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Prof in carrozzina, da mesi senza stipendio: “Dicono che così non so più insegnare”

"Secondo loro da quando sono costretto su una sedia a rotelle, non sono più in grado di insegnare ai miei alunni e per questo mi hanno lasciato senza stipendio". E' la denuncia di A.D.M., un docente precario di Termoli che lavora a Gazzaniga e che da qualche anno ha scoperto di avere la sclerosi multipla

"Secondo loro da quando sono costretto su una sedia a rotelle, non sono più in grado di insegnare ai miei alunni e per questo mi hanno lasciato senza stipendio". E’ la denuncia di A.D.M., un docente precario di Termoli (in provincia di Campobasso) abilitato per gli istituti secondari di secondo grado, che lavora all’istituto Val Seriana di Gazzaniga e che da qualche anno ha scoperto di avere la sclerosi multipla.

Pur costretto su una sedia a rotelle, e con il diritto a una sede più vicina a casa per la sua disabilità certificata, lo scorso ottobre ha accettato l’incarico assegnatogli: "Come ogni anno sono stato individuato come docente dalle graduatorie per la stipula di un contratto di 18 ore fino al termine delle attività didattiche – ha raccontato a Redattore sociale –, in un Istituto tecnico bergamasco”.

Ma il suo sforzo di andare a insegnare dall’altra parte dell’Italia non è stato premiato. Da ottobre, infatti, non riceve più lo stipendio. "Ho firmato un contratto regolare, ma secondo quanto comunicatomi per iscritto dal dirigente della scuola, la ragioneria territoriale di Bergamo, leggendo e interpretando il mio certificato 104/92 e il mio verbale dell’Inps, avrebbe commentato: ‘sembra che la persona non sia in grado di insegnare’ e avrebbe avanzato dubbi sulla mia capacità lavorativa”.

Versione confermata dal Ministero dell’economia e delle finanze nella risposta alla lettera degli avvocati dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), cui nel frattempo A.D.M. si era rivolto: “Hanno scritto – riferisce l’insegnante – che non mi possono pagare perché è la scuola che sta creando opposizione e ha dubbi sulla mia capacità o meno di poter insegnare. Solo perchè sono su una sedia a rotelle. Ma non vedo il nesso con la capacità di insegnamento, visto peraltro che già una Commissione medica mi ha giudicato integro di psiche, ma deficitario nel deambulare”. Insomma, A.D.M. è perfettamente in grado di insegnare, come ha fatto fino allo scorso anno: “supportato anche dai miei studenti”, aggiunge.  

La storia, però, non finisce qui. Proprio qualche giorno fa, infatti, “mi è arrivata la convocazione per essere sottoposto a visita di verifica medica collegiale nella sede di Via Turati di Milano. Ora mi chiedo: con quali motivazioni è stato possibile istituire una Commissione di questo tipo, visto peraltro che tutte le volte che sono andato in malattia, sul certificato del medico curante della Asl risulta grave patologia, che secondo la legge non va considerata, ai fini del computo dei giorni di malattia come tale? 

Un dubbio, o meglio un sospetto, condiviso da Daniela Cataldo, avvocato del pool di Aism, che sta seguendo il caso. “Temo che la richiesta di questa visita di controllo, di per sé legittima, abbia in verità lo scopo di giustificare il mancato pagamento della somma dovuta, che invece è del tutto illegittimo”.

Nessuna spiegazione, d’altra parte, è stata fornita dalla scuola: “Ho scritto alla dirigenza, evidenziando anche le violazioni alla Costituzione e alla Convenzione Onu che questo comportamento discriminante comportava: ma non ho ricevuto risposta. Ora, alcuni giorni fa, hanno mandato questa convocazione per la visita, peraltro a Milano, allo scopo, dicono, di verificare l’idoneità alla mansione. Ma non esistono problematiche linguistiche o intellettive che pregiudichino questa idoneità. E’ vero che da alcuni mesi A.D.M. è in malattia, per via del farmaco invalidante che sta assumendo: ma se messo nelle condizioni adeguate, sarà di nuovo perfettamente in grado d’insegnare. E’ quello che ci auguriamo avvenga il prossimo anno, in una sede idonea e accessibile: ed è quello che, come pool di avvocati dell’associazione, chiederemo con forza. E siamo pronti a fare ricorso”.  

