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Furto alla Donadoni Bilance 30mila euro di bottino Titolari: Siamo abbandonati

Sei uomini mascherati con due furgoni nella sera di mercoledì 20 maggio hanno derubato la Donadoni Alessandro Srl di via Spino. Hanno sfondato il portone d'ingresso e rubato affettatrici per 30mila euro. Il titolare Giampietro Donadoni: "Siamo amareggiati per il furto e arrabbiati perché lasciati soli, abbiamo chiesto più volte controlli e telecamere, ma nessuno ci ha risposto".

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Da una parte c’è la fatica, l’impegno e l’orgoglio di una storia aziendale decennale alle spalle. Dall’altra l’amarezza di sentirsi impotenti di fronte a un furto subito e la delusione di aver chiesto aiuto senza che nessuno abbia dato risposta. Giampietro Donandoni, titolare dell’azienda Donadoni Alessandro Srl di via Spino, non nasconde nessuna delle sue emozioni in giorno dopo un furto che ha sfregiato l’amore, l’orgoglio e la passione per l’azienda fondata dal padre Alessandro che vende e fornisce assistenza di bilance, affettatrici e registratori di cassa per il settore alimentare.

"Mercoledì sera, verso le 21.40 è scattato l’allarme della nostra azienda e in pochi minuti, circa cinque, mi precipito qui in via Spino e trovo il portone di accesso disarticolato e mezzo aperto – inizia così Giampietro Donadoni il racconto del furto subito -. I vicini del condominio adiacente mi vengono incontro informandomi che sei uomini mascherati, che parlavano e urlavano in lingua straniera con 2 furgoni, uno Scudo blu e un Doblò bianco, hanno sfondato il portone ed hanno caricato quattro affettatrici a volano rosse di marca Berkel del valore di 30mila euro con relativi piedestalli di appoggio".

Pochi minuti e in via Spino arriva anche la Polizia.

"Ma non c’è già più traccia di nessuno di essi nei quartieri vicini – continua Donadoni -. La scientifica ha rilevato le impronte digitali e trovato i cappucci che i banditi hanno usato per coprire il loro volto. Si è ferma anche un’autoambulanza della Croce Bianca che passava per caso per sostenerci in un momento di sconforto. Soprattutto per mio padre di 83 anni di cui sessanta di lavoro, che ha fondato questa azienda con tanta passione negli Anni Settanta e che si vede colpito nella suo intimità nella sua vita nel luogo dove ogni giorno coltiva la sua passione di maestro bilanciaio".

Nella concitazione di partire da casa per venire in azienda e vedere che cosa era successo, ha fatto uscire di strada l’83enne Alessandro. Con la sua auto è finito nel fosso al rondò di Orio al Serio. Fortunatamente non ha riportato ferite.

"Il danno che mi ritrovo oltre alla merce rubata, che già è moltissimo per noi, è il portone carrale completamente divelto da sostituire, tre vetri rotti, serramenti interni da buttare, pavimentazione tutta rovinata per il trascinamento delle macchine a terra – fa un primo inventario Giampietro Donadoni -. A tutto questo si aggiunge la tristezza, l’amarezza, la rabbia e tanto altro".

Il resto lo si legge nei sguardi di queste persone perbene che hanno fatto della loro professione una vita. Che temessero questo colpo non è una novità.

"Sì, siamo già la quarta azienda di questa zona che dall’anno scorso subisce furti del genere – conclude Donadoni – abbiamo presentato anche un esposto al sindaco, abbiamo chiesto di dotare la zona di telecamere come nel resto della città, ma nessuno si degna di risponderci. La situazione che stiamo vivendo, facilita sempre di più episodi di questo tipo che non possono essere contrastati da due pattuglie di polizia per una città come Bergamo o con zone “buie” dove chiunque alle 10 di sera può sfondare un portone di 5 metri per tre con tanta facilità. Io come mio padre cerchiamo di sopravvivere in tutto questo lavorando 12 ore al giorno e l’amarezza nel sentirci soli in queste occasioni fa cadere il morale a terra. Ci auguriamo che tanta delinquenza venga prima o poi sostituita da tanta buona volontà, quella volontà che anche noi oggi ci mettiamo per ripartire".

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Commenti

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  1. Scritto da A.Z. BG

    Lavora Bergamasco,Lavora!Poi ci pensano gli altri a guadagnarci.Lo stato che ti deruba con le tasse e non ti fornisce alcuna sicurezza ne aiuto;i burocrati dello stato che provenendo da zone con mentalità ben diverse da quella del lavoro, fanno la bella faccia,ma se ne sbattono. Lavora Bergamasco e pensa che se vivessi in Svizzera o Austria(quella che l’italia ha voluto combattere)queste cose le sublresti molto, molto meno e i ladri probabilmente li prenderebbero.Basta italia, indipendenza

  2. Scritto da Luigi Pezzotta

    Le telecamere non servono a niente.

  3. Scritto da Luca Rotini

    …e come spesso accade ci si rimboccano le maniche per ripartire con tanta buona volontà, resta l’amarezza ed una ferita che nessuno mai cancellerà, mentre fuori i delinquenti imperversano.