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Cortenuova, dichiarata fallita la Rubini: allarme per 114 dipendenti

Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato fallita la Rubini Sintered di Cortenuova. Il curatore fallimentare nel pomeriggio di lunedì ha incontrato lavoratori e sindacato, soprattutto per un sopralluogo all’interno dello stabilimento. L’intenzione è quella di valutare se e come è possibile proseguire l’attività, “anche se il curatore non ha dato eccessive speranze" dice Massimo Lamera , della Fim Cisl.

Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato fallita la Rubini Sintered di Cortenuova.

Si chiude quindi con l’epilogo più buio l’istanza di fallimento dell’azienda produttrice di cuscinetti in bronzo e ferro sinterizzato: un’azienda nata nel 1981 e che negli ultimi anni era passata da 80 a 130 dipendenti, assorbendo anche parte dei lavoratori usciti dal fallimento di Fema, e che continua a trovare commesse e presenta un bilancio in salute.

Il curatore fallimentare nel pomeriggio di lunedì ha incontrato lavoratori e sindacato, soprattutto per un sopralluogo all’interno dello stabilimento. L’intenzione è quella di valutare se e come è possibile proseguire l’attività, “anche se il curatore non ha dato eccessive speranze – dice Massimo Lamera , della Fim Cisl -, ma solo una minima possibilità”, per cui l’apposizione dei sigilli è rimandata almeno per qualche giorno. Intanto, per tutta la giornata i dipendenti dell’azienda di Cortenuova, un centinaio di lavoratori, si sono interrogati e confrontati con i propri rappresentanti per capire quale futuro si possa aprire e quali iniziative eventualmente organizzare per far volgere la situazione nel verso più favorevole possibile.

“Adesso aspettiamo di sapere quali saranno le decisioni del curatore – continua Lamera-, ben sapendo che chiudere una fabbrica che fattura 1 milione di euro al mese rimane una follia…Dovremmo anche capire a chi eventualmente rivolgerci per pensare all’attivazione di ammortizzatori sociali, in attesa, o nella speranza, che qualcuno possa fiutare l’affare…chissà a quali condizioni”. “Percepisco comunque la scarsa volontà di adoperarsi per una soluzione positiva – conclude Lamera -. La situazione rimane disperata”.

La scorsa settimana la Fim Cisl aveva incontrato insieme a una delegazione di operai il giudice Mauro Vitiello per confrontarsi sulla situazione della fabbrica e dei suoi 114 lavoratori: la richiesta era quella di dare continuità ad un’impresa che aveva dimostrato di poter stare sul mercato, in attesa di una soluzione.

“Chiudere una realtà di questo tipo – avevano commentato i lavoratori – per questioni meramente finanziarie sarebbe un delitto”: un appello che è caduto nel vuoto.

Per la Rubini, quindi, un epilogo del tutto simile a quello della sua dirimpettaia Fema che aveva subito una sentenza di fallimento a seguito della richiesta presentata dal curatore fallimentare, che non ritenne sufficienti le garanzie presentate.

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