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Condividere e aprirsi: gli imperativi del futuro per l’industria 4.0 video

Sharing and opening. Condividere le innovazioni e aprirsi a nuovi mercati sono gli imperativi che emergono dall'assemblea annuale congiunta del Gruppo Metalmeccanici ed il Gruppo Servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Bergamo.

Sharing and opening. Condividere ed aprirsi. Giovanna Ricuperati, presidente del gruppo Servizi Innovativi e tecnologici di Confindustria Bergamo nella sua relazione all’assemblea annuale che si è svolta alla fiera di Bergamo li rimarca più volte. In fondo, dice, “una volta pensavamo alle miniere sotto terra, oggi abbiamo tutto archiviato tra le nuvole”. Quel condividere e aprirsi ritorna nelle parole del presidente di Confindustria Bergamo, Ercole Galizzi.
“E noi che cosa vogliamo essere? – Chiede il rettore Stefano Paleari –. Siamo disponibili a cambiare la nostra disposizione per essere diamanti? Certo le misure prese recentemente dal Governo che aumentano le spese per la previdenza e non guardano alle giovani generazioni ci dicono che siamo condannati ad essere carbone”. Il professor Paleari stila anche una lista con sette categorie di persone: quelli del dire per dire; del dire per fare; quelli che fanno; quelli che distruggono ciò che è già fatto; quelli che fanno per dire, in una continua azione senza meta.
“Tagliando gli estremi potremmo concentrarci su soli due gruppi: quelli del dire per fare e del fare – sottolinea il rettore – perché quel dire per fare è il conoscere per essere consapevole. E la conoscenza è la scuola, l’università, il lavoro, i luoghi di vita. Oggi dobbiamo aprirci e essere lottare. Chi non lotta è vecchio, fuori dai giochi”.
Parlare di lotta è quasi quotidianità per il Gruppo Metalmeccanici. Lo si comprende dalla relazione del presidente del gruppo, Roberto Zappa, che chiama gli imprenditori a cambiare modello di impresa: “Siamo in linea con i dati italiani, ma con delle punte positive: esportiamo in Paesi altamente competitivi, segno che la qualità è il calibro sul quale si fonda la nostra produzione. Anche se i dati sono positivi e ci vedono ai primi posti, tutto questo non ci basta, dobbiamo aprirci e condividere, dobbiamo scambiarci informazioni e fare rete”.
E mostra con orgoglio il filmato girato da Alberto Nacci tra le imprese metalmeccaniche della bergamasca.
Se Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, evidenzia che “Tra i vincoli che pesano di più sulla ripresa c’è il costo del lavoro. Un tema che non si vuole mai affrontare, eppure era già stato affrontato da Luciano Lama in un’intervista ad Eugenio Scalfari nel 1978, quando ribadiva che il salario è una variabile indipendente”, tocca a Pio De Gregorio (Head of Business Analysis Ubi Banca) sottolineare quanto la qualità conti come fattore determinante per l’export per le imprese orobiche. “È pari all’83%, il secondo punto per essere competitivi, sempre secondo le industrie bergamasche è, per il 56% degli intervistati, la flessibilità produttiva. Ovvero la capacità di evadere gli ordini in tempi brevi. Infine alla domanda: qual è il peso degli investimenti? Per molte aziende risulta essere più del 5% del fatturato. E il 57,3% degli imprenditori intende aumentare gli investimenti nei prossimi tre anni”.
E a ricucire quella trama che vede l’industria meccanica pronta alle nuove sfide è Giovanna Ricuperati che afferma: “Solo da un’industria evoluta può ripartire il rinascimento europeo. La manifattura è al centro di questa rinascita che si basa su innovazione e tecnologia. Per questo anche noi che offriamo servizi e conoscenze siamo pronti a metterci in gioco per fare squadra e creare quell’industria 4.0. Una nuova rivoluzione industriale ci attende. Dopo la prima che si basava sulla macchina a vapore, l’industria tessile e la metallurgia, dopo la seconda con l’elettricità e la petrolchimica e la terza, con l’elettronica, le telecomunicazoni e l’informatica, ci aspetta l’industria 4.0 che guarda alle energie rinnovabili, ai prodotti sostenibili e all’internet delle cose. Noi ci siamo, aperti e pronti a condividere”.

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