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Ance, il presidente: “L’edilizia si rinnova, innovazione e qualità”

Il presidente di ANCE Bergamo Ottorino Bettineschi interviene sul futuro del settore edile in occasione Assemblea 2015 svoltasi venerdì sera nella sede dell’Associazione.

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Presidente Bettineschi, uno dei punti salienti del suo discorso si è concentrato su quello che lei definisce “un nuovo mercato”. Che caratteristiche ha il mercato odierno e futuro? “Oggi l’utilizzatore è sempre più informato e competente e questo genera maggiore concorrenza basata su innovazione e qualità. Inoltre l’uomo è sempre più attento all’ambiente e alla qualità della vita, e questa sensibilità tocca da vicino anche l’edilizia: parole chiave come riduzione del consumo di suolo, risparmio energetico, utilizzo di materiali ecosostenibili fanno parte di un nuovo dna del nostro settore. La costruzione del nuovo sarà sempre di volumi in diminuzione e la riqualificazione dell’esistente è il nuovo mercato. L’innovazione però entra con prepotenza, sia per soddisfare nuove esigenze di qualità del vivere, sia per rispondere alle difficoltà della ristrutturazione che è ovviamente più complessa. Che questo sia il nuovo mercato ne siamo certi, ma per arrivarci non serve solo un cambiamento dell’impresa, ma è anche necessario e urgente un cambiamento delle norme e delle politiche che riguardano il nostro settore. In questo grande cambiamento anche l’Associazione sta affrontando un percorso di rinnovamento”.

Nello specifico ANCE Bergamo quali azioni sta mettendo in campo? “Bergamo deve puntare a trasformarsi da “capitale dell’edilizia” a “Capitale dell’innovazione nell’edilizia” e questo traguardo si può raggiungere creando una filiera unica e compatta che lavori nella stessa direzione e proponendo nuovi modelli costruttivi, tecnologici e finanziari. Questo percorso è iniziato con il progetto Rinascimento Urbano che punta a coinvolgere l’intera filiera dell’edilizia, avendo già come primo partner l’Università. Nella nostra provincia su 922.700 unità immobiliari, quasi 500.000 sono state costruite prima del 1971 e più di 300.000 tra il 1971 e il 1991: questo significa che c’è un enorme lavoro da fare su questo patrimonio e questo processo di riqualificazione deve estendersi oltre che agli immobili, anche agli spazi pubblici e all’ambiente circostante”.

Il settore dei lavori pubblici come sta andando? “I lavori pubblici sono ancora fermi e in grave stallo e vi è necessità di garantire le opere medio-piccole sul territorio, soprattutto se immediatamente cantierabili o urgenti. E’ legittimo attendersi che l’annuncio del Governo di approvazione del piano dei 5.000 cantieri presentato a Roma da parte di ANCE il 29 aprile 2015, abbia un seguito. ANCE Bergamo ha bandito una ricognizione sul territorio che ha portato alla redazione di una lista di 101 progetti presentati da 63 enti per un totale di 130 milioni, tra cui figura anche il restauro del complesso del Grand Hotel di San Pellegrino Terme. A livello nazionale, ANCE ha stimato che le opere immediatamente cantierabili valgono 10 miliardi di euro e nella sola Lombardia ci sono 433 progetti pronti a partire per un totale di 307 milioni. Questi interventi riguardano edifici scolastici, opere di riqualificazione urbana, manutenzione delle strade e azioni di prevenzione del rischio idrogeologico. Il dato importante che è emerso è che i Comuni stessi sono stati reattivi nel rispondere alle nostre sollecitazioni tanto che la ricognizione sopracitata è stata possibile in pochissimi giorni e che, anche in seguito a questa azione dell’ANCE, si sono attivate delle collaborazioni tra Associazione e Comuni che stiamo portando avanti in queste settimane”.

Qual è la strada da percorrere? “Sono sicuro nel dire che insieme da questa profonda crisi ne usciremo, unendo le forze e le risorse di istituzioni, mondo imprenditoriale e Università”.

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