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A Urgnano Teatro Officina fa rivivere le poesie di Edgar Allan Poe

Sabato 16 e domenica 17 maggio a Urgnano va in scena la prima nazionale dello spettacolo "Edgar Allan Poe", pièce teatrale con cui Laboratorio Teatro Officina fa rivivere la poesia e le opere letterarie del giornalista, poeta e scrittore americano Edgar Allan Poe.

A Urgnano va in scena la prima nazionale dello spettacolo "Edgar Allan Poe", pièce teatrale con cui Laboratorio Teatro Officina fa rivivere la poesia e le opere letterarie del giornalista, poeta e scrittore americano Edgar Allan Poe. La rappresentazione va in scena sabato 16 e domenica 17 maggio alle 21.30 all’auditorium comunale di Urgnano, nella scuola media.

L’esibizione rientra tra le proposte di "Segnali Experimenta", festival internazionale del Teatro di Gruppo "Circuiti teatrali lombardi 2015".

L’autore del testo dello spettacolo è Gianfranco Bergamini, mentre sul palco ci saranno MariaRosa Criniti, Ferranti Daniela, Antonella Lombardi, Stefano Maestrelli, Chiara Ratti, Giulia Rossi e Daniela Vavassori. Scenografie, progetto luci e audio sono a cura di Davide Lenisa, le maschere di Giuliano Soldi e Unzipò. La collaborazione all’allestimento è di Nadia Savoldelli, mentre montaggio scenico e regia sono firmate Gianfranco Bergamini.

L’iniziativa è promossa dall’associazione Laboratorio Teatro Officina – Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale, dal Comune di Urgnano – Assessorato alla Cultura, dalla Provincia di Bergamo – Cultura spettacolo identità e tradizioni e Regione Lombardia – Istruzione formazione e cultura – Circuiti Teatrali Lombardi.

Nel presentare la rappresentazione, l’autore e regista Gianfranco Bergamini ha spiegato: "Il progetto teatrale "Edgar Allan Poe” nasce dalla volontà di trasporre scenicamente la vita e l’opera del grande scrittore americano. Nel tentativo di evitare il rischio di una narrazione didascalica e povera di emozioni, abbiamo lavorato più sulle situazioni che sulle storie e i personaggi. A livello drammaturgico la pièce si sviluppa intorno ad alcune tematiche ricorrenti sia nella produzione letteraria di Poe che nella sua propria esistenza: il doppio – l’androgino (la ricerca dell’identità e dell’anima gemella, il maschile e il femminile che si fondono nell’unità); i contrari (amore-morte, buio-luce, sonno-veglia, memoria-oblio); l’archetipo della Grande Madre, amata e odiata, e il ritorno al ventre materno; la ripetitività e la ciclicità delle azioni e una gestione ritmica dello spazio scenico, vicina al teatro-danza; i non-personaggi, ovvero il personaggio Poe. Nella costruzione scenica abbiamo assemblato frammenti delle poesie e dei racconti dello scrittore di Baltimora con invenzioni narrative originali. Il tono dello spettacolo è ironicamente lugubre e sepolcrale, l’ambientazione buia, fredda, disadorna. Tutti, attori e spettatori, sono chiusi in una sorta di grande sarcofago ornato da drappi neri. L’assetto scenografico claustrofobico e opprimente crea un ambientazione inquietante che permette un coinvolgimento emotivo totale del pubblico con ciò che vede".

Infine, Bergamini ha evidenziato: "L’universo esistenziale di Poe è, nella nostra pièce, popolato da sogni allucinati e da una febbrile fantasia, in cui l’elemento sadico-distruttivo finisce col prevalere e gli impulsi d’amore evocano inevitabilmente quelli di morte. Un discorso a parte meritano i ‘personaggi’ dello spettacolo. Tranne poche eccezioni essi sono scelti sempre in una umanità del tutto bandita: o sono pervertiti ("Il demone della perversítà”) o dementi (“Il crollo della casa Usher”) o apparizioni spettrali ("Silenzio") o fantasmi soprannaturali (“Sogno”) o angelicate idealità ("Berenice") o, infine, caricature (Psyche Zenobia). Sono esseri senza spessore umano, privi o quasi di personalità. Sono figure allucinate chiamate a riempire i drammi dello scrittore e a giustificarne l’intreccio. Queste presenze sono riconducibili al poeta stesso e alle varie sfaccettature della sua malata sensibilità. Sono il Poe che si ‘moltiplica’ in tali spoglie solo per poter abitare più intensamente è più liberamente i propri sogni. Poe è l’assoluto protagonista della sua opera e della trascrizione scenica che tenta di farne il Laboratorio Teatro Officina".

Il biglietto di ingresso è di 10 euro, ed è consigliata la prenotazione. Per avere ulteriori informazioni e per prenotarsi è possibile contattare Laboratorio Teatro Officina: Tel. 035 891878 – Cell. 340 4994795 – email: laboratorioteatrofficina@aliceposta.it – sito web: www.laboratorioteatrofficina.it

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