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Unioni di fatto, al Coesi incontro delle Acli con don Chiodi

Mercoledì 20 maggio al saloncino Coesi di Bergamo le Acli provinciali promuovono un incontro con don Maurizio Chiodi per riflettere e confrontarsi sul tema delle unioni di fatto.

Le Acli provinciali di Bergamo si interrogano e si confrontano sul tema delle unioni civili, promuovendo un incontro formativo sull’argomento. L’appuntamento, intitolato "Unioni di fatto-implicazioni antropologiche implicate", è mercoledì 20 maggio alle ore 20.50 al saloncino Coesi a Bergamo, in via san Bernardino, 59.

Alla serata prenderà parte don Maurizio Chiodi, docente di teologia morale alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale e all’istituto di scienze religiose di Bergamo.

Gli organizzatori spiegano: “Il percorso progettuale sul bene comune, intrapreso dalla commissione formazione dal 2008 ci ha condotti a considerare quanto mai opportuno trattare periodicamente temi cosiddetti ‘di frontiera’, affinchè questioni delicate che attengono alla vita, alla morte, ai legami profondi tra le persone non trovino spazio solo nei dibattiti parlamentari, negli organi di stampa o nei convegni tra studiosi”.

Si tratta di un tema strettamente legato alla vita della persona. Dalle Acli proseguono: “La formazione delle coscienze, su cui anche le Acli hanno investito in modo significativo richiede studio, capacità di confronto, di discernimento e quindi cammini necessariamente rispettosi del livello di complessità che tali questioni comportano e del delicato vissuto delle persone. Ci piace pensare a una Chiesa come ‘ospedale di campo’, come afferma spesso Papa Francesco, capace di dare sollievo alle ferite degli animi e dei cuori, ma anche a una Chiesa pellegrina, che cammina con gli uomini e le donne di questo tempo, sapendo ascoltare, accogliere e insieme dialogare con parole di senso e speranza mai troppo definitive. Ci sostiene altresì la convinzione che sia compito dello Stato cercare la maggior condivisione possibile tra le culture e le sensibilità dei cittadini nella sempre difficile mediazione tra l’interesse dei singoli e dell’intera collettività. L’essere sia cittadini che credenti ci conferisce quindi una doppia responsabilità che desideriamo assumerci con vigilanza, senso critico, necessaria preparazione culturale e mitezza di cuore e di pensiero”.

Un percorso che tra le sue tappe ha annoverato una serata di confronto su fine-vita e testamento biologico, promossa lo scorso anno dalle Acli, con la partecipazione di don Maurizio Chiodi. Nel ricordarlo, gli organizzatori concludono: “Dopo il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento (o ‘testamento biologico’) riteniamo quanto mai opportuno trattare il tema delle Unioni di fatto, di cui da tempo si dibatte nel Parlamento, nella società e nella Chiesa, ponendo al centro della comune riflessione nodi critici di assoluta rilevanza umana ed etica”.

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