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Atalanta, bene la salvezza ma è la fine di un ciclo Urge una rifondazione

Archiviata con l'ennesima sconfitta interna una stagione con più ombre che luci, la società nerazzurra in estate dovrà decidere cosa fare da grande: sarà rivoluzione o ci si accontenterà ancora del minimo sindacale?

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Una delle più sofferte stagioni in serie A dell’Atalanta si conclude come non poteva che concludersi, ossia con l’ennesimo ko interno. Se all’inizio del campionato qualcuno mi avesse detto che avremmo perso 8 gare casalinghe con la rosa che avevamo gli avrei dato del pazzo.

La sconfitta con il Milan per fortuna non ha creato alcun problema all’Atalanta, ormai già salva da un paio di settimane, ma ha lasciato certamente con l’amaro in bocca i numerosi tifosi accorsi allo stadio nella speranza che almeno nell’ultima partita ci fosse un’inversione di tendenza rispetto all’andamento che c’è stato lungo l’intero arco del torneo. Invece, ahimè, il copione è stato pienamente rispettato, con l’Atalanta che è partita bene durante il primo tempo, riuscendo a colpire una traversa con Denis e passando in vantaggio con un bel colpo di testa di Baselli. Ma poi il pallino del gioco è passato in mano al Milan che pur non facendo nulla di trascendentale ha ribaltato in 3 minuti il risultato grazie ad un rigore di Pazzini e ad un gol del Jack, applauditissimo dall’intero stadio al suo ritorno a Bergamo. Nella ripresa l’Atalanta ha anche provato a rimettere in sesto il match, attaccando con insistenza, ma di nuovo il Jack ha siglato la sua seconda marcatura e la vittoria finale del Milan.

Altro non voglio aggiungere della gara di sabato sera se non il comportamento da grande uomo di Jack Bonaventura, applaudito prima, durante (senza esultare ai due gol) e dopo la gara: sette gol in questo campionato, secondo marcatore del Milan, confermano che il ragazzo marchigiano è davvero un grande giocatore.

Alla fine del campionato sono di rito le considerazioni finali. La prima, quella che conta di più, è l’aver raggiunto la salvezza. Si perché, tutto sommato, una volta tanto si può dire che alla fine è andata veramente di lusso: in altre annate, saremmo certamente piombati in serie B, ma stavolta la fortuna ci ha riservato la presenza di tre squadre davvero imbarazzanti di fronte alle quali fare peggio era veramente impossibile.

Quale è l’altra faccia della medaglia? E’ il fatto, diciamola chiara, che probabilmente questa squadra è alla fine di un ciclo, soprattutto lo sono alcuni giocatori, e questo costringerà la società questa estate a muoversi con grande decisione sul mercato. Allora da dove partire? Quali le pedine da non muovere sullo scacchiere e sulle quali puntare per la nuova stagione? Vediamo, reparto per reparto, le mie personalissime scelte.

In porta, poco da dire, Sportiello ha giocato una grande stagione, anche grazie alle sue parate la Dea ha costruito la propria salvezza. Dietro di lui credo che sia Avramov che Frezzolini possano proseguire.

In difesa vengono le prime dolenti note: se volessi essere estremista, gli unici che terrei sono Masiello (nonostante le sue ultime opache prove), e Zappacosta, ma ovviamente così non potrà essere. E allora, se il fisico lo reggerà ancora un anno ben andrebbe tenere Biava, così come tutto sommato l’avvocato Stendardo, che pur nella sua rudezza garantisce sempre grande combattività. Pollice verso invece per Cherubin, Benalouane, Bellini (grazie per tutto quello che hai fatto, ma è arrivata l’ora di chiudere), Dramè, Del Grosso, Scaloni.

A centrocampo le scelte non sono facili. Baselli e Grassi rappresentano il futuro, non vanno ceduti. Stesso discorso per D’Alessandro, arrivato a Bergamo come uno dei più forti giocatori della serie B e troppo poco utilizzato da Colantuono: è bastato dargli un po’ di fiducia ed ha dimostrato di poter stare tranquillamente nel gruppo, anzi meglio di altri. Sinceramente di questo Ciga e questo Carmona ne possiamo anche fare a meno, ma sappiamo anche che sono capaci di giocare al calcio e allora potrebbero restare a patto che gli vengano date le motivazioni giuste per farlo, altrimenti via, meglio che cambino aria. Migliaccio è un uomo squadra, quindi bene se resta (ma se dovesse andare non ci strapperemmo i capelli), Esti non rotto è a mio avviso un gran giocatore su cui puntare e infine CR77, senza Bellini, è il simbolo della bergamaschità, poco talento ma grande cuore e allora credo lo vedremo ancora sgroppare sulla fascia. Presumo invece che lascerà la nostra città Urby Emanuelson portandosi dietro qualche pallone così da averne sempre uno pronto da usare per poter scartare anche sua nonna.

Il reparto avanzato ha a mio avviso solo 3 certezze: i due nanerottoli argentini Maxi (si parla con insistenza di una sua partenza, io non lo cederei mai, sempre tra i migliori) e Papu (certamente se l’avessimo avuto tutto il campionato le cose sarebbero andate diversamente) e poi Pinigol, grande e acrobatico attaccante, ci ha fatto vedere alcune delle pochissime cose belle di questa annata. Bianchi (dalla sua solo la scusante di essere stato poco impiegato) ha dimostrato di essere ormai un ex giocatore, Boakye è partito bene ma poi anche lui poco impiegato si è perso per strada. E infine il Tanque: dovessi esprimermi col cuore lo terrei a vita, ma è indubbio che dopo diverse stagioni nelle quali ha tenuto in piedi da solo la squadra, è arrivato il momento di valutare con attenzione la sua possibile cessione, ovviamente a patto di poterlo sostituire degnamente.

