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“Morta da un anno, l’Enel continua a mandarle bollette da pagare”

Fabio Bassanello da oltre un anno sta combattendo una battaglia a colpi di fax e lettere con l'Enel: "Abbiamo presentato diverse volte il certificato di morte di mia madre, ma loro continuano comunque a inviarle bollette da pagare"

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 "Mia madre è morta da oltre un anno, abbiamo presentato diverse volte il certificato di morte ma l’Enel continua comunque a inviarle bollette da pagare".

E’ la denuncia di Fabio Bassanello, un 55enne di Bergamo che da oltre un anno sta combattendo una battaglia a colpi di fax e lettere con l’Enel, l’azienda produttrice e distributrice di energia elettrica e gas nelle case degli italiani, per interrompere la fornitura nel bilocale in cui abitava sua madre, Giovanna Marchetti, deceduta lo scoso anno. Ma che nel frattempo ha continuato a ricevere bollette da pagare. Tre, per la precisione.  

Una vicenda ("tutta da ridere, per non piangere", come l’ha definita il signor Bassanello), iniziata il 23 febbraio del 2014, quando sua madre Giovanna viene a mancare all’età di 89 anni. Fabio si incarica così delle pratiche relative all’appartamento in cui la donna era in affitto.

"Per prima cosa ho pensato alla Telecom  e non è stato facile – racconta l’uomo a Bergamonews – . Ho dovuto insistere, ma alla fine hanno interrotto il collegamento telefonico. Sapesse che brutta sensazione dover chiamare il numero di mamma per controllare se funzionava ancora, pur sapendo che dall’altra parte nessuno poteva rispondere". 

Ma la disavventura della famiglia Bassanello è solo all’inizio. Qualche giorno dopo, l’11 marzo, Fabio invia un fax all’Enel con la richiesta di interruzione della fornitura di energia elettrica e gas, con allegato il certificato di morte della madre.

"Pensavo che la questione fosse chiusa lì – prosegue Bassanello – . Invece, dopo oltre un anno, ecco l’amara scoperta: sono arrivate tre bollette relative a ottobre dello scorso anno e a gennaio e febbraio di quest’anno, che mia madre avrebbe dovuto pagare. A parte che non capisco come mai siano solo tre, ma soprattutto pensavo di aver chiarito che lei era deceduta".  

Bassanello, un mese fa, rimanda allora la documentazione sulla madre per lettera: "Ho persino allegato la cartina del cimitero di Bergamo con il percorso che porta alla tomba, così sapevano dove era. E questa volta mi rispondono che non possono esaudire la mia richiesta per problemi legati alla privacy. Ma voglio dire, io non ho chiesto nessun dato personale: cosa c’entra la riservatezza?". 

Visto che le comunicazioni scritte non portano alcun esito, la famiglia Bassanello decide alora di muoversi di persona. Un paio di giorni fa la sorella di Fabio si reca al punto Enel di Viale Vittorio Emanuele in città, per comunicare la morte della madre, con relativa documentazione: "Mi ha chiamato mezzora dopo – spiega Bassanello – dicendomi che era seduta in un bar, senza parole dopo che il funzionario le aveva risposto che doveva comunque pagare quelle bollette". 
"Allora ho deciso di rivolgermi a Bergamonews, per far conoscere a tutti questa paradossale situazione: oltre al dolore della morte di mia madre, sono alle prese da oltre un anno con questa presa in giro. Una cosa assurda". 

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Commenti

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  1. Scritto da Luis

    Ci provano sempre, anche perché gli uffici tendono a scaricarsi i problemi ed a evitare di affrontarli, capita anche con alcuni uffici pubblici, con mia sorella deceduta e casa venduta per due anni il comune di residenza ha spedito la TARSU solo per la prigrizia di non aggiornare le anagrafiche…e poi non tutti i cittadini sanno come difendersi, puntano sullo sfinimento…

  2. Scritto da gigi

    se la casa era in affitto e dopo la Signora e’ rimasta sfitta avrei lasciato che Enel si stancasse di inviare bollette. I debiti o presunti tali non si trasmettono agli eredi

  3. Scritto da Marco

    Purtroppo anche a me è capitata una situazione simile con l’Enel, è difficile districarsi tra tutta quella burocrazia. Infatti poi ho cambiato l’utenza con il fornitore Edison. Spero vada meglio da questo punto di vista.

  4. Scritto da Cesare

    Comprendo il disappunto ed il dolore del signor Bassanello, è frustrante dover subire una roba del genere. Purtroppo anche io sono stato oggetto dello stesso problema con enel, anche se in quel caso si trattava di un passaggio di fornitura ad edison. È assurdo che ai giorni nosti si debbano ancora sentire storie del genere, ma siamo in italia..

  5. Scritto da Patrizio

    In questi casi è giusto non pagare. Se mancavano dati, la lettura o qualsiasi altra cosa enel richieda tutto quello che serve e di fronte all’evidenza non faccia storie per intascare tre fatture. Altrimenti è rubare (legalmente?)
    Non è solo enel che fa storie di questo tipo ma anche gli altri gestori di energia e di telefonia.
    Il governo dovrebbe fermare i furbi non legalizzarli.

    1. Scritto da rina

      il governo…se ne frega di Noi pensa ai profughi non a questi sotterfugi

      1. Scritto da pablo

        brava rina, sempre sul pezzo! sempre colpa dei neghèr

  6. Scritto da sergio

    se c’è la domiciliazione bancaria fatelo fare alla banca, visto che sono velocissimi a bloccare il c/c del defunto/a

  7. Scritto da Andrea

    Esiste un PUNTO ENEL a Bergamo in Viale Vittorio Emanuele II nr. 2, che può essere d’aiuto senza perdere ore e ore al telefono.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Sono già stati al Punto Enel, è scritto nell’articolo.

  8. Scritto da hjy

    Ci sono due Enel. Occhio.

  9. Scritto da nico

    …dispiace quando capitano queste cose: ma non è certo con un semplice fax che si chiude un contratto, occorrono alcuni dati (es. verificare con quale ENEL si ha contratto e relativo numero cliente, l’indirizzo dell’abitazione, il CF della persona intestataria del contratto, la lettura del contatore, un indirizzo dove inviare la bolletta per la chiusura del conto, indicazione del giorno nel quale dovrà essere disattivato il servizio… insomma non è proprio semplice…

    1. Scritto da Luigi

      A me attribuirono utenza di “casa di non residenza” (praticamente seconda casa) pur avendo inviato via fax tutti i dati corretti per l’allacciamento della mia abitazione (ovviamente prima casa). Furbini. Quando me ne accorsi, esibii tutti gli stessi documenti e “magicamente” dimostrai che era la prima casa e che non si capisce come, loro l’avevano trasformata in seconda casa.

    2. Scritto da chicca

      Si non e’ semplice…. pero’ non e’ nemmeno corretto che mandino le fatture , quando non c’e’ il consumo.. E’ comunque un gran caos