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Bergamo fa Sistema e si presenta all’Expo con tutti i suoi primati fotogallery video

Bergamo vista dall’Expo è una terra fantastica, ricca di interessi e gioielli artistici perché crocevia di viaggi commerciali. Lo ha rimarcato negli itinerari proposti nella giornata di lunedì 25 maggio all’interno dell’esposizione universale di Milano

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Bergamo vista dall’Expo è una terra fantastica, ricca di interessi e gioielli artistici perché crocevia di viaggi commerciali. Lo ha rimarcato negli itinerari proposti nella giornata di lunedì 25 maggio all’interno dell’esposizione universale di Milano con un convegno a Cascina Triulza, una conferenza stampa a Palazzo Italia per presentare la presenza di Bergamo nell’ambito di Expo e l’inaugurazione degli uffici di rappresentanza del Sistema Bergamo. La nostra città è una dei sei capoluoghi di provincia ad avere questa visibilità nell’ambito del progetto Anci x Expo.

A fare gli onori di casa a Cascina Triulza è stata Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura e all’Expo del Comune di Bergamo: “Abbiamo lavorato e stiamo lavorando su progetti per valorizzare e far conoscere il nostro territorio che è ricco di cultura, arte e musica. Dall’Accademia Carrara a Donizetti, dalla valle di Astino alle grandi mostre di Palma il Vecchio e in ottobre di Malevic, senza dimenticare il grande patrimonio culturale e la preziosa banca del germoplasma che ben si inserisce nel tema di Expo. Bergamo ha molto da offrire, stiamo facendo in modo di accompagnare alla scoperta di tutto ciò sia i cittadini di Bergamo che i turisti”.

LO STOCCAFISSO E LA POLENTA

Bergamo terra ospitale. Terra dove gli ospiti hanno sempre aggiunto qualcosa del loro patrimonio. Anche a tavola. Lo si comprende dai viaggi per mare di Pietro Querini – ritratto con la moglie da Palma il Vecchio – che da Venezia porta sulla terra ferma e sui possedimenti della Serenissima lo stoccafisso scoperto in un naufragio nell’arcipelago norvegese delle Lofoten. Il testo del diario di Pietro Querini è oggi custodito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

A guidarci alla scoperta dello stoccafisso è nientemeno che Giovanni C.F. Villa, professore di Storia dell’Arte Moderna e direttore del Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, curatore della mostra “Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza”. E sempre da Venezia Maria Mencaroni Zoppetti, presidente dell’Ateneo Scienze Lettere e Arti di Bergamo e vicepresidente Fondazione Bergamo nella Storia, con magistrale bravura accompagna alla scoperta del “Sapere e saper fare: cultura e commercio negli scambi tra Bergamo e Venezia”. E si scopre così che i bergamaschi a Venezia furono abili costruttori da Mario Codussi a Bartolomeo Bono, ma non solo. In laguna seppero far scoprire le luganighe e furono a loro modi dei precursori dello street-food con i cuori di carciofi. Insomma, la Bergamo da scoprire a tavola emerge anche dalle preziosi sementi che vanta il Cra-Mac.

Quell’Unità di Ricerca per la Maiscoltura di Bergamo, fondata nel 1920, oggi appartenente al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria e diretta dalla dottoressa Carlotta Balconi, presente alla giornata in Expo, conserva con cura e attenzione una vera Banca di Semi. Basti pensare che ogni anno sui circa 30 ettari dell’Azienda, si coltivano da 25 a 30 mila parcelle di mais, come illustra nel corso del Convegno Paolo Valoti del CRA-MAC, di cui 800 varietà italiane. Bergamo anche qui vanta qualche primato racchiuso nel piccolo tesoretto del mais Rostrato di Rovetta al granoturco di Torre Boldone, dall’antico mais dell’Isola al mais Brembano, fino al più conosciuto mais Spinato di Gandino.

BERGAMO CAPITALE DEI FORMAGGI

Poteva in un’esposizione universale mancare una primizia bergamasca? Certo che no. A portare ad Expo un nuovo gioiello della capitale dei formaggi, Bergamo vanta infatti un primato italiano per i formaggi dop, è Attilio Perego, produttore di formaggio che ha presentato il formaggio nero della nonna. Da un’antica ricetta del 1753 ritrovata quasi per caso, Perego ha fatto riscoprire questo formaggio ricco di spezie scure. Spezie che anticamente provenivano dai commerci con Venezia.

