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Riaprire le case chiuse, a Bergamo quasi 10 mila firme raccolte dalla Lega Nord

Quasi diecimila firme in pochi giorni: è il primo risultato del referendum lanciato dalla Lega Nord per riaprire le case chiuse. Sono stati precisamente 9.850 i cittadini che hanno firmato alle decine di gazebo allestiti dal Carroccio nelle piazze dei comuni bergamaschi in questo ultimo fine settimana.

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Quasi diecimila firme in pochi giorni: è il primo risultato del referendum lanciato dalla Lega Nord per riaprire le case chiuse. Sono stati precisamente 9.850 i cittadini che hanno firmato alle decine di gazebo allestiti dal Carroccio nelle piazze dei comuni bergamaschi in questo ultimo fine settimana. “Vista la scarsa pubblicità sui media nazionali, ci aspettavamo una partenza a rilento per questa campagna referendaria – dichiara il segretario provinciale Daniele Belotti  -; nella  nostra provincia in questo fine settimana abbiamo allestito ben 130 banchetti con centinaia di militanti impegnati e i bergamaschi, leghisti e non, hanno risposto alla grande. Molti fimatari che avevano già sottoscritto il quesito un anno fa, sono stati ben lieti di rifirmare,visto che la volta scorsa ma non era stato raggiunto il quorum, convinti della bontà della nostra proposta: riaprire le case chiuse significa dare più decoro alle strade battute dalla prostituzione, garantire più sicurezza, dignità e salute alle “operatrici”e garantire allo Stato entrate fiscali di miliardi di euro finora totalmente evase”.

La mobilitazione continuerà nei prossimi giorni con decine di altri banchetti; inoltre i cittadini possono firmare anche nel proprio municipio. “Ci fa piacere – continua Belotti – che ai nostri gazebo siano venuti a firmare anche elettori di altri schieramenti politici; inoltre va rimarcata la disponibilità concessa da alcuni consiglieri comunali  non della Lega, come i consiglieri Andrea Tremaglia (FdI) e Stefano Benigni (Forza Italia), che si offerti a presenziare ai banchetti per autenticare le firme”.

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Commenti

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  1. Scritto da ludo

    Credo che oggi i bordelli siano anacronistici, roba da vecchi nostalgici del dopoguerra…La prostituzione è legata alla ricerca del piacere e della trasgressione e il web ha rivoluzionato tempi e modi per procurarseli . Tornare al passato non avrebbe alcun senso

  2. Scritto da Amorfo

    Se case chiuse e unioni civili sono i “veri” problemi del Paese, vuol dire che siamo alla frutta…

  3. Scritto da Alberto

    Finchè rimarrà un business delle varie mafie, lo Stato se ne guarderà bene dal metterci veramente il becco…

  4. Scritto da sherwood

    Le placche tettoniche si muovono più velocemente della testa delle persone…. ma davvero pensate che la situazione attuale sia migliore ?

  5. Scritto da 'n otra

    L’ennesima buffonata

  6. Scritto da fabiola

    era ora,ora accogliamole in alberghi ormai in fallimento nelle Nostre verdi vallate, vedrete che successo

  7. Scritto da NIMBY

    Io non firmerei mai. E poi, case per uomini, per donne, per preti? Quali sono le motivazioni che spingono persone verso il sesso a pagamento? Case vicino al proprio back yard? Oppure quartieri a luci rosse? Non che condivida la prostituzione stradale o quella degli annunci sul web, ma i casini proprio no. E’ l’ennesima trovata propagandistica della lega e fratelli, che non arriverà da nessuna parte.

    1. Scritto da sepp

      potremmo trasformare la Curia di città alta in tal senso… isolata, chiusa, romantica e non aliena a tali pratiche.

      1. Scritto da bergamasc

        Infatti. Per chi non lo sapesse, in tempi medievali, la Chiesa gestiva un gran numero di bordelli (ecco da dove derivava parte della sua ricchezza). Le prostitute venivano spesso “utilizzate” come modelle per dipingere i quadri che raffiguravano le sante.

  8. Scritto da Narno Pinotti

    Poche settimane fa, novemila firme per chiedere asilo e, di conseguenza, rinunciare alla cittadinanza italiana; ora diecimila per riaprire i bordelli. Se i firmatari fossero in gran parte gli stessi, mi sembrerebbe di vedere una soluzione.

    1. Scritto da sepp

      Basta ipocrisie! Se commercio c´è, tale commercio va controllato (e tassato). Ma se veramente preferite uno stato etico, affiliatevi all´Isis e datevi alla persecuzione di peccatori e peccatrici laddove tali sentimenti (moralisticheggianti e bigotti) sono visti e sostenuti con favore.

  9. Scritto da gigi

    Coraggio, siamo quasi all’1% dei bergamaschi. Magari queste percentuali “pesano di più” perchè quando abbiamo raccolto 600 firme (su mille residenti) per far spostare di 400 mt. una fermata dell’autobus, i signori della Lega che amministravano il Comune non si sono degnati neppure di rispondere. Certo le puttane sono più importanti dei vecchietti che devono prendere l’autobus

  10. Scritto da doppiamorale

    Bella porcata. Bravi. Se poi le donnette sono extracom è anche meglio, né…?!

  11. Scritto da Stecchetti Sorisole

    Abbiamo paura di dire le cose come stanno e ci nascondiamo dietro la politica corretta. Case di tolleranza ci sono già, basta cercare sui vari siti di annunci alla voce massaggi o nei diversi opuscoli gratuiti. E, cari miei lavorano. Perché non dobbiamo regolarizzare queste attività e permettere loro di pagare imposte sui redditi? Occorre adeguarsi ai tempi e alla Storia allo stesso tempo!

    1. Scritto da aris

      ma se un gioielliere regolarmente oggi denuncia 16.000€ annuali (cioè medo di un dipendente), quanto denuncerà una lavoratrice del sesso regolarizzata? Come li fanno i controlli? Contano quanto preservativi ha nel cestino? Mi vien da ridere pensare che saranno le uniche che fattureranno tutto alla luce del sole e ne avremo un beneficio a livello introiti tasse

    2. Scritto da Tasca Sorisole

      Se ci sono già ed è cosa facile saperne l’indirizzo e accedervi, perchè la GdF non ne fa la mappa, l’elenco delle titolarità, la registrazione degli incassi e la determinazione delle relative imposte? Perchè lo Stato, ossia il Ministero delle Finanze non si adegua ai tempi e alla Storia e all’accertamento dei conti bancari e dei consumi che parassitano i diritti di noi contribuenti responsabili? Con chi sfrutta occorre uno Stato leone, non lenone!

  12. Scritto da MAURIZIO

    Finalmente un po’ di spirito pratico.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Già. Chissà perché, però, in Germania e paesi nordici lo spirito pratico ha dato deludenti risultati pratici, fiscali, sanitari e perfino «di decoro»: controlli difficili, evasione massiccia, legalizzazione dello sfruttamento mafioso e della schiavitù. O credete che una prostituta, di fronte a un cliente violento o psicopatico di 2m e 120kg, si faccia proteggere dalla polizia? O che un bordello cancelli la richiesta di prostitute minorenni o ricattabili?

      1. Scritto da sepp

        diciamo che quando si parla di tasse, criminalità e servizi quello che i tedeschi possono definire “deludente” corrisponde a “eccezionale” per noi. Quindi basta con sta bufala. La prostituzione regolamentata tedesca non è in nulla paragonabile allo schiavismo mafioso italico.