccia la ricerca antropologica con l’arte del paesaggio. Si è distinto quale artista tra i cento giovani più interessanti per il libro di culto Cream 3 delle edizioni Phaidon Press (2003). Ha preso parte alle mostre Sensation. Young British Artists from the Saatchi Collection (1997); Apocalypse, Royal Academy of Arts, Londra (2000); Biennale d’Arte di Venezia (2003); the Tate Triennial, Tate Britain and Frac Lorraine, Metz (2009); 6th Biennale da Curitiba and Miami Art Museum (2011); Good Night, The Israel Museum, Jerusalem (2012); Art Tower Mito, Japan (2013); To Leave a Light Impression, White Cube, London (2014); Landscape in Motion, Kunsthaus Graz (2015). Nel 2005 è stato tra i finalisti del prestigioso Turner Prize, che ogni anno premia il miglior artista britannico

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