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Comune, la società Cobe in perdita di 564 mila euro “Serve più trasparenza”

Prendete una società pubblica, fatela vegetare per quasi 20 anni in un limbo politico-contabile e il risultato sono 564 mila euro di perdite a carico dei cittadini. Succede a Cobe, società del Comune di Bergamo.

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Prendete una società pubblica, fatela vegetare per quasi 20 anni in un limbo politico-contabile e il risultato sono 564 mila euro di perdite a carico dei cittadini. Succede a Cobe, società del Comune di Bergamo. L’attuale sindaco Giorgio Gori si ritrova a dover sanare il debito in un quadro di enorme difficoltà per i bilanci degli enti locali. Da dove arriva il debito? Cobe, che ha gestito la riapertura dell’accademia Carrara, non si è occupata solo di eventi culturali. In passato è stata la holding di Palafrizzoni, regia di altre società. Ad esempio Sibem, costituita per realizzare l’interporto di Montello.

L’infrastruttura non è mai stata costruita, anzi, non è mai stata approvata. Ma Sibem nel frattempo ha continuato a perdere soldi e ne continua a far perdere anche ora. “Sui conti pesa il passivo della società Sibem, costituita anche da Cobe nel 1991 per realizzare l’interporto di Montello – ha spiegato in commissione il sindaco Gori -. Sibem è stata messa in liquidazione nel 2013 e Cobe si è trovata in mano una quota che non valeva più nulla. Quindi è stato necessario svalutare la partecipazione su tre bilanci. Quest’anno svaluteremo di 104 mila euro, con una perdita complessiva di 564 mila euro, superiore a un terzo del capitale sociale”. 

Il consigliere di Forza Italia Stefano Benigni e Fabio Gregorelli, Movimento 5 Stelle, vorrebbero andare più a fondo. Ma l’analisi di singole spese e responsabilità è stata rimandata alla commissione trasparenza chiesta dallo stesso Benigni sul caso Cobe. Se infatti le perdite sono riconducibili al remoto passato, la mancata pubblicazione di bilanci, spese, consulenze e rimborsi è di questa gestione. “Non ci sono bilanci pubblici e spese pubbliche di un’attività che è partecipata totalmente da un’amministrazione pubblica – spiega Benigni – e poi mi piacerebbe sapere per cui si è arrivati a perdere mezzo milione di euro. E’ facile fare un nuovo riassetto finanziario, però fosse stata una società privata qualcuno avrebbe chiesto lumi. Bisogna essere trasparenti fino in fondo”. “La Cobe doveva gestire la Carrara e gli eventi, cosa centra una società come la Sibem? – chiede Gregorelli – Vorrei inoltre chiarimenti sui costi di 766 mila euro per costi e servizi. Cosa sono, consulenze esterne?”. L’amministratore unico Giampietro Bonaldi si è dichiarato disponibile a mostrare le cifre: “Voglio manifestare tutta la disponibilità del caso per rispondere a tutte le domande legittime”.

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Commenti

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  1. Scritto da residentevil

    Ad oggi SIBEM dispone della proprietà delle aree su cui insiste l’intero sedime interportuale ed a fine Dicembre 2012 ha varato la procedura per la realizzazione delle opere da ultimare entro Giugno 2015.
    http://www.sibem.it/

  2. Scritto da Sergio Nozza

    Basta vedere il Curriculum di Giampietro Bonaldi: tutta politica (Forza Italia). Se nei Cda continuano a mettere politici (cosa fatta pure da Giorgio Gori) dove pensate si andrà? I politici non eletti alle ultime Comunali sono tutti entrati dalla finestra.

  3. Scritto da nico

    E però c’è il progetto OPEN DATA del comune… dopo le ZTL vedrete che pubblicheranno tutti i dati (su partecipate, bilanci, affidamenti incarichi, consulenze…) che interessano sono sicuro! P.S. e non si venga a dire che c’è la sezione del sito Amministrazione Trasparente… E poi il 4,08 % di COBE di chi è? è possibile saperlo?

  4. Scritto da MAURIZIO

    Il politici sono notai non manager. Tutto qui. Un uomo con le capacità di Marchionne, l’etica di San Francesco d’Assisi, le abilità di Houdini, le conoscenze di Einstein e il sapere di Freud, fallirebbe in pochissimo tempo se gestisse una grande società pubblica italiana. Quindi, fatela finita.

  5. Scritto da massimiliano

    Se una società nel privato è in perdita la si chiude.
    E non venite a raccontare la solita storia dei dipendenti: è da mettere in preventivo il fatto di poter perdere il lavoro.

  6. Scritto da massimiliano

    Se una società nel privato è in perdita la si chiude.
    E non venite a raccontare la solita storia dei dipendenti: è da mettere in preventivo il fatto di poter perdere il lavoro.

    1. Scritto da no massimalisti!

      Ma dài! Il “pubblico” non è altro che ciò che il “privato” non riesce proprio a fare e perciò lo scarica sulla società, vedi le infrastrutture, l’esercito, la magistratura, la sanità e l’istruzione universali, la gestione amministrativa e politica, la sicurezza, la ricerca, il Cern, l’Eu. Quando il “pubblico” poi ha realizzato la struttura che era fuori portata del “privato”, questo ci fa i suoi conti e se ne vede il guadagno lo “privatizza”, ossia lo espropria alla società.