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Legno e architettura: fa tappa a Bergamo “Extreme Wood”

Fa tappa a Bergamo fino a domenica 31 maggio “Extreme Wood - Verso una nuova architettura in legno" (dalle 14 alle 17, venerdì fino alle 19), la mostra itinerante e online partita dal Festival Gate di Salerno che approda all’Urban Center su iniziativa dell’Ordine degli Architetti PPeC della Provincia di Bergamo in collaborazione con Wood Beton/Gruppo Nulli.

Fa tappa a Bergamo fino a domenica 31 maggio “Extreme Wood – Verso una nuova architettura in legno" (dalle 14 alle 17, venerdì fino alle 19), la mostra itinerante e online partita dal Festival Gate di Salerno che approda all’Urban Center su iniziativa dell’Ordine degli Architetti PPeC della Provincia di Bergamo in collaborazione con Wood Beton/Gruppo Nulli.

La mostra raccoglie i nuovi progetti- manifesto italiani che da qualche anno alcuni progettisti italiani e internazionali hanno sperimentato tramite l’uso innovativo di strutture e rivestimenti in materiali naturali.

Nelle architetture contemporanee più riuscite, il legno, materiale ecosostenibile/riproducibile per eccellenza, oltre ad offrire leggerezza e libertà strutturale, consente di creare emozioni, forme e spazialità inedite. Alle più tradizionali coperture triangolate, cupole o capanne dalle geometrie variabili, molto economiche ed efficienti per coprire grandi luci, si affiancano tecniche costruttive come xlam, gridshell e assemblaggi di travi sagomate che, grazie alla progettazione parametrica e al taglio a controllo numerico, possono assumere qualsiasi forma passando in poche ore dai files digitali dei progettisti alle aziende che realizzano i prototipi e alle forniture in cantiere.

Una rivoluzione economica, culturale, estetica e di sostenibilità. In molti territori, anche marginali o periferici, stanno nascendo piccole e medie aziende, laboratori di fabbricazione tecnologicamente avanzati, diretti da artigiani/makers con macchine automatizzate che contribuiscono all’innovazione e allo sviluppo del lavoro e dell’economia locale.

Il valore aggiunto della collaborazione tra tecnologi, progettisti e artigiani evoluti nella realizzazione di prototipi personalizzabili consente di realizzare strutture e spazi originali assecondando le richieste del mercato a costi competitivi.

Per il taglio e l’assemblaggio dei componenti in legno i progettisti utilizzeranno sempre più questi fab-lab di seconda generazione e tecnici nativi digitali che evolvendo verso il settore delle costruzioni e dell’interior design potranno trovare clienti e opportunità adeguate per sviluppare business da artigiani del futuro.

Flessibilità del design, economicità strutturale, velocità di produzione e assemblaggio suggeriscono una diffusione capillare delle costruzioni in legno che modificherà profondamente le competenze e l’organizzazione del lavoro nella filiera dell’edilizia.

Le dieci opere presenti in mostra

Da oltre trent’anni pioniere dell’uso strutturale e delle tecniche di assemblaggio del legno con l’acciaio e il vetro è Renzo Piano che, a partire dallo spettacolare studio di Genova a picco sul mare, sperimenta tecnologia, leggerezza, dettagli e calore dei materiali naturali.

Dal centro culturale Jean-Marie Tjibaou in Nuova Caledonia, con struttura in lamellare e brise soleil in legno, forse l’opera più poetica e integrata nel paesaggio mai realizzata, ai grandi archi autosimili della Fondazione Pathè a Parigi, alle doppie travi lineari per l’estensione del Kimbell Museum a Dallas, o alle travi curve e ai rivestimenti del museo Astrup Fearnley di Oslo, fino alla struttura portante e al decoro multicolore dell’Auditorium del Parco per l’Aquila, passando per l’esperimento di casa minima Diogene, una spettacolare villa privata in Colorado e le residenze Le Albere a Trento.

Nelle opere del Renzo Piano Building Workshop potenzialità e varietà d’uso del legno, sia negli edifici pubblici che in quelli privati, trovano una straordinaria creatività, tecnica e sensibilità.

Le dieci opere realizzate o in via di ultimazione in Italia, raccolte nella cornice ‘Extreme Wood’, sono esemplificative di ricerche architettoniche dove l’utilizzo del legno è innovativo e opportuno, talvolta didattico. Con diverse sensibilità questi progetti-manifesto propongono un uso onesto dei materiali cristallizzando la metamorfosi della cultura architettonica verso la sostenibilità.

Consapevolmente gli architetti non sembrano utilizzare al cento per cento le potenzialità offerte dalla tecnologia ma le opere sono estreme da punti di vista complementari e indicano percorsi di ricerca promettenti. In mostra e nel catalogo si possono approfondire gli eleganti e dimostrativi edifici per il lavoro di Modus, De8 e Dgt o i sofisticati padiglioni temporanei per Expo Milano di X- Tu, Link-Arc e De Lucchi, o ancora le attrezzature low-tech integrate nel paesaggio per la fruizione dei waterfront di Proap e, infine, le infrastrutture pubbliche, alcune tra i tanti magnifici esempi realizzati da Piano, Tagliabue e Cucinella.

Estremo tra gli estremi il padiglione francese, reinvenzione spaziale del mercato coperto, è un monolite discretizzato che utilizza il legno come materiale unico per strutture, pavimenti e facciate; gli incastri nascondono i giunti riproducendo l’estetica astratta e le geometrie tipiche del mondo makers caratterizzate da modelli stampabili e assemblabili. Le travi incrociate sagomate e l’edificio stesso possono essere realizzati in qualsiasi dimensione senza perdere in eleganza, dinamicità ed efficacia.

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