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In ospedale a Treviglio dopo una sparatoria: scattano 11 arresti

Sgominata banda specializzata in spaccate. In manette otto malviventi tra i 23 e i 34 anni. Altri tre erano già stati arrestati il 20 maggio all'ospedale Treviglio, dopo uno scontro a fuoco con i carabinieri del nucleo radiomobile, in seguito a un furto in tabaccheria di Brescia

Erano specializzati in furti con spaccate ai danni di negozi. La notte tra martedì e mercoledì i carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso hanno fermato 11 cittadini albanesi, accusati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di delitti contro il patrimonio.

Le indagini, molto complesse, sono state coordinate da Andrea Zanoncelli della procura della repubblica di Pavia.

Il modus operandi era sempre lo stesso: i malviventi rubavano un’auto di grossa cilindrata, le sostituivano la targa e poi la usavano per scardinare la serranda, grazie a un cavo. Fondamentale la collaborazione del personale medico dell’ospedale di Treviglio, che dopo il ricovero di tre uomini per una sparatoria chiese l’intervento delle forze dell’ordine. 

In un mese e mezzo, stando alle indagini, sono riusciti a mettere a segno otto furti ai danni di tabaccherie, farmacie e un negozio di abbigliamento, oltre che in sei abitazioni sparse tra le provincie di Milano, Brescia, Pavia e Bergamo.

In manette otto malviventi tra i 23 e i 34 anni. Altri tre erano già stati arrestati il 20 maggio a Treviglio, dopo uno scontro a fuoco con i carabinieri del nucleo radiomobile, in seguito a un furto in tabaccheria di Brescia. Pedinati, non avevano rispettato l’alt dei militari e avevano anche tentato di investirne uno. I ladri erano scappati a tutta velocità.

Intorno alle 3 del mattino, però, proprio nella Bergamasca, all’ospedale di Treviglio, tre uomini feriti si erano presentati al Pronto Soccorso dove erano arrivati nonostante una gomma forata. Le ferite da arma da fuoco avevano subito messo in allarme i medici che avevano contattato le forze del’ordine, che dopo averli arrestati avevano fatto partire l’indagine.

Tra Corsico, Vimodrone, Cassano d’Adda e Abbiategrasso sono stati bloccati gli altri componenti della banda.

Il procuratore della Repubblica, Gustavo Cioppa, ha spiegato che l’organizzazione non aveva alcun capo e poteva contare su armi e telefoni satellitari e conosceva molto bene il territorio.

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