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Nozze gay, eutanasia, fecondazione: referendum per decidere? Di’ la tua

C'è una proposta nuova sui temi eticamente sensibili. L'ha avanzata Giuseppe Fioroni, leader degli ex popolari del Partito democratico dopo la decisione irlandese di dire sì alle nozze gay. Si tratta di un referendum di indirizzo che consegni temi quali i matrimoni gay, l'eutanasia, la fecondazione artificiale alla volontà diretta dei cittadini.

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C’è una proposta nuova sui temi eticamente sensibili. L’ha avanzata Giuseppe Fioroni, leader degli ex popolari del Partito democratico dopo la decisione irlandese di dire sì alle nozze gay.

Si tratta di un referendum di indirizzo che consegni temi quali i matrimoni gay, il testamento biologico, l’eutanasia, la fecondazione artificiale alla volontà diretta dei cittadini che in questo modo impegnano le Camere a produrre leggi in linea con l’effettiva volontà della maggioranza degli elettori.

Alla luce anche del clamoroso risultato arrivato dalla cattolicissima Irlanda, dove la maggioranza degli elettori si è dichiarata favorevole ai matrimoni gay con lo storico referendum del 22 maggio, Fioroni ha deciso di rompere gli indugi annunciando a ilfattoquotidiano.it la sua iniziativa: “Questioni come matrimonio gay, eutanasia, fecondazione, adozioni e tutte le altre innescate dalla medicina più innovativa, sono problemi così intimi che mi pare fuori luogo lasciare alla sola determinazione degli eletti. Meglio far decidere i cittadini attraverso refendum di indirizzo ai quali il Parlamento dovrà poi adeguarsi elaborando le relative proposte di legge”.

Fioroni non ne ha parlato con Matteo Renzi nè con i vertici del partito. 

Tu cosa ne pensi? Devono decidere i parlamentari (magari in fretta) oppure devono decidere i cittadini? Mandaci un commento o scrivi un intervento a bergamonews@gmail.com

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Commenti

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  1. Scritto da gianluca

    Secondo me prima dovrebbero approvare il ddl cirinná e poi fare il referendum sul matrimonio egualitario

  2. Scritto da Fabio

    il problema di questa classe politica che in 30 anni non hanno fatto mai nulla. il referendum su matrimoni gay significherebbe bloccare le unioni civili. E se dopo il referendum anche in Italia vincesse il matrimonio gay? Accetterebbero la sconfitta ma come altri referendum morirebbero li … Vedasi acqua pubblica… I gay non accettano una situazione al ribasso delle unioni civili che già sancirebbe in Italia una discriminazione nei confronti dei gay stessi.

    1. Scritto da Luigi

      Lei fa confusione tra matrimonio (unione religione) con unione civile (riconosciuta da autorita’ non religiosa). Sulla prima sono fattacci della chiesa, la seconda riguarda la legge nazionale. Tralasciando il suo esempio infelice sull’acqua (l’acqua non e’ MAI stata privata!!) non capisco questa “situazione al ribasso”. Omossessuali (ed eterosessuali) han sempre e solo richiesto un riconoscimento della coppia NON religioso

  3. Scritto da Nina

    Ma i temi della società sono sempre e solo questi? Matrimoni gay: show per 4 esibizionisti. Acquisto e vendita di bambini, inno alla morte egoistica….

    1. Scritto da Daniele

      Se per te la fecondazione artificiale, cioè impiantare nell’utero di una donna embrioni affinché vi si sviluppino e poi nascano all’interno di una famiglia è “acquisto e vendita di bambini” scusa se te lo dico, ma hai qualche problema cognitivo.

    2. Scritto da Marco C.

      Che grande apertura mentale! E ora continua pure a leggere Libero

  4. Scritto da Franco

    Come disse un presidente americano (non ricordo quale) “i diritti delle minoranze non possono essere decisi dalle maggioranze”.
    la pericolosità di queste proposte è che la maggioranza possa decidere quali diritti umani concedere o no, ed io NON sono d’accordo perchè un diritto, se è tale, DEVE essere garantito dallo Stato a prescindere da come la pensino i cittadini.
    Altrimenti le donne non avrebbero mai avuto pari diritti e nemmeno i neri dell’America o del Sudafrica.

    1. Scritto da Daniele

      Sono d’accordissimo con te, ma in questo particolare momento e in questo particoalre luogo ci troviamo di fronte ad una situazione in cui molto probabilmente la maggioranza vorrebbe un’apertura su questi temi, mentre gli apparati statali che dovrebbero tutelare i diritti di queste minoranze sono impastoiati da influenze esterne e rompicapi etici che soltanto il voto popolare potrebbe scardinare.