Ah quasi dimenticavo, capitolo allenatore: forse andrò controcorrente ma personalmente non terrei Reja, allenatore si di lungo marciapiede ma anche di vecchio stampo. E allora butto lì un nome, della serie torna a casa Lessie: Roby Donadoni, potrebbe essere l’uomo giusto, persona seria e capace. Ma tanto so che Percassi ha già deciso e ci dovremo tenere il mister goriziano anche per la prossima annata.

Dunque, a conti fatti dopo le mie considerazioni, credo ci vorrebbe un occhio della testa per rifondare in una sola stagione una rosa come quella attuale, quindi temo che i miei desiderata si possano realizzare solo in parte.

Tutto dipende da quali saranno gli obiettivi che la società si porrà per il prossimo anno: stagione di transizione o puntare in alto?

Chi vivrà vedrà.

Il Bore

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Commenti

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  1. Scritto da Luca

    Baselli va ceduto, zero carattere, ha buona tecnica ma non basta.Cigarini è il miglior centrocampista visto a Bergamo negli ultimi 20 anni. Si deve tenere!Carmona con una buona offerta può anche partire, ma, resta un’ottimo giocatore. Bellini andrebbe spostato al ruolo di Team Manager. In difesa terrei solo Biava, Stendardo(per la panca) e Dramè come riserva. Va ricostruito tutto il reparto. Migliaccio andrebbe confermato ed Esti non si tocca. In porta se parte Sportiello prenderei Brignoli.

  2. Scritto da enzo

    Ora non si cominci con la solita telenovela dell’allenatore.Se la società ha scelto Reia lo si lasci lavorare in pace senza pregiudizi ,visto che se arrivasse qualcun altro dopo due pareggi e una sconfitta incomincerebbe la solita litania dell’AVEVO DETTO! Non incominciamo come con Colantuono criticato sbeffeggiato e ora guarda caso ancora in seria A con una signora Società come l’Udinese.

  3. Scritto da nino cortesi

    Molto buona l’analisi. Due errori gravi che sembrano dettati da dicerie sbagliate di curva.
    Benalouane è il miglior difensore che abbiamo , anche se è giovane e va disciplinato. Ce lo pettineranno.
    Cigarini è da tenere inchiodato a Bergamo.

  4. Scritto da solodea

    E’ una squadra da rifondare basandosi su certi giocatori che non devono essere ceduti. Condivido il parere su Baselli, di certo un giocatore con i numeri ma privo assolutamente di carattere che, dovrebbe, crescere con l’esperienza. Allenatore: anch’io credo che per rifondare serve chi imposti un progetto, ma credo che la Società abbia già speso un impegno, ma essendosi liberata dall’onere di Colantuono … E’ da tener presente inoltre che Pinilla non si riposerà perché ha la Copa America.

  5. Scritto da filippaus

    Analisi perfetta! Speriamo nel ritorno di Donadoni.

  6. Scritto da ALBERTO

    Benalouane miglior difensore, da tenere. Cigarini e Carmona privi di stimoli. Monetizzare non come fatto per Bonaventura. Regalato. Nessun accenno alla politica dei giovani. Tenere Baselli e costruire intorno una squadra con mix giovani e anziani da combattimento. Reja e Marino via subito.

  7. Scritto da Francesco

    Qui lo dico e qui lo nego. Occhio perché con Carpi e Frosinone si farà un altro mercato al risparmio, trattenendo giocatori che rientrano dai vari prestiti e retrocessi, a conferma che non sono uomini adatti per allestire una rosa competitiva in serie A. Si punterà all’obiettivo salvezza dei poveri al minimo sindacale e poi remi in barca sperando che accada prima possibile e non ci si debba mangiare il fegato come quest’anno sciagurato. ricordiamoci che ci siamo salvati per 3 miseri punti

  8. Scritto da Reja

    Controcorrente con Reja? Beh, mi sembra di leggere in giro che non sono tutti proprio convinti. Prandelli, Donadoni o Ventura sarebbero ottimi

  9. Scritto da Gio da PV

    Ottima analisi , credo condivisibile dai più. Per i portieri io ne terrei uno tra Avramov e Frezzolini ma con l,aggiunta del ns primavera che sostituirá Sportiello quando verrá ceduto. Non si può rifondare una squadra con Reja, uno che ha cambiato 25 squadre in 35 anni (quasi una ogni anno). Se la sua avventura a BG si concludesse subito, penso che ben pochi lo rimpiangerebbero. A quando un’analisi altrettanto franca e sincera sugli uomini della stanza dei bottoni?

  10. Scritto da paolino

    Non sono d’accordo
    Secondo la mia opinione baselli è assolutamente da cedere: giocatore privo di carattere, che si limita a fare il compitino e che si impegna solo quando sa di essere sotto osservazione (vedi l’ultima partita con il milan). Bianchi ha sempre messo il cuore nonostante le continue critiche.