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Mina Welby e Beppino Englaro a Bergamo, testimoni pro testamento biologico

Venerdì 22 maggio incontro sul testamento biologico e sul fine-vita. Alla serata prenderanno parte Mina Welby (moglie di Piero) e Beppino Englaro (padre di Eluana).

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Mina Welby e Beppino Englaro saranno protagonisti di un incontro pubblico a Bergamo sul tema del testamento biologico e del fine-vita. L’appuntamento, intitolato “Liberi fino alla fine”, è venerdì 22 maggio alle 20.45 alla sala conferenze della fondazione Serughetti – centro La Porta, in città, in via Papa Giovanni XXIII, 30.

Mina Welby (moglie di Piergiorgio e co-presidente dell’associazione “Luca Coscioni”) e Beppino Englaro (padre di Eluana e presidente dell’associazione “Per Eluana”) racconteranno la propria testimonianza, la storia dei propri cari e il proprio impegno per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico in Italia.

Accanto a loro, alla serata prenderanno parte Giuditta Pini, deputata del Partito Democratico; e Mercedes Lanzilotta, medico anestesista e terapista del dolore. Coordinerà il dibattito Alice Magni, responsabile diritti della segreteria provinciale dei Giovani Democratici.

L’iniziativa è promossa dalla segreteria provinciale e dal tavolo diritti dei Giovani Democratici della Provinciadi Bergamo quale opportunità di approfondimento e confronto su un argomento tanto delicato quanto attuale e inerente la libertà di scelta della persona.

Gli organizzatori spiegano: “Il ‘testamento biologico’ è uno dei punti della campagna nazionale ‘10 proposte dai Gd’, che noi Giovani Democratici abbiamo promosso attraverso incontri, gazebo e raccolte firme in tutta la provincia bergamasca e in tutta Italia, per spingere il Parlamento a discuterne dal momento che sul tema ci sono proposte di legge ferme dagli anni 70. Crediamo fermamente nella libertà di scelta, ogni persona ha diritto di esprimere la propria volontà e di vederla rispettata: l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana infatti stabilisce che ‘nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge’. Anche gli amministratori locali hanno un ruolo fondamentale nel consentire l’esercizio del diritto di scelta: in attesa di una legge che regoli la materia è in atto, in molti comuni italiani, la raccolta della dichiarazione anticipataria di trattamento (dat) dei cittadini residenti nel territorio di riferimento. Questi atti non eludono e non anticipano le iniziative legislative, ma sono l’azione necessaria perché, in caso di bisogno, non sia necessario ricostruire, a posteriori, le volontà dell’interessato. Nelle prossime settimane i nostri giovani amministratori si attiveranno per presentare apposita richiesta nei propri consigli comunali”.

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