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Regolamento movida, chiusura all’una e mezza per i locali “virtuosi”

Un'ora di apertura premio a chi rispetta norme per limitare il rumore e il disturbo ai residenti in borgo Santa Caterina. La condizione necessaria è prevedere personale per controllare il locale e le immediate vicinanze.

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Un’ora di apertura “premio” ai locali che collaborano e sottoscrivono un accordo con il Comune. Il sindaco Giorgio Gori ha presentato il regolamento per “la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività degli esercizi commerciali e di svago nel territorio cittadino”. In parole povere: la movida, soprattutto in borgo Santa Caterina. Il documento, approvato in Giunta e che nelle prossime settimane sarà discusso in Consiglio comunale, prevede una serie di regole che i locali devono rispettare in tutta la città.

In parallelo, il sindaco può determinare misure più restrittive attraverso un’ordinanza perenne ed applicabile ad alcune zone precise. In questo caso gli orari “liberi” sono ristretti: chiusura a mezzanotte e mezza. Ma se i singoli commercianti sottoscrivono un accordo con il Comune verranno premiati con un’ora di apertura in più, quindi con chiusura all’una e mezza. Quali sono le condizioni necessarie? Rispettare una serie di parametri per limitare il rumore: impegno ad adottare ogni accorgimento al fine di contenere ogni comportamento che generi disturbo alla quiete pubblica anche nelle immediate vicinanze del locale, ad esempio mediante utilizzo di proprio personale (condizione necessaria). Insonorizzazione dei locali, allestimento di un punto di wifi gratuito, messa a disposizione di spazi per artisti o attività culturali, convenzione con parcheggi nelle aree limitrofe, non presenza di slot machine, organizzazione di navette entro l’orario di esercizio”.

I controlli verranno fatti dalla Polizia locale, per verificare che gli impegni vengano rispettati, mentre una commissione formata da commercianti, associazioni e residenti monitorerà il progetto.

“Noi abbiamo fatto doversi passaggi con residenti e commercianti – spiega il sindaco Giorgio Gori -. Non abbiamo ottenuto un consenso unanime: i baristi non sono per niente contenti perché ritengono che perdere 30 minuti sia lesa maestà. I residenti non sono contenti perché avrebbero voluto più limitazioni. Sapevamo che non saremmo riusciti ad accontentare tutti. Però di fronte a 70 decibel misurati dall’Arpa non potevamo chiudere gli occhi e ci siamo sentiti obbligati a un intervento di questo tipo. Noi siamo convinti che in questa città ci sia bisogno di divertirsi, stiamo provando a favorire occasioni svago e ritrovo di giovani, anche nelle ore notturne. Abbiamo sempre cercato il dialogo”.

Soddisfatto anche il vicesindaco Sergio Gandi: “Questo regolamento valorizza la collaborazione – spiega -. Un provvedimento di questo tipo sollecita gli accordi. Inoltre la penalizzazione è molto modesta”. “La partecipazione al bando degli spazi estivi poteva essere un’opportunità innovativa per provare a risolvere quello che è un fenomeno sociale più che un problema – interviene il consigliere della Lista Gori Niccolò Carretta -. Vanno pensati spazi per i giovani e non lasciato tutto al corso degli eventi, come è stato fatto dalla precedente amministrazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Camilla

    Noi giovani non capiamo questa amministrazione, di gran lunga la peggiore nei nostri confronti!!

  2. Scritto da A.Z. BG

    Se fossi il gestore di uno di questi locali lo chiuderei ed andrei in un’altra città. Bergamo ha degli amministratori e degli abitanti dell’età della pietra.Per anni hanno educato i giovani a stare in giro tutta la notte ed ora non li vogliono vicino a casa propria.Preferiscono vadano in casa d’altri,facendo km, rischiando la vita in viaggi in auto dispendiosi. Bergamo città morta per i Bergamaschi,vivissima per spacciatori e criminali di qualunque tipo.questo è ciò che vuole gori?

    1. Scritto da Daniele

      Guarda che a me non mi ha educato nessuno a stare in giro tutta la notte, rivendico l’assoluta paternità dei miei bagordi, politici tenete giù le mani dal mio divertimento.

    2. Scritto da zac

      Lamentarsi come sport.