Intanto A.D.M., mentre aspetta che gli sia riconosciuto ciò che gli spetta, si chiede se tutta questa triste storia non dipenda solo dal fatto che “sono in sedia a rotelle”. Se così fosse, la conclusione sarebbe amara: “Mi verrebbe da dire ai futuri docenti su sedia a rotelle: lascia stare, tanto non lo puoi fare, per la società non sei in grado di farlo. Che tu abbia studiato, ti sia impegnato e abbia anche superato un corso abilitante in un’università Italiana, non conta nulla. Per l’università e il ministero dell’Istruzione tu risulti idoneo, abilitato e aggiornato, ma per la società lavorativa no: per loro sei solo un peso, incapace e inidoneo nel concorrere al progresso della comunità, com’è dovere di ogni cittadino”.

Dura, quindi, la condanna finale: “Questo è l’insegnamento che stiamo passando ai nostri ragazzi, futuri cittadini non più di integrazione, ma di esclusione, di preconcetti e di inciviltà”. 

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Significativo che di fronte a un fatto grave come quello denunciato NESSUNO di quelli implicati a decidere si sia fatto sentire. Ah! loro lavorano in silenzio. Cioè dormono (?).

  2. Scritto da Luis

    Se non fosse un dramma, sarebbe come al solito grottesco, qualunque deficiente si fa eleggere in parlamento oppure va a piangere dalla D’Urso e immediatamente scatta la mobilitazione per i suoi “diritti”, ovviamente acquisiti, e poi lo stato non sa nemmneo dar corso alle sue stesse severissime leggi sul collocamento dei disabili, gli unici da licenziare sono gli incompetenti che non sanno distinguere una carrozzina da un auto blu…

  3. Scritto da fransis

    Ci sono 2 pesi e 2 misure 3 anni fa a scuola di mia figlia un professore colpito da ictus quindi nel cervello che non ricordava niente andava ad insegnare non siamo riusciti a farlo andare via lui che é su una sedia a rotelle no non va bene, parecchi medici sono sulla sedia a rotelle e lavorano l’importante che la testa funzioni

    1. Scritto da Mark

      Purtroppo va cosí. É anche vero che andrebbe valutato caso per caso. Non credo sia sua intenzione, ma vorrei fare un appunto: evitiamo di generalizzare per patologie.
      Infatti l’ictus puó avere gli esiti piú disparati e non escluderei che uno colpito da ictus non possa insegnare. Certo se la memoria ( e verosimilmente le altre alte funzioni cognitive) é stata intaccata l’insegnamento lo vedo difficile.

  4. Scritto da Giovanni Tonolini

    Nella lettera ADM sbaglia il termine società , quella che chiama società e di fatto uno schifo.
    Sono pienamente convinto che ai nostri ragazzi, purtroppo per lui ,oltre alla materia insegnerebbe anche un qualcosa di molto più importante e utile per la vita.
    forza ADM non mollare tu sei un grande , sono gli altri che sono dei piccoli miserabili

  5. Scritto da il polemico

    situazioni a cui lo stato non provvede,mentre provvede al mantenimento di persone che arrivano dall’estero illegalmente….e c’è gente che afferman che lo stato non lascia soli i suoi cittadini e fa bene a fare solidarietà

    1. Scritto da artemide

      lo stato spende, euro più euro meno, una decina di miliardi all’anno per ammortizzatori sociali (cassa integrazione, disoccupazione, mobilità, ecc.) e ne spende, euro più euro meno, settanta milioni di euro per l’accoglienza dei profughi… i dati non sono molto aggiornati ma questo è quello che si trova. sarebbe bello se qualche giornalista, con fonti più serie delle mie, facesse chiarezza su questi aspetti, altrimenti avremo sempre un Salvini (e adepti vari) a costruire tesi sul nulla.

      1. Scritto da il polemico

        leggendo il tuo discorso,giustifichi lo stato che lascia al proprio destino situazioni come quelle descritte,e tesi o non tesi di salvini mentre ,i profughi sono accuditi,il signore in questione è senza stipendio…..rigurdi agli ammortizzatori,grazie alla riforma fornero verrà eliminata la mobilità entro 2 anni,quindi si risparmieranno un pò di euro,ma chissà quanti altri si torveranno a spasso senza nulla