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Ucciso con la compagna a Kabul: “Distrutte 2 vite e il loro sogno d’amore”

Lutto ad Alzano Lombardo dopo il sanguinoso attentato di Kabul in cui ha perso la vita il 48enne Alessandro Abati e la promessa sposa Aigerim Abdulayeva. "Ho appena riletto l'invito al matrimonio che mi aveva portato - racconta in lacrime la moglie del cugino di Abati, Raffaella Bonomo - . Che disgrazia".

 "Hanno distrutto due vite e il loro sogno d’amore". Lutto per gli abitanti di Alzano Lombardo, disperati dopo il sanguinoso attentato di Kabul in cui ha perso la vita un loro concittadino, il 48enne Alessandro Abati e la promessa sposa Aigerim Abdulayeva, una 28enne Kazaka.

Abati, consulente di progetti infrastrutturali, è l’unica vittima italiana dell’assalto terroristico contro un residence per stranieri avvenuto mercoledì sera nella capitale afgana. Con lui e la compagna, sono morti anche un americano e quattro indiani. 

La notizia è arrivata nella villetta che l’uomo dividdeva con i genitori nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 maggio, con la madre svegliata nel bel mezzo della nottata da una chiamata dell’ambasciata, con la richiesta di una foto per riconoscere il cadavere. Pochi minuti dopo, la drammatica conferma. 
Il bergamasco e la kazaka si sarebbero dovuti sposare il prossimo luglio a San Pellegrino Terme. "Ho appena riletto l’invito al matrimonio che mi aveva portato – racconta in lacrime la moglie del cugino di Abati, Raffaella Bonomo che gestisce un panificio poco distante dall’abitazione di via Roma – . Un sogno infranto. Che disgrazia".

Abati aveva sentito i parenti l’ultima volta mercoledì sera, per i consueti saluti via Skype. Ad Alzano era tornato l’ultima volta a Pasqua. Come racconta un caro amico di famiglia:

 

Abati era molto conosciuto nell’ambito del volontariato. Viaggiava spesso per lavoro, anche grazie ai concorsi che vinceva. E diceva che si trovava meglio all’estero rispetto all’Italia, perché nei Paesi poveri c’è più umanità e coesione. Come racconta il sindaco di Alzano Lombardo, Annalisa Nowak: 

Abati, che aveva una sorella, era cresciuto ad Alzano, ed era conosciuto da tutti come una persona dai sani principi. Il ricordo di un anziano che lo consoceva fin da quando era bambino:  

Commenti

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  1. Scritto da Ciao

    Anche se son passati tanti anni dai tempi trascorsi insieme all’universita’ rimane indelebile il ricordo di te come persona sempre disponibile e con il sorriso sulle labbra. Che la terra vi sia lieve.