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Dopo Palazzo Italia l’assistenza ai turisti: Pesenti volontario a Expo

Non solo la realizzazione di Palazzo Italia, Carlo Pesenti ha voluto sostenere Expo anche da volontario mettendosi al fianco di tanti giovani nell'accoglienza ai turisti per due settimane: “Ho creduto nella manifestazione dal primo momento, mi pare una grande opportunità per l'Italia”.

Spogliarsi della “divisa” da amministratore delegato di un colosso mondiale del cemento per indossare quella multicolore da volontario Expo, confondendosi tra migliaia di giovani per dare indicazioni ai turisti su come visitare al meglio i padiglioni dell’esposizione universale di Milano: Carlo Pesenti, numero uno di Italcementi e della holding Italmobiliare, ha dimostrato anche nei fatti di essere un grande sostenitore della manifestazione e non solo per aver fornito i materiali innovativi con cui è stato realizzato Palazzo Italia.

“Ho sempre creduto nell’Expo fin dal primo momento – ha confidato a Francesco Manacorda de La Stampa – Mi pare una grande opportunità per l’Italia”.

Opportunità che Pesenti ha voluto vivere in prima persona, andando oltre il suo ruolo di amministratore delegato di Italcementi che lo aveva visto in prima linea per la realizzazione del padiglione italiano e dei suoi 750 pannelli che hanno ricoperto 9mila metri quadri di superficie con duemila tonnellate di cemento biodinamico “mangia smog”.

Come ogni altro volontario Carlo Pesenti ha indossato felpa o polo bianca con colletto azzurro e “V” rosa, girando per i padiglioni con la borsa d’ordinanza su due turni, dalle 9.30 alle 13 o dalle 14.30 alle 20: in questo modo ha potuto tastare con mano anche la grande forza di volontà di tanti giovani che, lasciate da parte le polemiche, si sono messi a disposizioni con il proprio tempo e le proprie capacità per far sì che tutto funzionasse al meglio.

“Sono antipolemico per definizione – ha detto sempre a La Stampa – e mi pare che la macchina funzioni, visto che la partenza è stata senza problemi e ogni volta che ci ritorno vedo il sito migliorato. Noi italiani siamo specializzati nell’autodenigrarci, ma qui ho visto tantissimi stranieri che mi chiedevano, ad esempio, dove comprare i nostri prodotti: vengono qui per l’Italia e per lo stile di vita che rappresentiamo”.

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