BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Malevič allo specchio sfida i suoi contemporanei in una mostra evento

Bergamo ospita dal 2 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016 la grande retrospettiva del fondatore del suprematismo. Settanta capolavori di Kazimir Malevič (Kiev, 1879 – San Pietroburgo, 1935), - considerato internazionalmente parte della triade pioneristica che ha aperto le nuove strade dell’arte del XX secolo - si confronteranno con opere di importanti esponenti russi dei movimenti artistici di inizio Novecento.

C’è grande attesa per la mostra su Malevič che aprirà a ottobre in Gamec. Settanta opere dell’artista russo e trenta di altri nomi di spicco della scena sovietica a lui contemporanea, lasciano San Pietroburgo, il cui Museo Russo di Stato possiede l’unica collezione di opere rappresentative dell’intera esperienza artistica di Malevic, e approdano per la prima volta a Bergamo per un evento che gli organizzatori non esitano a definire "stupefacente". Dipinti, tra cui alcune icone assolute del Suprematismo, disegni, oggetti d’arte applicata e design, costumi teatrali, documenti scritti di Malevič e opere di pittura degli artisti suoi compatrioti o coetanei, interpreti come lui della straordinaria temperie culturale del primo Novecento, occuperanno gli interi spazi espositivi della Gamec, in un percorso articolato attraverso le differenti fasi di Simbolismo, Cubismo, Futurismo, Cubofuturismo, Pittura alogica, Suprematismo, Supranaturalismo, "Rinascimento".

L’evento vuole accendere i riflettori sul pioniere dell’avanguardia russia, un autore che non finisce di affascinare e di emozionare, a cent’anni dalla rivoluzione suprematista del Quadrato nero su fondo bianco, dalla liberazione di forma e colore da ogni convenzione estetica, dal sogno di un nuovo ordine sociale.

La curatela, oltre che a Di Pietrantonio, è affidata a Eugenia Petrova, vice direttore del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, che ha già curato precedenti esposizioni monografiche italiane su Malevich, le retrospettive del 1993 a Firenze e a Milano che per prime svelarono lavori celati al pubblico fino al crollo del Muro di Berlino, e la più ridotta mostra romana "Kazimir Malevič – oltre la figurazione. Oltre l’astrazione" dell’estate 2005.

L’occasione bergamasca ha grandi ambizioni.

Sfrutta la concomitanza di Expo, che chiuderà il 31 ottobre, per intercettare anche il pubblico internazionale e per rilanciare Bergamo come polo culurale capace di fare rete, grazie al progetto "Tutti pazzi per Malevič", che coinvolge enti pubblici e privati con un ricco programma di performance, laboratori, rassegne cinematografiche, conferenze, percorsi cerativi, itinerari gastronomici.

Il presidente dell‘Associazione per la Gamec, Alberto Barcella, presentando l’evento nella sede di Confindustria, ne ha evidenziato la straordinaria portata culturale, precisando che si tratta di "una delle iniziative più impegnative che Gamec ha affrontato per l’entità economica che è in gioco, resa possibile grazie alla collaborazione instaurata a Gamec con GAmm Giunti e grazie ai soci fondatori e agli sponsor", tra cui spicca il main sponsor Tenaris Dalmine.

Una sinergia di forze di cui si è detta particolarmente orgogliosa l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti, che ha rilevato la responsabilità istituzionale di costruire progetti e non solo di chiedere risorse, ricordando le precedenti mostre "War is over" e "Il futuro del futurismo", esposizioni di ampio respiro e di richiamo nazionale, capaci anche "di far discutere e provocare". Convinto sostenitore, "finanziariamente in modo consistente" dell’impresa, Filippo Zevi, consigliere delegato di GAmm – Giunti Arte, ha anticipato che il catalogo della mostra "non sarà molto diverso per dimensioni e qualità dal catalogo della Tate Gallery", che ha ospitato lo scorso anno una grande mostra su Malevič: un artista da Zevi annovera tra i "top six" dell’arte del Novecento, insieme a Matisse, Picasso, Kandinsky.

Il curatore e direttore Gamec Giacinto Di Pietrantonio ha dettagliato le macrosezioni dell’esposizione, che si articolerà nelle nove sale del museo e nella grande sala Spazio Zero: "la mostra è impaginata per confronti, ogni sala presenterà opere di Malevic in relazione ad artisti suoi contemporanei". Ne emergerà l’arte di Malevič come affermazione della cultura del colore e della sua sperimentazione ai limiti della forma e dello spazio. "Il Quadrato nero non è fatto dal colore nero – ha precisato in proposito Di Pietrantonio – ma nasce dalla mescolanza di una serie di colori diversi, sommati fino a raggiungere il grado zero".

La mostra inaugura il prossimo 2 ottobre.

Per prevendita biglietti e informazioni, 035.270272.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.