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Trofeo Banca Generali Trionfa Trevisan: in finale doppio 6-4 a Gaio

Il 25enne fiorentino vince per la seconda volta il Memorial Mario Longoni: “Bergamo mi porta decisamente bene anche se spero fra un po' di dover tenere i conti di tornei con un montepremi superiore”.

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Non è dato di sapere se Matteo Trevisan riuscirà un giorno o l’altro a sfruttare appieno tutto il suo enorme talento. Intanto, però, di certo ricorderà Bergamo come una delle piazze che più gli hanno reso giustizia. Il 25enne fiorentino ha vinto per la seconda volta il Trofeo Banca Generali, facendo il bis dopo il titolo colto nel 2013. Come allora ha battuto un giocatore italiano, e come allora gli ha rifilato un duplice 6-4.

Film già visto, dunque, anche se cambia uno dei due protagonisti. Due anni fa lo sconfitto fu il pugliese Thomas Fabbiano, stavolta è stato il 23enne faentino Federico Gaio. Che ha retto fino al 5-4 per il rivale nel primo set, quando ha ceduto il servizio a zero e ha visto scivolare via l’incontro, proprio sotto gli occhi di Giancarlo Palumbo, il tecnico federale che lo segue a Tirrenia.

Trevisan stava comunque per complicarsi la vita, con un pessimo game giocato al servizio sul 4-2 in suo favore nel secondo parziale. Da quel momento in poi, però, entrambi hanno alzato il ritmo e ne è uscita una delle migliori finali nella storia di questa manifestazione. Gaio ha provato in tutti i modi a restare agganciato a un rivale che ha mostrato nell’occasione di avere più armi a disposizione, ma ha finito per cedere al quinto match-point, con un doppio fallo.

“Bergamo mi porta decisamente bene – ha commentato il vincitore – anche se spero fra un po’ di dover tenere i conti di tornei con un montepremi superiore. Voglio fare i complimenti al mio avversario, sia perché ha giocato un ottimo match, sia per quel punto che mi ha concesso: un gesto che pochi avrebbero fatto”.

Dice bene, Trevisan. Sul 6-4 5-4 in suo favore, il rivale gli ha concesso un ’15’ che l’arbitro aveva assegnato inizialmente al faentino. Una dimostrazione di fair play non da poco, considerato che alla fine quel punto gli è costato la partita. “Siamo amici fuori dal campo – ha spiegato Gaio – e per questo c’era un po’ di tensione: non è mai facile esprimersi al meglio quando ci si conosce bene”.

Un successo completo per questa settima edizione, la quinta di fila con un italiano in trionfo, che premia l’impegno di uno staff ormai rodato.

“Il torneo – sottolinea il direttore Johnny Carerasi conferma come una tappa di avvicinamento al vertice per i giocatori di talento. Spero che Trevisan prenda finalmente il largo verso i top 100, posizione che merita considerato il suo tennis. Unica nota stonata, l’assenza dei maestri e dei bambini delle scuole. Un peccato, perché si perdono occasioni di confronto e di crescita”.

Prima della finale, alle 13, palcoscenico agli amatori del Tpra, che per una volta hanno avuto la chance di esibirsi con il contorno dei professionisti.

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