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Finge truffa da azienda bergamasca: nei guai imprenditore siciliano

Protagonista della messa in scena un imprenditore siciliano, che ora deve rispondere di simulazione di reato e truffa. L'uomo è il titolare di un'impresa di costruzioni con sede a San Mauro Castelverde.

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Per non saldare i conti con un’azienda bergamasca ha finto di aver subito una truffa da parte loro. La polizia ha però scoperto il tutto e lo ha denunciato. Protagonista della messa in scena un imprenditore siciliano, che ora deve rispondere di simulazione di reato e truffa. L’uomo è il titolare di un’impresa di costruzioni con sede a San Mauro Castelverde.

L’imprenditore si è presentato negli uffici del commissariato di Cefalù per contestare un credito che, secondo quanto riferito ai poliziotti, vantava nei confronti un’impresa bergamasca per una fornitura di merce consegnata, ma non saldata.

A suo dire, le bolle di consegna della merce inviatagli erano "anomale" nel senso che o non recavano la sua firma, oppure ne riportavano una illeggibile e comunque non riconducibile a una persona incaricata al ritiro della merce.

Dai primi accertamenti effettuati dai poliziotti è emerso invece che la merce era stata recapitata, da parte del corriere espresso, regolarmente (e come d’abitudine) ad alcuni familiari dell’imprenditore.

Prima ancora che i familiari venissero sentiti, a insospettire i poliziotti, è stata la mancata volontà, manifestata, ad un certo punto dall’imprenditore di sporgere denuncia, senza la quale non era neppure ipotizzabile il reato di truffa o falso ai suoi danni, reati com’è noto perseguibili a querela di parte.

A confermare l’ambiguità dell’imprenditore  sono, però, bastati i suoi stessi familiari, che posti innanzi all’evidenza che le firme apposte sulle bolle di consegna della merce erano proprio le loro, hanno indirettamente svelato quello che sarebbe stato il vero proposito dell’imprenditore, ovvero inventarsi di essere stato vittima di un raggiro per non pagare lotti di merce necessari per lo svolgimento della sua attività d’impresa.

È dunque scattata la denuncia per simulazione di reato per avere falsamente accusato ignoti, poi rivelatisi i suoi stessi familiari, di avere apposto firme false sulle bolle di consegna della merce e per truffa in danno dell’impresa fornitrice, che per recuperare il credito che ammonta a qualche migliaio di euro, si era dovuta rivolgere a una società di gestione e recupero credito di Bergamo.

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