INGREDIENTI POVERI PER PIATTI RICCHI

La cucina bergamasca vanta un primato singolare: vanta ingredienti poveri per piatti ricchi. Lo rivela Petronilla Frosio, ristoratrice e membro Consiglio di amministrazione Camera di commercio di Bergamo, che nella sua relazione “Ricette della tradizione orobica in terra norvegese; viaggio della gastronomia da Bergamo a …” svela la polenta taragna con lo stoccafisso, quel baccalà che in terra orobica riscuote successo abbinato ad una polenta dura e al tartufo delle Orobie.

Se i piatti uniscono posti diversi, il mais giunto dalle Americhe e lo stoccafisso della Norvegia, è Elisabeth Svanholm Meyer, Norwegian Seafood Council e Innovation Norway, a rimarcare come i due Paese, Italia e Norvegia, abbiano due mercati in crescita nel campo alimentare proprio perché hanno sviluppato una cultura culinaria.

IL SISTEMA BERGAMO

Se il mattino è stato dedicato alla cucina e ai prodotti della terra bergamasca, il pomeriggio bergamasco ad Expo è un festival di primati. A Palazzo Italia, vero gioiello architettonico realizzato da Italcementi, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori è il vero ospite e presenta tutte le eccellenze del territorio Bergamo. Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura e a Expo del Comune di Bergamo, rimarca l’importanza dei tesori della Carrara, la valle di Astino al 100% biologica, e la ricoperta di Gaetano Donizetti, il compositore amato nel mondo e che proprio a Bergamo Alta nacque e mosse i primi passi nella musica.

Andrea Locati, Camera di Commercio di Bergamo, illustra il lavoro compiuto in questi anni da Matteo Zanetti come delegato dell’ente camerale per Expo. E quanto i commercianti e gli artigiani si siano messi in rete per prepararsi a questo evento.

Le oltre 420 imprese orobiche che hanno lavorato sul sito di Expo sono state accompagnate e seguite da Confindustria Bergamo, come sottolinea Luca Pezzini che invita a riscoprire l’orgoglio della capacità di saper fare quando si attraversano i padiglioni dei 160 Paesi ospiti: “In molti di loro, se cercate bene, c’è sempre una mano bergamasca che ha lavorato per realizzarlo”. E la bravura bergamasca, merito della ricerca e degli investimenti nello studio, è quella tangibile in Palazzo Italia.

Con quella facciata candida realizzata con un cemento biodinamico studiato e messo a punto proprio da i.lab di Italcementi. Il colosso del cemento bergamasco ha realizzato anche molte superfici e pavimenti di alcuni padiglioni espositivi, dimostrando l’avanguardia dei propri prodotti. In fondo, a Shanghai, l’unico padiglione rimasto in piedi dopo l’esposizione fu proprio quello dell’Italia realizzato con il cemento trasparente di Italcementi.

Ad elencare i primati in cucina, dagli alimenti ai vini, sono stati Raoul Tiraboschi dell’associazione Signum e Silvia Tropea Montagnosi di Slow Food Bergamo. La nostra città vanta anche un primato: è l’unica che vanta una valle interamente biologica: la Valle d’Astino, illustrata agli ospiti di Expo da Gabriele Rinaldi, Direttore Orto Botanico di Bergamo. Ma la nostra terra non è solo industria, artigianato, gastronomia, cultura e musica. Il cuore generoso dei bergamaschi è conosciuto in tutto il mondo e si rivela anche in questa occasione.

“Per la prima volta la Chiesa cattolica partecipa ad un’Expo perché sensibile al tema del cibo, per una sua migliore distribuzione affinché si possa sconfiggere la fame nel mondo. ecco perché non potevamo mancare come Caritas” afferma don Claudio Visconti, direttore della Caritas Bergamo. Oltre alle cinque mense dei poveri in città, la Caritas è da sempre impegnata per accompagnare le giovani generazioni a lenire le povertà del mondo. E visto che il mondo è venuto a Milano, a un passo da Bergamo, grazie alla Fondazione Percassi, è stato realizzato il progetto Pane e pesci.

“Avevamo puntato in alto, pensando di coinvolgere e portare ad Expo tremila studenti bergamaschi – conclude Giorgio Ghilardi della Fondazione Percassi – Al di là di ogni più rosea previsione, porteremo 25mila studenti bergamaschi. Se si pensa che da qui a ottobre saranno 45 mila gli studenti che dalla provincia bergamasca verranno a Expo Milano, non possiamo che elogiare questo lavoro che incanterà e spingerà i ragazzi e i giovani a riflettere sul tema dell’esposizione universale”.

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