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Uomo ucciso dal cinghiale “Massima attenzione anche in Bergamasca”

Dopo l'attacco mortale da parte di un cinghiale ai danni di un 73enne di Iseo, Saverio Zatti, che stava cercando di abbattere l'animale, scatta l'allarme in Lombardia. A lanciarlo è Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

Dopo l’attacco mortale da parte di un cinghiale ai danni di un 73enne di Iseo, Saverio Zatti, che stava cercando di abbattere l’animale (Leggi QUI), scatta l’allarme in Lombardia. A lanciarlo è Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

Fra danni all’agricoltura e incidenti d’auto, solo nel 2012 per colpa della fauna selvatica la Regione ha pagato oltre 2 milioni di risarcimenti mentre fra il 2005 e il 2015 – stima la Coldiretti Lombardia – sono stati superati i 16 milioni di euro, il 40% dei quali concentrato negli ultimi quattro anni.

Ogni anno in Lombardia i cinghiali sono responsabili di quasi 600mila euro di danni, un terzo dei quali per incidenti stradali. Mentre supera i 400mila euro la conta dei danni causati da corvi, piccioni e storni e sfiora i 140mila quella per le nutrie.

“Ma si tratta di valori calcolati al ribasso perché non sempre gli agricoltori, scoraggiati, denunciano – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – siamo arrivati a una situazione insostenibile: bisogna rendere ancora più efficaci i piani di contenimento e allargare le maglie di intervento. In caso contrario la questione è destinata a peggiorare, con conseguenze imprevedibili”.

Nel Bresciano un uomo è stato ucciso. Da Varese a Milano, da Pavia a Brescia, da Bergamo a Como, da Lecco a Lodi e fino in Valtellina questi ungulati sono ormai una specie endemica, come le nutrie che stringono d’assedio canali e rogge della Pianura Padana fra Mantova e Milano.

“Il problema è stato sottovalutato – commenta Marchesi dai suoi terreni in Oltrepo – così ora i cinghiali partono dalle nostre zone e si spingono fino a Pavia e sulle rive del Ticino, cosa rara fino a qualche anno fa”. Per adesso gli abbattimenti li possono fare solo le Province, servendosi di guardie venatorie e di personale autorizzato. “Ma ormai – conclude Prandini – tutto questo non basta più”.

Commenti

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  1. Scritto da Alex

    I danni dei cinghiali siano tutti a carico delle associazioni dei cacciatori. Ogni danno causato dai cinghiali sia pagato da chi i cinghiali ce li ha messi. E si becchino tutte le denunce che meritano, compreso il dissesto idrogeologico, o il procurato allarme verso gli escursionisti o i semplici abitanti dei paesi.
    In quanto ai cinghiali, come specie aliena, e pericolosa, sarebbe meglio trovarla solo nel suo posto d’origine cioè’ la toscana.Gli orsi sono innocui a confronto.

    1. Scritto da No, eh?

      E i danni procurati delle altre specie aliene, chi li paga? Tutte le spese pubbliche e private per il controllo di zanzara tigre, dorifora delle patate, filossera, peronospera, limaccia rossa, mosca olearia, punteruolo delle palme, cormorani e stornelli, scoiattoli grigi, gamberi americani, tartarughe della Florida, nutrie, e piante come l’ambrosia, l’heracleum, la robinia, l’ailanto….? Forse non siamo i padroni dell’arca ma degli imbarcati come gli altri.

      1. Scritto da mauro

        ma che discorso fai?
        va bene….hai letto wikipedia….
        ma i cinghiali sappiamo chi li ha immessi…quindi che paghino i responsabili….
        il giochino di pochi…sta diventando il costo di tutti ( te lo dice uno che ha fatto un’incidente in macchina con un cinghiale di 70Kg… cinghiale morto….macchina danneggiata….6.000 euro di danni….rimborsati da assicurazione della regione….quindi pagati da tutti…anche da te…)

        1. Scritto da Arcadio

          No, quello che ho scritto è dovuto ad anni di contrasto con diverse di queste specie nocive. Perché non si sa chi ha sganciato “bombe entomologiche”? Ti sfido a provare con nome e cognome il legame tra il tuo cinghiale e un qualunque responsabile di quelli che tu dici di conoscere. In Germania un mio parente ha investito di notte una scrofa di cinghiale uscita dal bosco con i suoi piccoli. Fermato dalla Polizei, ha dovuto pagare lui al Land i danni alla fauna, bene pubblico.

  2. Scritto da alberto tadini

    il presidente di coldiretti però non dice di chi è la colpa iniziale di tutto: dopo aver sparato a tutto lo sparabile, anche fuori dal periodo di caccia e anche specie di cui è vietata la caccia, si sono voluti liberare i cinghiali, che nella bergamasca non sono mai esistiti. chi ha voluto i cinghiali per “cacciarli” deve anche prendersi i rischi collegati, altrimenti, se si ha voglia di sparare esiste il tiro al bersaglio e il tiro al piattello.

    1. Scritto da infatti!

      i cinghiali (che forse esistevano in bergamasca prima del medioevo..) li hanno introdotti i cacciatori! ora che risolvano loro il problema.. ma non aprendo indiscriminatamente la caccia (l’obiettivo di chi li ha portati!), visto che non si risolverebbe un bel nulla (zona del sebino docet, visto che li i cacciatori non sparando deliberatamente alle scrofe per avere intatto il loro “giochino” l’anno successivo), ma con il 100% dei danni a carico delle Associazioni Venatorie e degli ATC!